Crescere dentro il bosco
Per un bambino il bosco non è soltanto un paesaggio: è un sistema di nascondigli, percorsi, ostacoli, alberi da osservare e luoghi da trasformare attraverso l’immaginazione. È partendo da questa dimensione quasi archetipica del gioco che Natrufied Architecture ha progettato il nuovo Childcare Centre Mowgli a Vught, nei Paesi Bassi. Un edificio di 1.550 m² completato nel 2026 che rinuncia alla consueta immagine compatta dell’asilo per assumere quella di un piccolo insediamento di case sugli alberi, inserito tra la vegetazione matura dell’antico complesso conventuale di Huize Theresia.
L’architettura segue innanzitutto il terreno. Il volume viene frammentato in una sequenza di corpi con coperture inclinate e differenti altezze, mentre i livelli dell’edificio si raccordano progressivamente al pendio. Ne deriva una relazione particolarmente diretta tra spazi interni ed esterni: i bambini più piccoli occupano il piano terreno, dove possono raggiungere direttamente il parco; quelli più grandi salgono invece verso i livelli superiori, collegati nuovamente al giardino attraverso rilevati verdi che accompagnano il terreno fino alle quote più alte dell’edificio. L’esperienza della natura non viene quindi confinata al momento della ricreazione: entra nella stessa organizzazione distributiva.


La sezione diventa così uno strumento pedagogico. Salire, uscire, attraversare un pendio o affacciarsi tra le chiome degli alberi sono azioni incorporate nel progetto. L’obiettivo dichiarato dallo studio è stimolare curiosità e senso dell’avventura senza rinunciare, soprattutto per i più piccoli, alla percezione di protezione. Il risultato è una costruzione che cambia carattere con l’età degli utenti: più raccolta e prossima al terreno nei primi anni, progressivamente più aperta ed esplorabile per i bambini della scuola primaria.
Questa continuità nasce anche dalla scelta di non considerare gli alberi esistenti come ostacoli da rimuovere. L’edificio è stato posizionato tra le alberature del parco salvaguardando, tra gli altri, un grande faggio rosso e un larice maturo. Sono presenze che condizionano posizione, visuali e andamento del progetto, entrando a far parte dell’esperienza quotidiana degli ambienti interni. La struttura educativa occupa infatti l’area verde dell’ex convento delle Suore di J.M.J., un complesso che il Comune di Vught ha voluto mantenere con un carattere sostanzialmente paesaggistico anche durante la trasformazione dell’area.
La natura del progetto prosegue nei materiali. La struttura utilizza pareti in legno lamellare a strati incrociati, CLT, e solai lignei alveolari Lignatur, mentre l’involucro combina differenti rivestimenti di legno, texture e tonalità. L’alternanza dei trattamenti contribuisce a scomporre ulteriormente la scala dell’edificio: invece di leggere un’unica grande struttura, il bambino percepisce una successione di piccole case accostate. Il legno rimane ampiamente visibile anche all’interno, dove viene utilizzato per costruire un ambiente caldo e tattile, deliberatamente distante dall’immagine istituzionale di molte architetture scolastiche.
Il carattere biobased dell’intervento non costituisce per Natrufied Architecture un tema separato dalla qualità degli spazi. Materiali naturali, rapporto con la vegetazione e possibilità di accedere continuamente all’esterno vengono considerati parti dello stesso sistema orientato al benessere dei bambini. Il centro incoraggia esplicitamente attività come passeggiare, coltivare, osservare gli animali e giocare all’aperto, coerentemente con una filosofia educativa che pone natura, movimento e autonomia al centro della giornata. La stessa Mowgli descrive la propria proposta come una risposta a un’infanzia sempre più esposta agli stimoli digitali, privilegiando invece esperienza fisica, gioco libero e relazione con le stagioni.
La nuova sede accoglie infatti sia il servizio per la prima infanzia sia le attività extrascolastiche. Per queste ultime sono previsti diversi ambienti dedicati ad attività differenti e l’istituzione dichiara di ospitare quotidianamente circa 300 bambini nell’insieme dei propri gruppi. Anche qui la progettazione architettonica e quella pedagogica sembrano procedere nella stessa direzione: non ambienti rigidamente specializzati, ma luoghi che consentono di costruire, arrampicarsi, cucinare, fare musica, coltivare o semplicemente trovare uno spazio appartato.


Quando nel 2025 iniziarono i lavori, l’assessora di Vught Yvonne Vos sintetizzò il programma affermando che nel nuovo Mowgli “lo sviluppo del bambino, la sostenibilità e l’architettura si incontrano”. La costruzione, consegnata nel maggio 2026, rende quella dichiarazione sorprendentemente letterale.
Natrufied Architecture non ha infatti progettato semplicemente un edificio immerso nel verde. Ha provato a eliminare il confine che normalmente separa asilo e giardino, piano terra e piano superiore, costruzione e terreno. Il risultato assomiglia meno a una scuola tradizionale che a un piccolo paesaggio abitabile: una successione di tetti, rampe, alberi e stanze nella quale l’architettura diventa parte del gioco. E dove, forse non casualmente per un luogo chiamato Mowgli, crescere significa prima di tutto imparare a muoversi dentro la natura.









