Torino si proietta nel futuro: la “Linea 2” ridisegna mobilità e paesaggio urbano
Torino sta per mettere a segno una delle trasformazioni infrastrutturali più significative del suo recente sviluppo urbano: la Linea 2 della metropolitana automatica, un progetto da oltre 27 km con 32 stazioni che promette di rivoluzionare l’asse di mobilità nord-est/sud-ovest della città, integrando tecnologia, architettura contemporanea e rigenerazione urbana in un’unica visione strategica di trasporto e spazio pubblico.
La Linea 2 non è solo un’estensione della rete di trasporto pubblico esistente, ma un’opera di ampio respiro che collegherà quartieri periferici, poli universitari, centri di lavoro come Mirafiori e nodi ferroviari come Porta Nuova, creando un corridoio di mobilità che favorisce l’accesso e la coesione urbana.
Il progetto, seguito dall’ente pubblico Infra.To sotto la guida del Commissario Straordinario Bernardino Chiaia, ha già superato diverse tappe chiave: la rimodulazione tecnica e finanziaria dell’opera, l’avvio dei monitoraggi ambientali “ante operam” lungo il tracciato e l’aggiudicazione del contratto per sistemi di segnalamento e materiale rotabile al gruppo Hitachi Rail, che fornirà treni automatizzati capaci di raggiungere gli 80 km/h con frequenze previste di un convoglio ogni 60 secondi.


Una delle novità più affascinanti riguarda l’identità architettonica e il design delle stazioni. A febbraio 2026 è stato ufficializzato il vincitore del concorso internazionale di idee lanciato nel 2025 per definire architettura, design e visual identity della Linea 2: lo studio olandese UNStudio di Ben van Berkel ha superato proposte di nomi internazionali come Zaha Hadid e Fuksas, presentando un concept che punta a integrare le stazioni con il contesto urbano e naturale torinese, con spazi luminosi, trasparenti e fortemente riconoscibili.
Secondo le prime immagini e rendering, alcune stazioni — come quella di San Giovanni Bosco — accoglieranno i passeggeri con arcate leggere che richiamano i portici tipici della città, mentre nel centro storico fermate come Piazza Carlo Alberto saranno caratterizzate da strutture in vetro quasi impalpabili, pensate per dialogare con il tessuto urbano storico.
La dimensione del progetto è imponente: con un tracciato complessivo di circa 27 km la Linea 2 si articolerà in una configurazione a “Y” che comprende una sezione centrale di 16 km con 23 stazioni e due prolungamenti — uno settentrionale verso Pescarito/San Mauro e uno meridionale verso Orbassano Centro — che aggiungeranno altri 11 km di percorso.
La futura metropolitana sarà completamente automatica e sotterranea, pensata per migliorare significativamente l’efficienza degli spostamenti urbani, stimolando anche una riduzione dell’uso dell’auto privata in favore del trasporto su ferro.
Non solo trasporto: la Linea 2 è concepita come catalizzatore di rigenerazione urbana, capace di riattivare aree oggi marginali o scarsamente collegate. La prima fase finanziata, che va dalla stazione di Rebaudengo a Porta Nuova, sarà realizzata con fondi già stanziati e comprende una serie di 10 stazioni strategiche per la mobilità cittadina.
Le stazioni saranno pensate per integrarsi con il tessuto urbano circostante, raccontandone la cultura e la storia attraverso linguaggi progettuali specifici: dalla fermata di piazza Carlo Alberto, che si collegherà anche ai sotterranei di Palazzo Carignano, alle fermate che richiamano temi di lavoro e industria nelle zone come Mirafiori o Politecnico.
Dietro le quinte, la progettazione tecnica si avvale di competenze internazionali e italiane: oltre a UNStudio per il design, società come SYSTRA, SOTECNI e partner locali stanno collaborando alla definizione delle infrastrutture e delle geometrie delle gallerie, compatibili con i principali sistemi metro automatici disponibili sul mercato.
Entro il 2032–2033 è previsto il pre-esercizio del primo lotto funzionale, con avvio dei cantieri e successive fasi di realizzazione che coinvolgeranno scavi meccanizzati con TBM, integrazione con i sotterranei ferroviari e sistemi tecnologici di ultima generazione.
La nuova Linea 2 di Torino si distingue non solo per la sua portata tecnica e dimensionale, ma anche per il suo potenziale narrativo: una metropolitana che non sarà solo un modo per viaggiare, ma un progetto di città capace di raccontare Torino ai suoi abitanti e ai suoi visitatori attraverso spazi, forme e significati condivisi.








