Il museo come giardino (e viceversa)
All’interno del Suzhou Industrial Park, affacciato sulle tranquille acque di Jinji Lake, si innalza una delle architetture culturali più attese del prossimo anno: il Suzhou Museum of Contemporary Art (MOCA), firmato da BIG — Bjarke Ingels Group .
Pensato come un villaggio di padiglioni interconnessi sotto un tetto continuo di oltre 60.000m2, il progetto è un ponte tra la tradizione millenaria dei giardini classici di Suzhou e le pratiche museali contemporanee, unendo paesaggio, natura e spazio espositivo in un'unica esperienza fluida e immersiva.


La visione di BIG parte da un elemento antichissimo della cultura del luogo, il "lang", il corridoio coperto che nei giardini cinesi tradizionali accompagna passeggiate, contemplazione e incontri. In questa reinterpretazione, il lang si trasforma in un nodo di percorsi coperti, cortili e gallerie vetrate, che collegano 12 padiglioni — quattro destinati alle gallerie principali e gli altri concepiti per funzioni collaterali come teatro, ristorante, sala multiuso e hall d’ingresso.
La forma architettonica è dominata da un tetto ondulato a nastro continuo le cui delicate curvature richiamano le linee morbide delle gronde tradizionali. Questo elemento non è solo copertura, ma filtro spaziale e visivo: riflette il cielo, l'acqua del lago e le chiome degli alberi attraverso facciate in vetro curvo e acciaio inossidabile dai toni caldi, sfumando i confini tra dentro e fuori e creando un effetto di quinta facciata sulla skyline lacustre.
La sequenza di giardini e cortili interni, incorniciati dai padiglioni, genera un itinerario sensoriale che intreccia arte, natura e architettura. I percorsi si snodano tra piazze all'aperto, porticati e passaggi coperti, con ponti e tunnel che collegano i volumi principale e secondari anche a livello sotterraneo, offrendo flessibilità espositiva e adattabilità stagionale. In questo modo, il museo diventa un luogo dove la visita non è solo contemplazione di opere d'arte, ma parte di un paesaggio dinamico da esplorare.
In prossimità dell'ingresso, un'ampia piazza conduce sia verso l'interno del museo sia verso i percorsi paesaggistici che si affacciano sul lago; questi cammini, progettati con una graduale transizione da superfici dure a aree verdi e poi a bordure acquatiche, tracciano un continuum tra città, natura e acqua. Lungo questi percorsi, opere scultoree integrate nel paesaggio offrono esperienze artistiche anche al di fuori delle sale espositive, trasformando l'intorno del museo in spazio pubblico vivibile.


All'interno, la luce naturale filtra attraverso lucernari e claristori, animando le gallerie con un gioco di ombre e riflessi che evolve con le condizioni ambientali. Questa qualità luminosa, unita alla scelta di materiali e alla disposizione spaziale, conferisce agli spazi una sensibilità tattile che risuona con il paesaggio esterno. Il museo è inoltre progettato per soddisfare gli standard di sostenibilità della certificazione GBEL 2-Star, integrando tecniche passive di ombreggiamento, ventilazione naturale e uso di materiali locali, elementi che riflettono una visione responsabile del costruito.
Prima dell'apertura ufficiale prevista per il 2026, il Suzhou MoCA inaugurerà la mostra "Materialism", curata dallo stesso studio BIG. L'esposizione esplora il ruolo dei materiali — dalla pietra alla terra, dal metallo al vetro e al riciclato — nella pratica architettonica, proponendo un percorso multisensoriale che coinvolge sedute, targhe e supporti realizzati con i materiali stessi presentati. Un modo per riflettere sul significato profondo della materia, non solo come risorsa, ma come elemento narrativo e culturale all'interno dello spazio espositivo.
Riconosciuto con il Silver Award ai MIPIM Asia Awards 2025 per la sua capacità di coniugare design, sostenibilità e rigenerazione urbana, il Suzhou Museum of Contemporary Art si pone già come un nuovo simbolo culturale per Suzhou, un luogo dove l'arte contemporanea non esiste isolata, ma si intreccia con la memoria dei giardini, la topografia del lago e la vita pubblica della città.









