- INFO POINT
- Di Silvano Lova
- Stato: Cantiere
Una policentrica sotto Merano
Reti di trasportoÈ in pieno svolgimento uno dei cantieri infrastrutturali più imponenti degli ultimi anni in Alto Adige: la circonvallazione nord-ovest di Merano (ad opera di un Consorzio di imprese che sta realizzando il progetto:la Capofila Carron Bau, PAC e Mair Josef & Co.), comunemente percepita come la tangenziale di Merano. Quest’opera, finanziata e promossa dalla Provincia Autonoma di Bolzano, rappresenta un intervento strategico per decongestionare il traffico urbano, migliorare i collegamenti verso la Val Passiria e potenziare l’accesso alla superstrada MeBo (Merano-Bolzano).
Il progetto complessivo è articolato in due lotti funzionali e prevede una traversa di circa 3,3 km che collega la MeBo a ovest con la SS 44 verso la Val Passiria a est, attraversando in gran parte il sottosuolo della città. Il secondo lotto – il cuore dell’opera – consiste in una galleria stradale di circa 2.200 m sotto via Goethe e Monte San Benedetto, connettendosi a una rotatoria sotterranea di diametro 42 m nella zona artigianale di Tirolo, da cui si diramano i collegamenti verso Val Passiria, Tirolo e Maia Alta.
Questo tunnel – noto tecnicamente come Galleria Küchelberg – è la parte più complessa: la sua realizzazione avviene in ambiente urbano e geologicamente variegato, alternando scavo in materiale sciolto e in roccia metamorfica fino a coperture di circa 100 m.
Per garantire la sicurezza in aree con coperture sottili o sotto edifici sensibili, si impiegano tecniche di consolidamento come jet grouting e infilaggi d’acciaio, oltre a rivestimenti provvisori in calcestruzzo spruzzato.
Dal punto di vista geometrico e funzionale, la galleria è progettata con una sezione interna variabile da 12 m a 16 m di diametro, doppia carreggiata e corsie per velocità di progetto tra 60 e 80 km/h. Sono previste inoltre 5 uscite di emergenza, misure di sicurezza antincendio, illuminazione e ventilazione automatica trasversale, capace di aspirare i fumi in caso di incendio tramite appositi canali sopra la carreggiata.
Il cronoprogramma prevede l’apertura al traffico per il tardo autunno 2026, in linea con l’obiettivo dichiarato dalla Provincia. Per raggiungere questa scadenza i lavori seguono un ritmo serrato e richiedono un coordinamento efficace tra i tre principali ambiti di intervento: scavo e rivestimento della galleria, installazione degli impianti tecnologici e costruzione delle opere di superficie e dei collegamenti stradali laterali.
Accolti dal titolare della Canaj Bau srl (incaricata di realizzare il getto con cassero Emmerre dal Consorzio), Roland Canaj, è proprio nel tratto di galleria a raggio variabile che abbiamo visto al lavoro il cassero Emmerre , equipaggiato del sistema di traslazione MR4.0.
Il sistema ha consentito (al momento della nostra visita mancava un solo getto al completamento) di rispettare lo sfidante cronoprogramma. I sistemi di Emmerre sono stati utilizzati per il getto di circa 154 metri di galleria caratterizzata da geometria policentrica, estremamente complessi (se non impossibili e comunque molto più onerosi in fatto di tempi di realizzazione) da costruire con sistemi tradizionali.
Tre professionisti, un unico obiettivo
Roland Canaj è il titolare, assieme ai fratelli Mentor e Ervis , della Canaj Bau che, come ci racconta: “l’azienda è nata recentemente, nel 2020, ma può contare sulla nostra esperienza pluriennale maturata in un’azienda specializzata nelle infrastrutture e nei lavori pubblici che purtroppo è fallita qualche anno fa. Abbiamo deciso di metterci in gioco, presentandoci sul mercato con una nostra azienda, la Canj Bau srl appunto”.
Prosegue Roland Canaj : “Il lavoro e l’impegno intenso hanno dato i loro frutti: oggi diamo lavoro a 112 persone, abbiamo importanti SOA (OG2, OG3 e OG4) e rappresentiamo una realtà apprezzata in Trentino Alto Adige e non solo. Oltre alla galleria in cui siamo oggi, ben 2.300 metri di sviluppo lineare sotto Merano, stiamo realizzando la gallerie della circonvallazione di Bronzolo, quella di Perca e un’altro tunnel a Trento. Non solo abbiamo cantieri attivi a Peschiera e Appiano”.
“Questa galleria in particolare ci ha dato molte soddisfazioni, perché era un’opera progettualmente complessa, da realizzare con un cronoprogramma sfidante; Canaj Bau si è occupata dell’opera a 360° dalla posa del ferro alla realizzazione del rivestimento”.
Continua Roland Canaj : “Per concludere l’opera nei tempi previsti, garantendo anche alla committenza la massima qualità realizzativa dei calcestruzzi, abbiamo scelto, dopo un’analisi di mercato, il cassero a raggio variabile di Emmerre”.
Era la prima volta che lo usavamo e devo dire che, all’inizio ero piuttosto incerto sul riuscire a realizzare la frequenza di getto che ci eravamo proposti, dato che l’opera è impegnativa. Emmerre ha superato ogni aspettativa e ben presto siamo riusciti a fare un ciclo di getto al giorno, un risultato davvero sorprendente.
Conclude Roland Canaj: “Il cassero è davvero un ottimo prodotto, facile da usare e estremamente sicuro (per noi la sicurezza dei dipendenti è una priorità e una responsabilità morale). Anche l’assistenza in cantiere di Emmerre è davvero insuperabile, sono reperibili 24/24 e 7/7 e soprattutto risolvono i problemi in maniera veloce, rispondendo alle nostre richieste con grande professionalità ( Roberto, il loro direttore tecnico è davvero estremamente preparato e disponibile)”.
Innovazione all’insegna di sicurezza e efficienza
Approfondiamo le caratteristiche delle cassaforme Emmerre, impiegate in cantiere a Merano, direttamente con il direttore tecnico dell’azienda, Roberto Roberto , professionista con importante background tecnico nel settore, maturato anche prima di fondare Emmerre con il socio Michele Mancini : “Le nostre cassaforme a raggio variabile (che possono gestire anche configurazioni policentriche) sono progettate per adattarsi a gallerie con geometrie non standard o con variazioni longitudinali della sezione”.
"Possiamo modificare il raggio di curvatura direttamente in cantiere, senza dover ricorrere a molteplici set di cassaforme rigide. Questo è possibile grazie a pannelli modulari regolabili, giunti flessibili e meccanismi idraulici che mantengono costante la qualità del getto anche in sezioni policentriche o curve complesse".
Continua Roberto : “Il raggio di curvatura delle nostre cassaforme è adattabile da circa 1,7 metri, fino a sezioni quasi sub-orizzontali. Il sistema modulare permette di coprire lunghezze variabili con pannelli standard di 3 metri. Inoltre, quando associato al carro porta forme semovente MR?4.0 (il nostro ultimo brevetto), è possibile spostare longitudinalmente la cassero, regolare l’altezza e il livello trasversalmente, e monitorare in tempo reale i carichi tramite celle integrate”.
Livellamento e controllo della planarità nel sistema MR 4.0
Il sistema MR 4.0, infatti, ha un sistema di livellamento laser automatico, che mantiene la planarità trasversale della cassaforma, mentre segue le pendenze longitudinali previste dal tracciato della galleria.
“Voglio sottolineare anche un’altra caratteristica fondamentale, sia per la sicurezza sia per la produttività: il sistema MR 4,0 utilizza 4 pistoni idraulici di sollevamento con capacità fino a circa 2000 kN ciascuno, equipaggiati con celle di carico per il monitoraggio continuo dei carichi durante il getto. Tutto ciò consente operazioni più rapide e sicure rispetto ai sistemi tradizionali”.
“Anche il monitoraggio da remoto in tempo reale è un asset fondamentale, particolarmente apprezzato dalle imprese, dato che consente loro di tenere sotto controllo costante i parametri operativi del getto, prevenendo problematiche e intervenendo in modo tempestivo per minimizzare i downtime in cantiere (con impatti positivi anche sulla sicurezza)”.
Il cantiere di Merano presenta geometrie variabili e sezioni in curva che richiedono grande flessibilità. L’utilizzo dei nostri casseri ha permesso di ridurre significativamente i tempi di movimentazione, minimizzare errori di allineamento e garantire uniformità dello spessore del getto.
“In pratica, il sistema ha migliorato la produttività e la sicurezza, rendendo il lavoro in sotterraneo più efficiente senza compromettere la qualità della struttura. Grazie all’ottimizzazione delle procedure e alla formazione che abbiamo fornito alle maestranze della Canaj Bau, a regime sul cantiere abbiamo raggiunto produzioni di un getto al giorno, comprensive di operazioni di armo, getto appunto, maturazione, disarmo e spostamento. Un risultato impossibile da ottenere con altri sistemi tradizionali presenti sul mercato”.
Conclude Roberto: I nostri casseri, che forniamo a noleggio (comprensivo di montaggio e smontaggio e servizio di assistenza in cantiere), rappresentano l’avanguardia tecnologica e produttiva del settore. Un'avanguardia raggiunta grazie a un gruppo di lavoro giovane e coeso, che lavora con passione e estrema professionalità”.
"Ma non ci fermiamo qui, continueremo a integrare automazione, sensori e monitoraggio digitale, rendendo i nostri sistemi sempre più intelligenti e adatti a cantieri complessi. La combinazione tra flessibilità meccanica e controllo digitale rappresenta il futuro del tunnelling moderno”.


























