- INFO POINT
- Di Silvano Lova
- Stato: Edificio concluso
Dall’oro nero all’oro verde
Verde urbano e TerritorialeIn Cina si sa tutto viaggia a velocità tripla; anche la riconversione industriale segue questo assioma e non stupisce quindi trovare a Hangzhou, lungo il Beijing-Hangzhou Grand Canal un’ex area industriale ha trovato una nuova vita grazie all’architettura e al paesaggio. Xiaohe Park, nato dal recupero del deposito petrolifero Sinopec dismesso, è un progetto di Kengo Kuma & Associates in collaborazione con l’ Architectural Design & Research Institute of Zhejiang University (UAD) che reinterpreta il rapporto tra città, memoria industriale e spazio pubblico. Il parco si estende su circa 51.000 m², diventando un hub pubblico di cultura, svago e attività sociali e portando nuova vitalità alla zona.
L’ambizione principale del progetto nasce dalla volontà di integrare il sito con la città, superando la frattura spaziale che per decenni aveva isolato il lungocanale. L’area era caratterizzata da edifici industriali, silos e serbatoi che costituivano una barriera tra il tessuto urbano e il percorso pedonale lungo il canale. Il progetto trasforma questa eredità in un “parco archeologico industriale”, legando memoria e futuro senza cancellare la storia materiale del luogo.
Sul piano concettuale, l’architettura del parco ruota attorno al concetto di “rete” e di involucro leggero “cloud shed”, una struttura in ETFE a bolle d’aria che si estende come una trama organica sopra l’intero sito. Questa copertura filtrante richiama la luce naturale come fosse foglie di un albero, offrendo ombra morbida e sensazioni di leggerezza grazie alla stampa dot-print personalizzata sulla membrana. Le simulazioni per l’ottimizzazione della membrana e l’applicazione di vernice schermante assicurano un bilanciamento tra luce, ombra e comfort climatico sottostante
Il progetto mantiene e valorizza 4 magazzini storici e 7 serbatoi del petrolio, convertiti rispettivamente in spazi espositivi, teatri, boutique e nodi verticali di connessione. La scelta di materiali come acciaio corten a complemento del mattone rosso e del calcestruzzo originale sottolinea il rispetto per la “identità industriale” del sito, mentre l’inserimento di una nuova struttura interna libera la pelle originale dagli oneri portanti, permettendo alla luce di penetrare e trasformare i serbatoi in vere e proprie “vessel di luce”.
Un grande giardino circolare infossato collega gli ambienti interrati con la superficie del parco, portando luce e vegetazione negli spazi commerciali e ritrovando un rapporto diretto tra paesaggio e costruito. I percorsi pedonali, ora finalmente ri-collegati lungo il canale, diventano un filo urbano che invita alla passeggiata, alla sosta e all’esperienza sociale, promuovendo nuove attività economiche e culturali lungo il percorso.
La trasformazione di Xiaohe Park supera la semplice conversione di un sito industriale: è un arcipelago urbano di spazi pubblici interconnessi, in cui l’antico deposito e i suoi componenti strutturali diventano attori di una narrazione contemporanea. La rete di percorsi, piazze, zone ombreggiate e spazi di sosta definisce un nuovo paradigma per progetti di adaptive reuse nel contesto delle città cinesi in rapida trasformazione.
Dal punto di vista urbano, Xiaohe Park ha già dimostrato il suo impatto sociale: l’apertura al pubblico ha migliorato la qualità della vita dei residenti, generando un effetto di “sifone” che attira flussi di visitatori, nuove attività commerciali e iniziative culturali, confermando l’importanza di investire in spazi pubblici generativi.
Il confronto tra vecchio e nuovo, tra spazio pubblico e paesaggio, è leggibile anche nella gestione degli elementi idrici e di verde: le nuove piazze affondano nella terra, favorendo collegamenti visivi e fisici tra livelli, mentre ampi prati e pendii erbosi collegano dolcemente il parco alla città circostante. Questo approccio favorisce una esperienza fluida tra dentro e fuori, tra rete di percorsi e spazi aperti dove fermarsi, giocare o semplicemente contemplare il paesaggio urbano e naturale.
Il canonico deposito industriale di Sinopec Oil Depot è così stato trasformato in Xiaohe Park, uno spazio ibrido che convoglia memoria storica, nuovo uso pubblico e rigenerazione urbana. Un luogo dove il passato industriale non è rimosso, ma ri-fuso con nuove funzioni pubbliche e paesaggistiche, trasformando l’archeologia industriale in risorsa per il futuro della città.
Con la sua apertura, Xiaohe Park rappresenta un modello di riferimento per le strategie di riqualificazione urbana basate sul rispetto del patrimonio, l’innovazione formale e la qualità spaziale, capace di intrecciare design, comunità e natura in un contesto metropolitano in evoluzione.






















