Un centro comunitario tra foresta e cultura indigena
Il lelem Community Centre, nel paesaggio boschivo di Pacific Spirit Park, ai margini del campus della University of British Columbia, progettato dallo studio canadese Francl Architecture e completato nel 2025, rappresenta una nuova infrastruttura civica per il quartiere in crescita delle Endowment Lands di Vancouver, ma soprattutto un luogo pensato per rafforzare il senso di comunità e il legame con il territorio.
Il centro sorge su territorio ancestrale del popolo Musqueam, elemento che ha orientato profondamente il processo progettuale. Fin dalle prime fasi, il concept è stato sviluppato attorno ai principi culturali della comunità locale: cura della terra, sostenibilità e costruzione di relazioni sociali durature. L’architettura diventa così strumento di dialogo tra memoria e contemporaneità, traducendo valori culturali in scelte spaziali, materiali e artistiche.


Con una superficie di circa 1.400 metri quadrati, l’edificio è concepito come un dispositivo civico aperto e flessibile. Il programma funzionale include una palestra, una grande sala polivalente per eventi e attività comunitarie, una cucina condivisa, sale riunioni, uffici amministrativi, spazi fitness e servizi accessibili a tutti i generi. L’ingresso si apre su una lobby luminosa che funge da punto di incontro e orientamento, mentre la palestra è progettata per ospitare eventi sportivi o manifestazioni pubbliche grazie a una tribuna integrata.
Uno degli elementi che più caratterizzano il progetto è la relazione con il paesaggio naturale. Il centro è affiancato da una struttura per l’infanzia che si affaccia su un parco forestale di circa tre acri, creando un continuum tra architettura e ambiente. La facciata nord della palestra è completamente vetrata, permettendo allo sguardo di estendersi verso il verde circostante e stabilendo una connessione visiva costante tra le attività interne e il contesto naturale.
Il linguaggio architettonico si caratterizza per un dialogo tra strutture lignee e rivestimenti metallici, una combinazione che restituisce all’edificio una presenza contemporanea, ma radicata nel luogo. Le superfici esterne sono rivestite con pannelli metallici dalle tonalità variabili, il cui pattern richiama i motivi della tradizione tessile Musqueam. Questo riferimento non è solo simbolico: trasforma la pelle dell’edificio in una narrazione visiva che connette architettura e cultura locale.
All’interno, il legno domina la scena. La struttura e le finiture sono realizzate in gran parte con materiale proveniente dagli alberi abbattuti durante la preparazione del sito, successivamente lavorati e riutilizzati per il copertura del tetto in legno massiccio. Questo approccio circolare non solo riduce l’impatto ambientale del progetto, ma restituisce all’edificio una dimensione narrativa: il materiale costruttivo proviene letteralmente dal luogo che l’architettura abita.


Il progetto integra inoltre una serie di strategie ambientali avanzate. L’edificio è completamente elettrico ed è collegato a un district Passive Energy Loop, sistema energetico condiviso che migliora l’efficienza e riduce le emissioni. La gestione delle acque piovane è affidata a un sistema di drenaggio naturale collegato a una zona umida di quartiere, mentre l’obiettivo prestazionale è raggiungere emissioni operative nette pari a zero nei primi cinque anni di utilizzo. Il centro è inoltre progettato per ottenere la certificazione LEED Gold, confermando l’impegno verso standard ambientali elevati.
Un ulteriore elemento identitario è rappresentato dall’arte pubblica integrata nell’architettura. Il budget destinato a questo ambito è stato distribuito tra cinque artisti Musqueam, coinvolti nella realizzazione di installazioni permanenti che dialogano con gli spazi del centro. Le opere sono inserite nella lobby, nelle superfici esterne e negli elementi strutturali, contribuendo a costruire un ambiente in cui l’arte non è decorazione ma parte integrante dell’esperienza architettonica.
Il lelem Community Centre si configura così come un modello di infrastruttura civica contemporanea, capace di superare la tradizionale separazione tra edificio pubblico e spazio naturale. Qui l’architettura diventa piattaforma sociale, luogo di incontro e dispositivo culturale allo stesso tempo. La combinazione di materiali locali, strategie ambientali e partecipazione comunitaria trasforma il progetto in un esempio di come i centri civici possano evolvere verso forme più inclusive e sostenibili.








