Surat riabbraccia il mare
Per decenni il rapporto tra Surat e il Mar Arabico è rimasto affidato a una costa frammentata, difficile da raggiungere e priva di una vera continuità di spazi pubblici. Il Dumas Sea Face Masterplan, progettato da INI Design Studio per la Surat Municipal Corporation, prova ora a ribaltare questa condizione trasformando il margine marino in un grande paesaggio civico nel quale ricreazione, turismo, cultura ed ecologia vengono ricomposti all'interno di un unico sistema. Il progetto interessa complessivamente 1.020.618 m² lungo la costa di Dumas, in prossimità dell'incontro tra il fiume Tapi e il mare.


Il masterplan è articolato in quattro zone, differenti per intensità e rapporto con l'ambiente naturale. La prima, estesa per circa 129.000 m² e aperta al pubblico nel marzo 2026, concentra le funzioni più urbane: piazze, giardini, aree per il gioco, spazi per spettacoli, punti panoramici e attrezzature turistiche vengono collegati da una promenade continua che costituisce la vera spina dorsale dell’intervento.
Procedendo verso nord, il sistema diventa progressivamente meno costruito, lasciando spazio a foresta, ecoturismo, percorsi ciclopedonali e, verso Dumas Port, alle strutture previste per nautica e attività sull'acqua. A est del Dariya Ganesh Temple, invece, mangrovie e zone paludose definiscono un settore a maggiore sensibilità ambientale.
La costa non viene interpretata come una linea rigida da difendere, ma come una fascia dinamica da abitare. Bordature in pietra naturale, superfici porose e aree intertidali contribuiscono a dissipare l'energia delle onde, mantenendo i processi di marea e trasporto dei sedimenti; pavimentazioni permeabili, bioswale e sistemi integrati di gestione delle acque riducono invece il deflusso superficiale e favoriscono l'infiltrazione. La vegetazione utilizza specie autoctone tolleranti alla salinità, con l'obiettivo di migliorare biodiversità e comfort microclimatico limitando allo stesso tempo le esigenze di manutenzione.


Anche l'identità del nuovo waterfront è costruita attraverso il paesaggio. INI Design Studio richiama esplicitamente il concetto di “imageability” elaborato da Kevin Lynch: percorsi, margini, nodi e landmark vengono organizzati per rendere il luogo riconoscibile e facilmente leggibile. Forme ispirate al mondo marino ritornano nelle pavimentazioni, negli elementi d'ombra, negli arredi e nell'illuminazione, mentre installazioni scultoree segnalano alcuni dei principali punti di incontro lungo la passeggiata.
Un ruolo particolare è assegnato al Dariya Ganesh Temple, presenza storica e religiosa della costa. Il progetto ne rafforza il rapporto con la città attraverso un nuovo asse cerimoniale che collega il tessuto urbano al mare, facendo convivere le pratiche tradizionali con il nuovo sistema degli spazi pubblici. Percorsi privi di barriere, aree di sosta e dispositivi dedicati alla conoscenza dell'ambiente marino ampliano inoltre l'accessibilità del waterfront a pubblici e usi differenti.
Il successo iniziale suggerisce quanto fosse forte la domanda di uno spazio di questo tipo: secondo i dati riportati dai progettisti, oltre 1,2 milioni di persone hanno visitato la prima parte del Dumas Sea Face dalla sua apertura nel marzo 2026.
La difesa della costa, la continuità ecologica e lo spazio pubblico non vengono affrontati come problemi separati, ma come componenti dello stesso progetto di paesaggio: il mare torna a essere il margine della città, ma anche uno dei suoi principali luoghi collettivi.









