Una casa che cresce in sezione anziché in superficie
In un contesto urbano dove la densità edilizia e le dimensioni contenute dei lotti sembrano imporre inevitabili compromessi, l'architettura può ancora trovare nuove possibilità attraverso il progetto dello spazio.
È questa l’interessante idea alla base di Splitscape Residence, la casa unifamiliare realizzata dallo studio indiano SpaceDNA a Coimbatore, nel Tamil Nadu. Completata nel 2026, l'abitazione dimostra come la qualità dell'esperienza domestica non dipenda esclusivamente dalla superficie disponibile, ma dalla capacità di organizzare i volumi, la luce naturale e la ventilazione in modo intelligente. Con una superficie costruita di 245 metri quadrati, il progetto trasforma un lotto urbano di appena 114 metri quadrati in un ambiente articolato e sorprendentemente spazioso, proponendo un approccio alternativo all'abitare contemporaneo.


Il progetto, guidato dall'architetto Gowtham Srinath insieme al team di SpaceDNA, nasce dalle esigenze di una famiglia di quattro persone che chiedeva tre camere da letto, un posto auto per due automobili e due motociclette, una stanza al piano terra destinata ai genitori anziani durante le visite, la possibilità di futuri ampliamenti e il rispetto dei principi del Vastu Shastra, la tradizionale disciplina indiana che orienta la disposizione degli spazi domestici.
Dopo aver considerato gli arretramenti obbligatori e gli spessori delle murature, la larghezza realmente edificabile risultava inferiore ai sei metri, una condizione che avrebbe reso poco efficace una distribuzione tradizionale su piani sovrapposti. Da questa limitazione prende forma la principale intuizione progettuale: lavorare sulla sezione dell'edificio anziché sulla pianta.
Invece di organizzare la casa come una sequenza di livelli indipendenti, SpaceDNA introduce una serie di mezzi piani collegati tra loro da dislivelli di circa un metro e mezzo. La quota del parcheggio viene ridotta da tre a 2,40 metri, liberando il volume necessario per inserire nuovi livelli intermedi nei quali trovano posto soggiorno, sala da pranzo, cucina e camere.
Il risultato è una sequenza continua di ambienti che mantengono relazioni visive reciproche pur conservando una chiara distinzione funzionale. Al centro della composizione si apre un soggiorno a tripla altezza, vero fulcro della vita familiare, capace di amplificare la percezione dello spazio e di mettere in comunicazione i diversi livelli della casa.
La scala diventa l'elemento che orchestra questa esperienza spaziale: un dispositivo architettonico capace di costruire prospettive sempre diverse, accompagnando il visitatore attraverso una successione di affacci, scorci e connessioni visive.


Ogni cambio di quota rivela nuove relazioni tra gli ambienti interni, i cortili e gli spazi aperti, favorendo un senso di continuità senza compromettere la privacy delle singole stanze. La casa si sviluppa così come un paesaggio domestico nel quale il movimento assume un ruolo progettuale tanto importante quanto la distribuzione funzionale.
La sezione non risponde soltanto a esigenze distributive, ma costituisce anche il principale strumento di controllo ambientale. Due cortili interni, uno lineare accanto alla zona giorno e uno più raccolto vicino alla camera dei bambini, introducono luce naturale, vegetazione e ventilazione all'interno di un lotto particolarmente compatto. Sopra il volume centrale una serie di lucernari e aperture apribili favorisce il cosiddetto effetto camino: l'aria calda sale naturalmente verso l'alto ed esce attraverso le aperture superiori, richiamando aria più fresca dai livelli inferiori. Questo sistema passivo riduce il ricorso alla climatizzazione meccanica e migliora il comfort interno in un clima tropicale come quello di Coimbatore.
Anche la scelta dei materiali segue una logica di efficienza costruttiva e sostenibilità. Le murature sono realizzate con la tecnica del rat-trap bond, un particolare sistema di posa dei mattoni che crea cavità d'aria all'interno delle pareti, migliorando l'isolamento termico e riducendo contemporaneamente il consumo di laterizi e malta.
La facciata esposta a sud è protetta da una schermatura in acciaio Corten perforato, che filtra l'irraggiamento diretto, limita il surriscaldamento e consente il passaggio di luce, aria e viste verso l'esterno. La pelle metallica conferisce inoltre all'edificio un'identità riconoscibile, destinata a evolversi nel tempo attraverso la naturale ossidazione del materiale.
Gli interni adottano una palette materica volutamente essenziale. Le superfici intonacate di bianco amplificano la luce naturale, mentre i pavimenti in pietra Kota, posati secondo una trama modulare, garantiscono robustezza e inerzia termica.


I soffitti in calcestruzzo faccia a vista, scanditi da inserti lignei, dialogano con dettagli in ossido rosso che richiamano la scala e altri elementi architettonici, costruendo un linguaggio sobrio nel quale luce, ombre e texture diventano i veri protagonisti dello spazio domestico. La scelta di limitare i materiali permette inoltre di valorizzarne le qualità tattili e di ridurre gli interventi di manutenzione nel tempo.
Attraverso un attento lavoro sulla sezione, strategie passive di controllo ambientale e materiali scelti per le loro prestazioni oltre che per il loro valore espressivo, SpaceDNA propone un modello abitativo nel quale la qualità architettonica nasce dall'intelligenza del progetto più che dall'abbondanza di superficie. Un esempio di come la casa contemporanea possa rispondere alle sfide della densità urbana non aumentando i metri quadrati, ma moltiplicando le possibilità dello spazio costruito.







