Da carcere a quartiere: The Martin completa la rinascita urbana
Per quasi quarant'anni è stato uno dei luoghi più inaccessibili di Amsterdam. Oggi, invece, l'area dell'ex carcere Bijlmerbajes continua la propria metamorfosi in uno dei più ambiziosi interventi di rigenerazione urbana dei Paesi Bassi grazie al completamento di The Martin, la nuova torre residenziale progettata da OMA.
L'edificio rappresenta una delle tappe più significative del masterplan di Bajeskwartier, il grande progetto che sta convertendo il complesso penitenziario dismesso in un quartiere misto, sostenibile e quasi completamente privo di automobili; the Martin diventa così il simbolo della trasformazione di un luogo di segregazione in uno spazio aperto, permeabile e destinato alla vita quotidiana della città.

Il complesso di Bijlmerbajes, realizzato negli anni Settanta e rimasto in funzione fino al 2016, occupa un'area di circa 7,5 ettari in una posizione che nel frattempo è diventata sempre più centrale all'interno dell'espansione urbana di Amsterdam. Il masterplan elaborato da OMA, in collaborazione con FABRICations e LOLA Landscape Architects, prevede la realizzazione di un nuovo quartiere di circa 135.000 metri quadrati, capace di ospitare residenze, servizi, scuole, attività produttive, spazi culturali e un articolato sistema di giardini pubblici. La strategia non si limita alla sostituzione dell'edificato esistente, ma conserva alcuni elementi della struttura originaria, reinterpretandoli come parti della nuova identità urbana del sito.

In questo scenario si inquadra The Martin, una torre residenziale alta circa 53 metri e sviluppata su 15 piani, che ospita 103 appartamenti di diverse dimensioni, dai bilocali alle unità familiari fino a due maisonette ai livelli superiori. Ogni abitazione dispone di balconi o terrazze continue lungo le facciate, mentre ai piani sesto e nono trovano spazio due terrazze verdi condivise riservate ai residenti, pensate come luoghi di incontro e socialità. La varietà tipologica riflette la volontà di offrire un'offerta abitativa diversificata all'interno del nuovo quartiere, favorendo una popolazione eterogenea e stabile.
Dal punto di vista architettonico, OMA sceglie un linguaggio essenziale che dialoga con la scala urbana senza ricorrere a gesti iconici. L'edificio privilegia proporzioni rigorose, grandi aperture e una composizione che enfatizza il rapporto tra spazi privati e collettivi. La continuità dei balconi alleggerisce la percezione del volume e costruisce una relazione diretta tra gli appartamenti e il paesaggio urbano in trasformazione, offrendo viste sui nuovi giardini e sugli spazi pubblici che caratterizzano il masterplan.
L'attenzione alla sostenibilità rappresenta uno degli aspetti centrali dell'intero intervento. Bajeskwartier è stato infatti concepito come un quartiere a basse emissioni, con una mobilità orientata principalmente a pedoni e biciclette e un'infrastruttura energetica progettata per ridurre l'impatto ambientale. Il piano prevede edifici ad alta efficienza energetica, produzione di energia da fonti rinnovabili, sistemi di gestione delle acque meteoriche e un'estesa rete di aree verdi. Nel complesso saranno realizzati 68 giardini, molti dei quali accessibili liberamente, trasformando un'ex area chiusa e impermeabile in uno dei nuovi polmoni verdi della città.
La trasformazione del carcere non riguarda soltanto le nuove costruzioni. Una parte significativa degli edifici esistenti viene mantenuta e rifunzionalizzata, evitando demolizioni indiscriminate e valorizzando il patrimonio costruito. L'ex edificio amministrativo diventerà un centro dedicato al design, alla cultura e all'innovazione, mentre una delle torri originarie sarà conservata e convertita in una Green Tower, destinata a ospitare vegetazione verticale, orti urbani e attività collettive.

Questo approccio consente di preservare la memoria del luogo trasformandola in una risorsa per il nuovo quartiere, invece di cancellarla.
Anche i materiali riflettono un'impostazione improntata alla durabilità e alla qualità costruttiva. Le facciate combinano superfici vetrate ad alte prestazioni con elementi prefabbricati e balconi continui che migliorano l'ombreggiamento naturale degli appartamenti. Le coperture verdi contribuiscono alla gestione delle acque piovane e al miglioramento del microclima urbano, mentre il sistema costruttivo è stato sviluppato per garantire elevate prestazioni energetiche e bassi costi di manutenzione nel tempo. Il progetto punta su robustezza, flessibilità e qualità dell'abitare.
L'intervento si inserisce in una riflessione più ampia portata avanti da OMA sul riuso delle grandi infrastrutture urbane. L'ex carcere, un tempo simbolo di isolamento e controllo, diventa oggi un luogo attraversabile, permeabile e aperto, dove residenze, scuole, attività culturali, spazi di lavoro e servizi condividono un unico sistema urbano. Il nuovo quartiere è progettato per favorire la mobilità lenta e la vita all'aperto, riducendo la presenza dell'automobile e restituendo spazio alla dimensione collettiva.
Con il completamento di The Martin, il masterplan di Bajeskwartier compie un ulteriore passo verso la configurazione definitiva. La torre non rappresenta soltanto un nuovo edificio residenziale, ma testimonia come la rigenerazione urbana possa trasformare un luogo segnato da una funzione chiusa e specialistica in un frammento di città aperto, sostenibile e capace di generare nuove relazioni sociali. Un intervento che conferma la capacità di OMA di affrontare la complessità della trasformazione urbana attraverso una progettazione che integra architettura, paesaggio, sostenibilità e memoria dei luoghi.








