Rai torna in Fiera: nasce il nuovo centro di produzione a Milano
La cerimonia di posa della prima pietra del nuovo Centro di Produzione RAI di Milano segna ufficialmente l'avvio di uno dei progetti più attesi per rigenerare l'area dell'ex Fiera al Portello e per rilanciare il ruolo produttivo del servizio pubblico televisivo. L'evento — che ha visto la partecipazione di Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano; Giampaolo Rossi, amministratore delegato Rai; Giuseppe Sala, Sindaco di Milano e Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia — non è stato solo un momento istituzionale, ma un simbolo concreto di un'alleanza tra istituzioni, impresa e città per trasformare uno spazio urbano strategico in un hub di produzione multimediale d'avanguardia.

Il nuovo centro, il cui cantiere è stato inaugurato il 27 gennaio 2026, sorgerà nell'area compresa tra via Colleoni e via Gattamelata, all'interno del masterplan di rigenerazione urbana dell'area ex fieristica di Milano. Con circa 65.000 metri quadrati di superficie totale, l'intervento rappresenta una tappa fondamentale nel riordino funzionale delle attività oggi sparse tra il palazzo storico di corso Sempione e gli studi di Mecenate, consentendo alla Rai di concentrare in un'unica sede le proprie attività di produzione.
Il progetto, firmato dallo studio Lombardini22 e realizzato in RTI da CMB con Gianni Benvenuto Spa , si propone come edificio multiplo e integrato: sopra un piano interrato destinato prevalentemente a parcheggi, si svilupperanno uffici di 15.000 mq distribuiti su sei piani e spazi polifunzionali con dieci sale di registrazione di diverse dimensioni, da 290 a 1.500 metri quadrati. L'architettura mira a massimizzare la sostenibilità ambientale e la qualità degli spazi di lavoro, con l'obiettivo di rispondere agli standard LEED Gold e ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), oltre a garantire elevate prestazioni termiche e acustiche.
L'accordo tra Fondazione Fiera Milano e RAI, siglato nel dicembre 2023, prevede la locazione del centro per una durata di 27 anni, con un canone indicizzato fissato a circa 5,9 milioni di euro annui. L'investimento complessivo, stimato in 120 milioni di euro interamente finanziati dalla Fondazione, rappresenta un'importante iniezione di fiducia nel tessuto produttivo e culturale della città, con l'obiettivo di consolidare Milano come polo di eccellenza per la produzione di contenuti multimediali.
Non si tratta di una scelta casuale: la RAI torna simbolicamente dove tutto ebbe inizio, negli spazi fieristici che già negli anni '40 e '50 ospitarono le prime trasmissioni sperimentali e gli studi del primo sistema radiotelevisivo nazionale. Come ricordato durante la cerimonia, l'iniziativa non è solo funzionale, ma anche simbolica: un "ritorno al futuro" che intreccia storia, identità urbana e prospettive tecnologiche per il servizio pubblico italiano.

Per il Sindaco Giuseppe Sala, il progetto rappresenta un'ulteriore tappa di rigenerazione urbana di un'area storica che, dopo le trasformazioni di CityLife e Portello, sta gradualmente riconquistando un ruolo attivo, aperto e connesso con il resto della città. La presenza di spazi produttivi di alto livello, insieme alle nuove infrastrutture e alla riqualificazione di piazza Gramsci e piazza Gino Valle — parte degli oneri scomputati dall'intervento — contribuirà a consolidare il Portello come un nuovo nodo culturale, produttivo e sociale nella Milano contemporanea.
Il percorso da qui alla consegna dei lavori — prevista per il 2029 con circa 28 mesi di cantiere — è ora ufficialmente avviato. Il nuovo centro non sarà solo un edificio, ma un laboratorio di idee, tecnologie e professionalità che punta a rafforzare la presenza e la competitività della Rai nel panorama dei broadcaster internazionali, in un momento in cui l'industria dei contenuti digitali richiede spazi, strumenti e visioni all'altezza delle sfide contemporanee.
In sintesi, la posa della prima pietra al Portello non rappresenta soltanto l'inizio fisico di un grande cantiere, ma l'avvio di un capitolo nuovo per Milano, per la Rai e per l'intero sistema dei media italiani.








