Tra bambù e tetti colorati, un paesaggio culturale per l'agricoltura

Oggi vi portiamo in Cina, in una delle regioni più fertili, quella di Ande, Dujiangyan — dove la cultura agricola tradizionale si intreccia con la produzione moderna di salsa; qui nasce il Douban Museum, opera dello studio cinese CSWADI firmata da Xu Wenqi, Zhang Rujie e Wang Yixuan, e destinata a segnare una nuova, interessante, tappa nell'architettura museale immersa nel paesaggio.
Il progetto, con una superficie di 6.765 m2, è un'interpretazione contemporanea delle architetture di Sichuan, capace di dialogare con il contesto naturale e rurale circostante.
L'approccio di CSWADI parte da un principio chiaro: preservare l'ecologia esistente. Il sito è ricco di alberi con DAP (diametro a petto d'uomo) superiore a 20 cm e folti gruppi di bambù, tutti marcati e integrati nel disegno prima di qualsiasi scavo o costruzione. La massa dell'edificio viene così intrecciata con gli alberi per creare un effetto di "casa nel bambù", in cui natura e architettura coesistono in simbiosi.
Una delle scelte più radicali e poetiche del progetto è la collocazione della maggior parte degli spazi funzionali sotto il livello del suolo. Solo un terzo del volume — comprendente lobby e sale espositive principali — emerge, con un'altezza massima inferiore ai 15 metri, permettendo alle metasequoie circostanti di fare da corona naturale sopra i tetti. Questa strategia minimizza l'impatto visivo e preserva la continuità del paesaggio.
I tetti stessi diventano protagonisti. Ripensando le ampie falde inclinate e gli alti beccatelli delle abitazioni tradizionali della pianura di Chengdu, gli architetti sviluppano una copertura principale a curva ellittica, che segue la pendenza naturale del terreno da nord a sud. Un secondo tetto si solleva da terra a nord, mentre uno terzo si incunea in un cortile interrato a sud: tre piani che si sovrappongono e si intrecciano in una composizione dinamica e fluida.


La palette materica della copertura è un elemento visivo e concettuale di forte impatto. Al posto delle tradizionali tegole grigie, CSWADI introduce elementi ispirati all'"arcobaleno del peperoncino" - un omaggio alla coltivazione locale che vede i peperoncini passare dal verde al rosso sino al nero durante l’essiccazione.
Dopo oltre sei mesi di prototipazione, sono state selezionate quattro tonalità principali —rosso (30%), rosso profondo (36%), verde scuro (14%) e grigio scuro (20%) — distribuite in modo apparentemente casuale per integrare visivamente il tetto nel paesaggio circostante.
Strutturalmente, il museo adotta un linguaggio tecnologico che reinterpreta le tecniche costruttive tradizionali. Al posto della struttura in legno "Chuandou", impiegata nei tetti tradizionali della regione, il progetto utilizza travature in legno lamellare (Clulam) combinate con colonne d'acciaio e travi ad anello a doppia curvatura. Questo sistema consente grandi luci, ottimizza le performance meccaniche del legno e crea una copertura che è al contempo leggera e robusta.
Il rivestimento di tetto e cornici è realizzato con fasce di legno e bambù, materiali che evocano la tradizione locale pur rispondendo agli standard costruttivi moderni: un ponte sensoriale tra memoria culturale e innovazione tecnica.

Il cuore spaziale del Douban Museum è un cortile centrale aperto al cielo, concepito come nucleo circolatorio e sociale. Riprendendo la tipologia del "patio Linpan" — elemento chiave dell'architettura vernacolare del Sichuan occidentale — lo spazio invita i visitatori a entrare, esplorare le mostre e poi ritornare a questo fulcro prima di avviarsi verso i campi circostanti. La presenza di una fontana centrale e zone di sosta rimanda alle vivaci scene di socializzazione tipiche dei cortili tradizionali locali.
Con il Douban Museum, CSWADI consegna un edificio che sembra emergere dal terreno come un'estensione organica del paesaggio agricolo, mettendo in scena un dialogo continuo tra natura, cultura e tecnologia. È un architettura che non si impone sul territorio, ma si immerge in esso, narrando storie di tradizione, produzione e comunità attraverso la forma, i materiali e la luce.









