L’isola che spezza il grigio

Immagina una torre che non cerca di dominare la città con vetri scintillanti e angoli netti, ma che al contrario si offre come un gesto di gentilezza urbana — un gesto che invita quasi a respirare.
Questo è The Island, progetto recentissimo firmato dallo studio olandese MVRDV per il cuore di Taichung, a cavallo tra i quartieri North e Beitun: 21 piani, 9.000 m² totali e 76 appartamenti, innestati su due livelli inferiori destinati a spazi commerciali e comuni.
Ma “The Island” non è solo case: è un esperimento di comunità verticale, un invito alla condivisione e alla natura che si insinua ovunque. Al piano terra, un ingresso ombreggiato, alberi, piante, e radici che toccano il suolo. Poi scale invisibili salgono tra terrazze, balconi e giardini sospesi fatti per respirare insieme.
Ci sono cinque balconi comuni — ognuno scavato come una nicchia profonda tre piani nella geometria dell’edificio — pensati come “stanze all’aperto”. In totale ci saranno 104 balconi privati con vasche piantumate, 38 fioriere indipendenti sulla facciata e un giardino-chioma sul tetto: un wrap-around terrace che digrada in verde, avvolgendo la sommità dell’edificio con piante selezionate per rispecchiare la biodiversità della regione di Taichung.
L’estetica è volutamente organica: ogni curva, ogni bordo e ogni apertura sfugge al rigore del rettangolo. La facciata è rivestita di ceramica bianca, realizzata con piccoli tasselli irregolari: grandi piastrelle sulle superfici piane, tessere più minute dove la forma si incurva.
La tecnica richiama la lezione estetica di Antoni Gaudí, rendendo l’edificio fluido, quasi scolpito piuttosto che costruito. Il risultato è una pelle levigata, capace di giocare con la luce e le ombre, ed esteticamente piacevole ma anche durevole e di facile manutenzione.
Dentro la torre, 76 appartamenti disegnati per una clientela giovane e della classe media, pensati per coppie magari in cerca di un luogo in cui abitare non significhi rinunciare a socialità e natura. I due piani di base ospitano un’area commerciale, una sala da pranzo comune, un lounge e perfino una stanza karaoke: perché vivere male un grattacielo, quando puoi renderlo comunità.

Il progetto non dimentica la memoria del luogo: l’area ospitava un vecchio edificio di 13 piani, ora da demolire per adeguarsi alle nuove normative antisismiche. Ma piuttosto che gettare tutto nel mucchio, MVRDV ha previsto il riuso della pietra esistente — pareti e pavimenti — come finitura interna del nuovo edificio, riducendo così i rifiuti da costruzione e dando continuità al terreno su cui sorge.
The Island vuole spezzare la monotonia del tessuto urbano, restituendo alla città un oggetto che respira, cambia, cresce. Secondo Jacob van Rijs, cofondatore di MVRDV, non si tratta di rompere le regole, ma di recuperare l’anima di una città piena di scatole: “Un tocco morbido in una città fatta di scatole.”
In un contesto densamente urbanizzato, dove l’orizzonte si perde in rettilinei e palazzoni, The Island emerge come promessa di respiro. Una promessa che mescola architettura, natura, memoria e comunità. Una promessa di vivere — davvero — in città, senza dimenticare che abitare è anche prendersi cura dello spazio intorno.










