Albania, il resort-paesaggio di Bofill sulla costa rocciosa
Il progetto di Bofill Taller de Arquitectura, pensato per il territorio di Dhërmi, sulla riviera albanese, si inserisce in una serie di recenti sviluppi dello studio nel Paese balcanico e interpreta il resort come una struttura-territorio, in cui architettura e topografia vengono trattate come un unico sistema continuo. L’area, caratterizzata da forti pendenze, vegetazione mediterranea e viste aperte sul mare, diventa il campo operativo per una composizione che non si limita a occupare il suolo, ma lo ridisegna attraverso una griglia controllata e adattiva.
Il concept si fonda sull’idea di una struttura modulare a gradoni, in cui unità residenziali e spazi collettivi vengono organizzati secondo una logica geometrica rigorosa, ma flessibile.


La matrice progettuale, già sperimentata in precedenti lavori dello studio Bofill, si basa su un sistema di quadrati che vengono estrusi e adattati alla morfologia del terreno, generando un insieme di volumi sfalsati che seguono l’andamento naturale della montagna verso il mare. Questa strategia consente di minimizzare l’impatto sul paesaggio e allo stesso tempo di massimizzare le viste panoramiche da ciascuna unità.
L’impianto architettonico richiama esplicitamente la tradizione del Taller de Arquitectura di Ricardo Bofill, in particolare le ricerche sulla città modulare e sulle strutture di tipo “kasbah”, già esplorate in progetti iconici come La Muralla Roja. Anche in questo caso, il resort viene concepito come una sorta di “fortezza aperta”, dove percorsi, scale esterne e passaggi sospesi costruiscono un sistema continuo di connessioni tra le diverse parti del complesso. Il risultato è un paesaggio abitato, più che un insieme di edifici isolati.
Uno degli elementi più caratterizzanti del progetto è la circolazione verticale e orizzontale integrata. Le unità sono collegate da una rete di scale, ponti e percorsi esterni che si sviluppano lungo la pendenza naturale del sito, creando un’esperienza spaziale dinamica e non lineare. Questo sistema di connessioni non ha solo una funzione distributiva, ma diventa parte integrante dell’esperienza architettonica, trasformando il movimento in elemento progettuale centrale.
Dal punto di vista tipologico, il resort alterna spazi privati e aree collettive attraverso una strategia di stratificazione. Le unità abitative sono organizzate come moduli ripetuti, ciascuno dotato di spazi esterni privati, terrazze e, in molti casi, piscine integrate nelle coperture. Questa sovrapposizione tra funzioni private e pubbliche contribuisce a creare un sistema ibrido, dove la distinzione tra interno ed esterno viene progressivamente sfumata.

La relazione con il paesaggio è uno degli aspetti più rilevanti del progetto. La vegetazione esistente viene preservata e integrata nella composizione architettonica, lasciando “vuoti” nella griglia costruita che funzionano come spazi verdi condivisi. Questo approccio consente di mantenere una certa continuità ecologica del sito e di rafforzare il legame tra costruito e natura. Il resort non si impone sul territorio, sviluppandosi piuttosto come una sua estensione controllata.
La scelta dei materiali si orienta verso soluzioni coerenti con il contesto mediterraneo e montano. Le superfici esterne utilizzano tonalità terrose e finiture che dialogano con la roccia e la vegetazione locale, mentre l’uso del colore diventa uno strumento per leggere la complessità del sistema spaziale. La componente cromatica, tipica della ricerca dello studio, non è decorativa ma strutturale, contribuendo a definire percorsi, livelli e gerarchie spaziali.
Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio fenomeno di trasformazione della costa albanese, sempre più al centro dell’attenzione di studi internazionali di architettura e sviluppo turistico. In questo contesto, il lavoro di Bofill Taller de Arquitectura si distingue per l’approccio fortemente strutturale e paesaggistico, che interpreta il turismo non come semplice consumo del territorio, ma come occasione di costruzione di nuove forme di abitare il paesaggio.









