Bosco della Musica: il campus sonoro che rigenera Rogoredo
Il Bosco della Musica nasce come un progetto architettonico che privilegia la qualità sonora e la relazione con il contesto urbano. Affidato a Settanta7, il nuovo campus del Conservatorio Giuseppe Verdi si inserisce nell’area di Rogoredo con l’obiettivo di coniugare funzionalità didattica, performance pubbliche e rigenerazione paesaggistica: un organismo composito in cui l’edificio e il paesaggio lavorano insieme per controllare e valorizzare il suono.
Il cantiere è stato avviato nell’11 marzo 2026 e il progetto prevede una sequenza di volumi immersi in un parco urbano progettato per fungere da buffer acustico e da luogo di incontro. La strategia progettuale si articola su tre direttrici: controllo acustico integrato, flessibilità funzionale e sostenibilità ambientale. Fin dalla fase preliminare l’acustica è stata considerata insieme alla morfologia architettonica: volumi, spessori di facciata e materiali sono dimensionati in funzione delle prestazioni sonore richieste, minimizzando la necessità di interventi correttivi in fase esecutiva.


Il programma progettuale comprende aule didattiche, laboratori, sale di registrazione, aule prova di diversa dimensione e una sala principale modulabile per concerti. La gerarchia spaziale privilegia percorsi netti che collegano aree formative e spazi pubblici, favorendo interazioni informali tra studenti e cittadini. Le aree esterne — cortili alberati, percorsi didattici e spazi di sosta — sono concepite come estensioni funzionali delle attività musicali, utilizzabili per lezioni all’aperto, prove e performance informali.
Nella fase progettuale ed esecutiva sono coinvolti diversi team specializzati: STAIN Engineering cura gli aspetti strutturali e gli impianti, GPA S.r.l. svolge il ruolo di project management, mentre Vibes S.r.l. è responsabile per le analisi acustiche e le strategie di sostenibilità. Le scelte costruttive combinano masse e materiali ad alta capacità fonoisolante con elementi porosi e assorbenti per ottimizzare tempi di riverberazione e controllo delle vibrazioni. L’involucro prevede soluzioni per l’isolamento acustico verso le infrastrutture esterne e schermature solari per il comfort termico.
Il progetto integra soluzioni passive — orientamento dei volumi, ventilazione naturale controllata dove possibile, schermature solari e massa termica — con sistemi attivi a basso impatto energetico. L’approccio impiantistico è coordinato per ridurre rumori di fondo: centrali tecniche isolate, percorsi dedicati per impianti a servizio delle sale, e sistemi di trattamento dell’aria progettati per garantire qualità indoor senza compromettere le prestazioni acustiche. Le analisi di Vibes S.r.l. supportano la taratura degli spazi e delle finiture per ottenere condizioni acustiche differenziate a seconda della destinazione d’uso.
Bosco della musica si inserisce in un più ampio intervento di rigenerazione urbana che prevede il miglioramento della mobilità, connessioni con reti culturali e riqualificazione degli spazi aperti. Il cronoprogramma, articolato in fasi strutturali, impiantistiche e di finitura, è stato definito per minimizzare interferenze con il tessuto urbano e per consentire aperture parziali al pubblico in fasi successive alla costruzione principale.
Oltre alle soluzioni tecniche, il Bosco della Musica punta a ridefinire l’esperienza formativa: gli spazi sono pensati per favorire pratiche collettive, processi di ricerca sonora e nuove modalità di fruizione aperta alla città. Il paesaggio penetra il progetto architettonico non come complemento ma come dispositivo didattico e acustico: alberature, siepi e quote del terreno sono calibrate per creare microclimi sonori e percorsi visivi che intensificano l’esperienza sensoriale di insegnanti e ascoltatori.
Il progetto di Settanta7, supportato da STAIN Engineering, GPA S.r.l. e Vibes S.r.l., propone un modello di campus musicale contemporaneo dove progettazione acustica, sostenibilità e paesaggio dialogano per rigenerare Rogoredo. Il Bosco della Musica non si limita a ospitare la didattica: la traduce in un paesaggio sonoro, rendendo l’architettura strumento pedagogico e catalizzatore di vita culturale urbana.







