Ossa vive delle Dolomiti

C'è un'architettura che non ha bisogno di alzare la voce per essere riconosciuta. Casa Conte, ampliamento residenziale firmato da Messner Architects ad Auna di Sotto, sul Renon, appartiene a questa categoria silenziosa e consapevole: un progetto che sceglie di stare nel paesaggio, non sopra di esso, e che lavora per sottrazione più che per affermazione. Qui, a circa 990 metri di quota, il panorama sulle Dolomiti non è semplice sfondo, ma vera e propria materia progettuale.
L'intervento nasce come ampliamento di un edificio residenziale esistente e prende forma sfruttando il volume edificabile residuo. La scelta chiave è quella di collocare la nuova unità al di sotto della casa originaria, seguendo la pendenza naturale del terreno e riducendo al minimo l'impatto visivo. Ne deriva un'architettura che sembra emergere dal suolo, più che posarsi su di esso, in un dialogo diretto con l'orografia e con l'insediamento rurale sparso che caratterizza l’area.
Il volume dell'ampliamento si sviluppa su un solo livello, con una geometria essenziale che trova equilibrio nella relazione tra pieni e vuoti. Le ampie superfici vetrate orientate a sud-sud-est aprono la casa al paesaggio, trasformando la zona giorno in una vera soglia panoramica. La luce naturale entra in modo controllato grazie a un soffitto sporgente, che funge da dispositivo climatico passivo, proteggendo gli ambienti interni dall'irraggiamento diretto nei mesi estivi.
All'esterno, la palette materica è ridotta, ma intensa: cemento a vista, muratura in pietra naturale e vetro costruiscono una presenza solida e radicata, capace di confrontarsi con il carattere aspro del contesto alpino. È un linguaggio che non cerca mimetismo, ma continuità tettonica, affidando alla materia il compito di raccontare il rapporto con il luogo.


Gli interni proseguono questo racconto con un approccio fortemente sensoriale. Le superfici in intonaco grezzo con aggregati di roccia locale restituiscono una percezione tattile e cromatica profonda, mentre castagno e quercia — utilizzati per pavimenti, soffitti e serramenti interni — introducono calore e continuità visiva. Le superfici lisce e piastrellate, inserite con misura, bilanciano la matericità e garantiscono funzionalità negli spazi di servizio.
La distribuzione interna è chiara e domestica: la zona giorno centrale con cucina diventa fulcro della vita quotidiana, mentre camere e bagni si sviluppano lateralmente, garantendo privacy e comfort. Tutto è pensato per una fruizione orizzontale, intima, che invita a un rapporto diretto con l'esterno e con il ritmo lento dell'ambiente montano.
Dal punto di vista tecnico, il progetto è stato seguito integralmente da Messner Architects — dalla progettazione architettonica alla direzione lavori — con il supporto strutturale dell'Ing. Rodolfo Senoner. Le lavorazioni sono affidate a imprese e artigiani locali, tra cui Finstral per le vetrate e Eisath & Lintner per la falegnameria, rafforzando il legame tra progetto e filiera territoriale.
Senza ostentare soluzioni tecnologiche, Casa Conte esprime una sostenibilità concreta, fatta di orientamento corretto, uso consapevole dei materiali, controllo passivo del clima e integrazione paesaggistica. È un'architettura che non insegue l'icona, ma costruisce una qualità abitativa duratura, capace di invecchiare insieme al luogo.

In definitiva, Casa Conte dimostra come anche un ampliamento possa diventare atto architettonico pieno, capace di mettere in relazione memoria e contemporaneità, materia e luce, casa e montagna. Un progetto che non si limita ad abitare il paesaggio, ma lo interpreta — con rispetto, misura e profondità.








