- INFO POINT
- Di Silvano Lova
- Stato: Edificio concluso
Depurare è un atto sociale (anche se non fa tendenza su Instagram)
Reti idricheParlare di un depuratore non scalda i cuori come un parco urbano o una nuova ciclabile da 10 km. Eppure, quando parliamo di qualità dell'acqua, di tutela dei fiumi e di salute pubblica, stiamo parlando di infrastrutture fondamentali per tutta la comunità. L'ampliamento del depuratore di Bergamo — realizzato da Adriacos in qualità di general contractor— non è solo una questione di ingegneria, ma un investimento nel futuro: acque più pulite, minor impatto ambientale e una maggiore resilienza del sistema urbano integrato.
L'intervento rientra nella strategia di adeguamento degli impianti di trattamento dei reflui alla normativa europea e alle esigenze demografiche dell'hinterland bergamasco.
L'obiettivo è chiaro: potenziare l'impianto esistente per servire fino a 80.000 abitanti equivalenti con due delle tre nuove linee di trattamento avanzata, più efficienti e più sostenibili. Con l'equipaggiamento anche della terza sarà possibile raggiungere una potenzialità da 120.000 abitanti equivalenti.
Il tutto con una spesa complessiva di circa 30 milioni di euro, metà dei quali finanziati dal Pnrr — Missione 2 "Rivoluzione verde e transizione ecologica" e metà a carico del gestore del servizio idrico integrato, Uniacque.
Perché Bergamo aveva bisogno di un upgrade
II depuratore di Bergamo — posizionato nella zona di Grumello del Piano — è uno degli impianti più strategici del territorio, essendo il nodo principale di smaltimento per le acque reflue urbane della città e dell'hinterland. Nel tempo, l'evoluzione demografica e insediativa ha aumentato il carico idraulico e organico in ingresso rispetto alla capacità dell'impianto esistente, portando i parametri di progetto "sul filo" delle normative europee di scarico.
L’ampliamento, seguito dalla compagine formata da Adriacos Spa per le opere civili, CID srl e Sideridraulic Spa per le opere elettromeccaniche, interviene proprio su questa criticità: oltre alla realizzazione di nuove linee di trattamento (pretrattamenti + comparto biologico con tecnologia MBR) ubicate nell’area di espansione adiacente all’impianto esistente e alla realizzazione delle opere elettromeccaniche a servizio di due delle tre line previste con una potenzialità complessiva pari a 80.000 A.E il progetto include opere capaci di assicurare processi depurativi più efficienti e una maggiore flessibilità operativa per far fronte alle variazioni stagionali e meteorologiche.
Le tecnologie adottate consentiranno anche la minimizzazione dei consumi energetici e delle emissioni (acustiche e in atmosfera), oltre a favorire il riuso indiretto delle acque trattate per fini irrigui o industriali — un aspetto che entra perfettamente nel quadro della transizione ecologica.
Infine: particolare enfasi sui materiali utilizzati, tutti scelti per garantire una durabilità estesa delle opere, anche in presenza di fenomeni di aggressione chimico-fisica tipici di questo tipo di strutture.
Meglio prevenire che curare
Da questo punto di vista è anche fondamentale anche la qualità del processo realizzativo, garantita da Adriacos grazie a un nutrito gruppo di tecnici di cantiere specializzati e di manodopera adeguatamente preparata.
Dal progetto al cantiere: come si costruisce un depuratore in esercizio
La realizzazione del nuovo impianto di depurazione di Bergamo rappresenta un intervento infrastrutturale di grande rilevanza per il potenziamento e l’ammodernamento del sistema di trattamento delle acque reflue a servizio del territorio. L’opera è stata progettata e costruita all’interno di un’area di espansione appositamente individuata, libera da ostacoli e interferenze strutturali, e localizzata in adiacenza all’impianto di depurazione esistente, regolarmente in esercizio.
Questa configurazione ha consentito di sviluppare le principali lavorazioni in condizioni favorevoli dal punto di vista logistico e organizzativo, garantendo una razionale articolazione del cantiere e un’elevata sicurezza operativa. Allo stesso tempo, la prossimità con un impianto esistente e funzionante ha richiesto un’attenta gestione delle interferenze, soprattutto nelle fasi in cui le nuove opere dovevano connettersi o relazionarsi con le infrastrutture di adduzione e scarico già attive.
In particolare, alcune lavorazioni hanno comportato l’intercettazione e la gestione di condotte fognarie esistenti che alimentano l’attuale depuratore, infrastrutture che, per loro natura, non potevano essere interrotte. Tali attività sono state affrontate attraverso una pianificazione accurata, l’adozione di soluzioni provvisorie e una stretta collaborazione tra progettazione, direzione lavori e impresa, al fine di garantire la continuità del servizio e il rispetto dei requisiti ambientali.
La realizzazione di un’opera di questa complessità ha presentato ulteriori difficoltà legate non solo agli aspetti tecnici e costruttivi, ma anche al contesto temporale e normativo in cui si è inserita. Le milestone previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), particolarmente stringenti e non derogabili, hanno imposto un controllo rigoroso del cronoprogramma e una gestione estremamente attenta delle fasi di progettazione, approvvigionamento ed esecuzione.
In questo scenario, la complessità delle opere civili e impiantistiche, il coordinamento delle forniture specialistiche e l’integrazione dei nuovi processi di trattamento hanno richiesto un approccio organizzativo strutturato, orientato alla prevenzione delle criticità e alla rapida risoluzione delle interferenze. La capacità di adattamento e il continuo monitoraggio dell’avanzamento lavori si sono rivelati elementi determinanti per il rispetto delle scadenze PNRR.
Le principali lavorazioni civili e impiantistiche comprendono:
- nuove opere civili: grigliatura grossolana, sezione di pretrattamento con grigliatura fine, dissabbiatura-disoleatura, sezioni di trattamento biologico e locali tecnici;
- ottimizzazione elettromeccanica e impianti ausiliari per maggiore efficienza energetica.
Dal punto di vista operativo, il cantiere si distingue per l'attenta pianificazione delle aree di lavoro (per non bloccare le linee esistenti) e per il coordinamento tra manutenzione dell'impianto attivo e avanzamento delle nuove opere: un classico esempio di ingegneria di cantiere avanzata, più simile a un'orchestrazione che a un semplice "costruire".
Numeri e tecnologie: cosa c'è dentro il depuratore (e perché importa)
È facile parlare di "trattare acqua". È meno facile descrivere cosa succede dentro un impianto di depurazione moderno.
L'ampliamento del depuratore di Bergamo punta a integrare processi che garantiscano:
- trattamenti preliminari (grigliatura grossolana e fine) per rimuovere solidi grandi e materiali galleggianti;
- dissabbiatura e desoleatura per eliminare sabbie e oli;
- trattamento biologico avanzato. composto dai seguenti comparti:
- un comparto a fanghi attivi (denitrificazione e nitrificazione) con ricircolo dei fanghi secondari;
- installazione, esternamente al comparto a fanghi attivi, di moduli di filtrazione MBR:
- il collegamento tra la linea a fanghi attivi ed il comparto MBR avviene mediante una canaletta per minimizzare le perdite di carico e con un’equa ripartizione tra le linee MBR grazie ad apposite aperture di fondo presidiate da paratoie in parete ad azionamento automatico ON/OFF;
- vasca di degasaggio/deossigenazione dalla quale si avrà il ricircolo dei fanghi secondari e dei nitrati alla vasca di denitrificazione.
Sono stati realizzati anche una serie di servizi accessori:
- Trattamento aria: sia per la sezione di grigliatura grossolana che per i nuovi pre-trattamenti (grigliatura fine e dissabbiatura – disoleatura) localizzati nel sedime dell’area nuova all’interno di un locale chiuso, è previsto un sistema di deodorizzazione tale da garantire 5 ricambi del volume d’aria presente nei locali tecnici ogni ora.
- Reti di servizio: rete di raccolta acque bianche, rete acque tecnica.
- Impianto fotovoltaico: L’intera copertura del locale pretrattamenti e parte delle coperture dei locali destinati a Sala QE, sala di controllo e servizi, locale tecnico MBR saranno attrezzate con l’installazione di un impianto fotovoltaico a pannelli. La produzione di energia dal suddetto impianto è stata stimata pari a 241.754,02 kWh.
Secondo le prime sezioni di progetto (come nel Lotto 1 di adeguamento), la nuova linea è dimensionata per gestire una portata di picco di circa 7.000 m3/h nei momenti di pioggia intensa e circa 3.000 m3/h di portata in trattamento secondario, con ottimizzazione delle sezioni biologiche e di fanghi attivi.
Energie, emissioni e sostenibilità: l'approccio sistemico
Oggi l'efficienza di un depuratore non si misura solo in qualità dell'effluente, ma anche in quanto riesce a minimizzare l'impronta energetica e massimizzare il riuso delle risorse.
Il progetto di Bergamo segue questa logica:
- ottimizzazione dei motori e pompe e compressori per ridurre consumi elettrici;
- gestione intelligente delle portate in funzione dei carichi reali;
- possibilità di riutilizzo indiretto delle acque trattate.
L'ingegner Matteo Faggiani, direttore del cantiere del depuratore di Bergamo per Adriacos, ben sottolinea le criticità di questo tipo di opera: "La realizzazione del cantiere del depuratore di Bergamo presenta complessità tipiche di questo tipo di infrastrutture. Lavorare su nuove opere in calcestruzzo armato – vasche, strutture interrate e manufatti idraulici – richiede una pianificazione estremamente accurata, sia in fase di getto sia nei tempi di maturazione, per garantire prestazioni strutturali e durabilità nel tempo".
Sottolinea Faggiani: "La programmazione delle lavorazioni ha assunto un ruolo determinante. La gestione strutturata dei FIA (Fornitori in Appalto), il coordinamento tra le diverse imprese coinvolte, sia civili sia impiantistiche, ed il continuo allineamento tra progettazione, direzione lavori e cantiere hanno consentito di governare la complessità dell’opera e di prevenire criticità operative. Questo approccio organizzativo si è rivelato fondamentale per il rispetto delle tempistiche stringenti e delle milestone previste dal PNRR, assicurando l’avanzamento delle attività secondo il cronoprogramma e il raggiungimento degli obiettivi nei tempi stabiliti". Questi aspetti sono in linea con le strategie più avanzate di servizio idrico integrato, dove gli impianti non sono solo punti di smaltimento, ma centri operativi di economia circolare.
L'importanza di processi integrati di risparmio idrico ed energetico
Progetti simili sono stati presentati anche nei principali eventi europei di settore come il Waste Management Europe, sottolineando l'importanza di processi integrati di risparmio idrico ed energetico.
Guardare oltre il depuratore: Bergamo in un contesto più ampio
L’ampliamento del depuratore di Bergamo, realizzato da Adriacos, non è un'opera isolata: fa parte di un sistema più ampio che include altre infrastrutture di gestione delle risorse idriche e ambientali sul territorio lombardo. Tra queste, impianti di trattamento industriale e centri di gestione dei rifiuti, oltre a iniziative sul teleriscaldamento e recupero energetico urbano, riflettono un ecosistema infrastrutturale complesso e interconnesso.
In questa ottica, l'ampliamento dell'impianto di Bergamo è un tassello di una visione più ampia di sostenibilità urbana, che richiede investimenti coordinati, tecnologie innovative e competenze specialistiche. Chi opera in questo settore sa bene che l'ambiente non è un "problema di tendenza", ma una sfida quotidiana — e un'opportunità per progettare infrastrutture migliori.





































