Archetipi per la pedagogia
Nel cuore di Piove di Sacco (Padova), tra i filari degli alberi e i campi della pianura veneta, prende forma un'architettura per l'infanzia che non somiglia a una scuola qualunque ma emerge come paesaggio costruito e immaginifico. Il Kinder Rain Kindergarten, progettato da AACM — Atelier Architettura Chinello Morandi, è un edificio di circa 672 m2 pensato come un piccolo villaggio didattico, dove l'architettura diventa strumento educativo, memoria del luogo e catalizzatore di relazioni sensoriali per i bambini.
Il progetto nasce da una profonda riscrittura dell'"archetipo del Casone Veneto", la tipica dimora rurale di contadini e pescatori con coperture fortemente inclinate in paglia. Questa memoria vernacolare viene reinterpretata in chiave contemporanea: tre volumi piramidali emergono come "case" autonome all'interno di un continuum materico rivestito da scandole di terracotta, materiale che rimanda alla tradizione di costruzione in argilla della regione ma lo reinterpreta con rigore e modernità.

La scuola è concepita senza corridoi: la circolazione stessa diventa luogo di apprendimento e gioco. Gli spazi di passaggio, trasformati in luoghi che favoriscono l'incontro e la scoperta, allontanano la rigida divisione funzionale e promuovono un'architettura permeabile, dove l'interno e l'esterno si confrontano continuamente. I percorsi tra le aule si aprono su corti e patii che ampliano la percezione spaziale e consentono alle attività di fluire spontaneamente tra spazio didattico e giardino.

Al centro del progetto, l'agorà — una piazza pedagogica condivisa — funge da cuore sociale e cognitivo dell'edificio. Qui bambini e insegnanti possono riunirsi, giocare, esplorare e confrontarsi in un ambiente che combina dinamiche didattiche formali e spontanee. Questa "piazza" interna è direttamente connessa ai patii esterni: dispositivi di filtro spaziale che ampliano l'idea di aula tradizionale verso l'esterno, integrando il verde e la luce naturale nella vita quotidiana della scuola.
Il linguaggio architettonico di Kinder Rain gioca su un equilibrio tra pieni e vuoti: edifici compatti ma ricchi di aperture, volumi di terracotta che si aprono verso corti protette, superfici che riflettono la luce e ombre che si estendono come elementi sensoriali. Le strutture piramidali sono progettate per catturare e modulare la luce zenitale attraverso lucernari posti in quota, mentre i soffitti rivestiti in fibra di legno contribuiscono a creare un ambiente acustico e tattile confortevole, ideale per l'infanzia.
La scelta di materiali naturali e locali non è solo estetica: la terracotta, il legno e il calcestruzzo pigmentato rispondono a esigenze di dura bilità, comfort termico e integrazione climatica. La panca perimetrale in calcestruzzo pigmentato funziona contemporaneamente come mobiliario urbano, soglia ludica e bordo di relazione tra il bambino e il paesaggio circostante.
Kinder Rain si inserisce nel contesto del programma "Scuola Futura" promosso dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che mira alla realizzazione di scuole pubbliche di qualità, sostenibili e radicate nel territorio. La colta rilettura dell'archetipo rurale veneto e la sua traduzione in uno spazio educativo contemporaneo sono un chiaro esempio di come la architettura possa rispondere ai bisogni sociali, pedagogici e culturali del nostro tempo, facendo del progetto un possibile modello per le future scuole italiane.

In un'epoca in cui l'educazione si interroga sempre più sulla relazione tra spazio e apprendimento, il Kinder Rain Kindergarten non si limita a ospitare l'infanzia, ma costruisce per i più piccoli un habitat cognitivo, un villaggio capace di stimolare l'immaginazione, la socialità e la percezione sensoriale: un luogo di meraviglia, dove ogni superficie, apertura o corte diventa parte di un racconto spaziale e pedagogico da esplorare.









