Quando Q*bert arriva a Hong Kong
Nel distretto industriale di Lai Chi Kok, dove un tempo il rumore delle presse e delle catene di montaggio dominava la scena, oggi sorge un progetto che sembra voler rispondere alla domanda: "Che aspetto ha un ufficio quando la città si prende una pausa caffè?" Stiamo parlando di 83 King Lam Street, sviluppo commerciale e direzionale che ha recentemente conquistato il premio HKIA Award of Hong Kong (Office Building) oltre al riconoscimento Bronze nella categoria Best Office & Business ai MIPIM Asia Awards 2024.
Commissionato da New World Development e completato nel 2024, il progetto comprende due torri per uffici di 23 piani ciascuna, innestate su un podio di tre livelli che ridefinisce il rapporto tra edificio e città. La sfida architettonica qui non è solo fare spazio per scrivanie e riunioni Zoom, ma reinventare un "Privately-Owned Public Space" che sia al tempo stesso funzionale per gli occupanti e aperto alla comunità urbana.


Il vero protagonista è la cosiddetta "feature steps", una sequenza di gradinate parametriche che si snodano su e giù, a destra e a sinistra, collegando i vari livelli del podio con una fluidità che più che "scala" ricorda una sorta di "paesaggio pixelato" sospeso tra edificio e topografia naturale.
Ogni gradino varia in altezza, trasformandosi di volta in volta in seduta, passerella o fioriera, creando così un continuum di spazi che invitano al ristoro, alla sosta o alla passeggiata contemplativa. All'apice, dove i gradini sembrano quasi fondersi con il profilo verde della collina di Kam Shan Country Park alle spalle, la vegetazione si dispiega in alberi e pareti verdi che attenuano la frattura storica tra città e natura.
Questa scenografia di scala urbana non è pura estetica; ha un ruolo sociale e ambientale. Il podio non è solo un basamento: integra spazi commerciali, ristoranti, caffè, ingressi agli uffici e persino un auditorium multifunzionale incastonato sotto i “gradoni".
L'auditorium può essere configurato come un unico spazio o diviso in due sale autonome, con sedute retrattili per trasformare l'area in un open space dinamico. È una soluzione che fonde funzionalità lavorativa, cultura e comunità in un'unica macchina fluida.
Dal punto di vista urbano, 83 King Lam Street è la risposta a una domanda cruciale: come restituire senso civico e socialità in zone di città tradizionalmente dominate da capannoni e palazzine ripetitive? La strategia è duplice: da una parte ampliare la componente verde e la connettività visiva verso il paesaggio naturale, dall'altra creare spazi di aggregazione che siano accessibili e invitanti per il pubblico, non solo per chi lavora dentro le torri. Questa apertura spaziale ha anche l’ambizione di contribuire (aspetto da verificare questo) anche a mitigare l'effetto isola di calore urbano, favorendo ventilazione naturale e benessere microclimatico.
L'approccio progettuale — firmato da Collective Studio in collaborazione con Rocco Design Architects — è emblematico di una tendenza emergente nell'architettura asiatica contemporanea: andare oltre il semplice container di uffici verso un ecosistema integrato di lavoro, cultura e città.


Collective Studio ha modellato qui ciò che definisce come un paesaggio parametrico: non una mera curva, ma un sistema di spazi che si adatta ai movimenti umani, alle varie modalità di uso e alla relazione visiva con il contesto circostante.
La configurazione a doppia torre con podio centrale apre un "corridoio" visivo tra il traffico urbano e il versante verde, quasi una cornice che invita a guardare oltre l'orizzonte grigio della città. Questa relazione tra vuoto e pieno, tra natura e costruito, non è solo un esercizio di stile: è una strategia di leggibilità urbana che beffa l'occhio e rinforza il senso di comunità. Ecco perché le feature steps non sono solo un elemento scultoreo, ma una sorta di ponte tra diverse esigenze di uso dello spazio: dal break per un tè al coworking informale, fino alle funzioni più istituzionali dell'auditorium.
Non sorprende quindi che il progetto sia stato accolto con favore dalla giuria degli HKIA Awards: non tanto per il puro impatto estetico, quanto per aver saputo mettere insieme innovazione tipologica, medie cittadine e resilienza urbana in un quartiere in trasformazione. In un mercato immobiliare dove la competizione per spazi di qualità è feroce, 83 King Lam Street si distingue come esempio di come un edificio possa essere al contempo struttura produttiva e macchina per il vivere collettivo.









