La rivoluzione “stacked” di BIG: il nuovo centro scientifico del futuro

Il l Robert Day Sciences Center, nella California orientale, firmato dall’architetto danese Bjarke Ingels e dal suo studio BIG, inaugura un modo radicalmente nuovo di intendere gli spazi per la ricerca e l’insegnamento universitario.
Completato per il nuovo anno accademico e già celebrato come uno dei progetti più significativi del 2025 dalla stampa statunitense, il Robert Day Sciences Center è un manifesto di interdisciplinarità, un hub in cui la fisica, la biologia, la scienza dei dati e l’ingegneria si intrecciano nello stesso gesto spaziale.
Situato sul campus orientale di Claremont McKenna College, il centro copre circa 12.500 m² e si distingue per la sua geometria dinamica: ogni piano è ruotato di 45 gradi rispetto a quello sottostante, generando un volume articolato e percettivamente stimolante.

Questo gioco di “blocchi ruotati” non è solo formale, ma crea una serie di vuoti e interstizi che trasformano il cuore dell’edificio in un gigantesco atrio verticale con luce zenitale diffusa.
All’interno, l’atrio funge da cuore sociale e simbolico: una “piazza tridimensionale” dove studenti, docenti e ricercatori si incontrano, dialogano e si ispirano. Qui, spazi informali, scale monumentali e luoghi di sosta si fondono in un continuum che amplifica la condivisione delle idee.


La struttura ospita un ventaglio di funzioni – dai laboratori alle aule, dalla biblioteca quantistica all’Innovation Studio – tutte progettate per favorire un apprendimento aperto, flessibile e orientato all’innovazione. Le facciate trasparenti permettono visibilità diretta tra le zone di ricerca e gli spazi sociali, rendendo il processo scientifico parte visibile dell’esperienza quotidiana.
Il design non dimentica la sostenibilità: la copertura supporta oltre 1.000 metri quadri di pannelli solari che generano circa 342 MWh all’anno, mentre le otto terrazze esterne offrono spazi di studio all’aperto e viste panoramiche sulle montagne circostanti.
L’edificio si erge come un vero e proprio portale verso la conoscenza sulla Roberts Campus, segnando l’ingresso orientale dell’università e integrandosi con la futura espansione del masterplan di BIG. La sua posizione all’incrocio tra Ninth Street e Claremont Boulevard rafforza le connessioni con gli altri dipartimenti e invita alla circolazione fluida delle persone e delle idee.
La critica ha accolto con entusiasmo questa opera come una delle architetture più rilevanti dell’ultimo anno, sottolineando la sua capacità di reagire alle esigenze contemporanee della didattica e della ricerca. La Los Angeles Times l’ha inclusa tra i migliori progetti architettonici locali, evidenziandone il valore come luogo che “eleva lo sguardo e lo spirito”, fondendo programmi accademici diversificati in un’unica esperienza spaziale.


In un’epoca in cui le sfide globali richiedono pensiero integrato e collaborazione tra discipline, il Robert Day Sciences Center segna una tappa significativa. Non solo offre infrastrutture all’avanguardia, ma incarna un modo di progettare che mette il pedagogico al centro del progetto, trasformando l’architettura da contenitore di attività in catalizzatore di relazioni e idee.






