Zurigo, il Kinderspital di HdM tra cura e paesaggio
Il nuovo nuovo ospedale pediatrico di Zurigo progettato da Herzog & de Meuron si propone come una delle più significative interpretazioni contemporanee del rapporto tra architettura e cura. Più che un ospedale nel senso tradizionale, il complesso si configura come una piccola città terapeutica, costruita attorno all’idea che lo spazio possa contribuire attivamente al processo di guarigione, in linea con una visione sempre più diffusa di healing architecture.
Il progetto, sviluppato nell’arco di oltre un decennio a partire dal concorso del 2011-2012 e completato nel 2024, si articola in due edifici principali: il corpo dedicato alla degenza pediatrica e quello destinato a ricerca e didattica, separati, ma strettamente connessi all’interno di un sistema unitario. Questa configurazione consente di integrare assistenza clinica e innovazione scientifica in un unico campus, rafforzando il legame tra cura e ricerca.


L’impianto architettonico dell’ospedale è concepito come una vera e propria “città interna”, dove cortili, piazze, strade e percorsi pedonali strutturano la circolazione e l’orientamento. Questa organizzazione spaziale riduce la percezione di complessità tipica delle strutture ospedaliere e introduce invece una dimensione intuitiva e domestica, pensata per bambini e famiglie. I percorsi non sono corridoi neutrali, ma spazi attivi, attraversati dalla luce naturale e sempre visivamente connessi con il verde esterno.
Uno degli elementi più caratterizzanti del progetto è il trattamento materico degli spazi dedicati ai pazienti. Le camere sono realizzate prevalentemente in legno, utilizzato per trasmettere calore, comfort e senso di protezione, in contrasto con l’immaginario clinico tradizionale. Il legno non è solo finitura, ma elemento strutturale e atmosferico: definisce soffitti inclinati, arredi integrati e superfici continue che trasformano la stanza in un ambiente quasi domestico, più vicino a una stanza d’albergo o a una casa che a un reparto ospedaliero.
La qualità spaziale è fortemente legata al rapporto con la luce naturale. Grandi aperture, corti interne e viste trasversali garantiscono un’illuminazione diffusa e costante, riducendo la dipendenza dalla luce artificiale e contribuendo al benessere psicofisico dei pazienti. Questo approccio si inserisce nella ricerca più ampia dello studio su ospedali non più “macchine per la cura”, ma ambienti sensibili, in cui la percezione spaziale diventa parte integrante della terapia.
Dal punto di vista compositivo, il complesso si sviluppa come una sequenza di volumi articolati e leggermente scomposti, con facciate che alternano calcestruzzo, legno e superfici vetrate. Il linguaggio architettonico evita ogni monumentalità in favore di una scala frammentata e leggibile, che richiama la dimensione domestica e urbana allo stesso tempo. Le coperture inclinate e le volumetrie sfalsate contribuiscono a ridurre l’impatto visivo dell’edificio, integrandolo nel paesaggio circostante.
Un aspetto centrale del progetto è la stretta relazione tra architettura e orientamento psicologico del paziente. La disposizione dei reparti segue una logica intuitiva, con spazi facilmente riconoscibili e percorsi leggibili anche per i più piccoli. L’ospedale diventa così un ambiente “navigabile”, dove la chiarezza spaziale riduce l’ansia e favorisce un senso di controllo e familiarità.

La componente materica gioca un ruolo decisivo anche nella definizione dell’atmosfera complessiva. Il calcestruzzo strutturale si alterna al legno e al vetro per costruire un equilibrio tra solidità e leggerezza, tra protezione e apertura. Questa dialettica riflette la filosofia dello studio, che negli ultimi anni ha sviluppato una ricerca sempre più orientata alla dimensione sensoriale e percettiva dell’architettura, anche in ambiti funzionali complessi come la sanità.
Il Kinderspital Zürich si inserisce così in una più ampia evoluzione dell’architettura ospedaliera contemporanea, che supera il modello funzionalista del XX secolo per avvicinarsi a una concezione paesaggistica e umanizzata dello spazio di cura. In questo senso, il progetto di Herzog & de Meuron non si limita a rispondere a esigenze cliniche, ma costruisce un vero e proprio ambiente urbano alternativo, dove architettura, natura e medicina si intrecciano in un sistema coerente.









