- INFO POINT
- Di Ernesto Logatto
- Stato: Edificio concluso
Xutian Village Center: l’architettura che riapre il villaggio
Edilizia PubblicaAi piedi meridionali del Monte Luofu, nella provincia cinese del Guangdong, il villaggio di Xutian affronta una condizione comune a molte aree rurali contemporanee: lo svuotamento progressivo delle infrastrutture pubbliche tradizionali e la necessità di ridefinire nuove forme di centralità collettiva.
È in questo contesto che il progetto dello Xutian Village Community Center, firmato da line+ studio, assume un valore che va oltre la semplice riqualificazione edilizia. L’intervento non costruisce un nuovo landmark, piuttosto riattiva una struttura dimenticata (una scuola primaria abbandonata) trasformandola in una piattaforma pubblica capace di connettere turismo, vita quotidiana e memoria locale.
Il progetto si inserisce all’interno dei programmi di rigenerazione rurale promossi nella regione del corridoio Nan Kunshan–Monte Luofu e propone una strategia che evita sia la museificazione del villaggio storico sia la sostituzione integrale del costruito esistente.
L’architettura lavora per sovrapposizioni, inserimenti e ridefinizioni progressive dello spazio, trasformando un complesso scolastico chiuso e introverso in un sistema aperto, permeabile e attraversabile. In questo passaggio, il centro comunitario assume il ruolo (formale e funzionale) di una nuova soglia pubblica tra il villaggio, il paesaggio montano e le forme contemporanee dell’abitare rurale.
Dalla scuola abbandonata al “villaggio porta”
Il punto di partenza del progetto è una condizione di sospensione. Il sito originario era composto da due edifici scolastici paralleli separati da un grande spazio aperto centrale. Dopo la chiusura della scuola, il complesso aveva perso progressivamente qualsiasi funzione pubblica, trasformandosi in una presenza isolata all’interno del tessuto storico del villaggio.
La struttura esistente presentava infatti una configurazione fortemente introversa: muri perimetrali continui, accessi limitati, assenza di relazioni trasversali tra edifici e spazio aperto. Una logica tipica dell’architettura scolastica novecentesca, ma incompatibile con la dimensione porosa e comunitaria del villaggio hakka storico.
L’intervento di line+ studio parte proprio dalla demolizione di questa rigidità spaziale. Piuttosto che cancellare gli edifici esistenti, il progetto li svuota concettualmente, trasformandoli in una nuova infrastruttura collettiva. Il vecchio campus scolastico viene reinterpretato come “Village Gateway”, una soglia pubblica capace di connettere il villaggio con il paesaggio naturale e con i nuovi flussi turistici della regione.
Lo spazio come sistema aperto
Questa trasformazione avviene attraverso pochi gesti precisi: la ridefinizione degli accessi, l’apertura dei fronti, l’inserimento di nuovi percorsi e la costruzione di una corte centrale attorno a un albero esistente. Il progetto abbandona così la logica dell’edificio-oggetto per costruire un sistema spaziale aperto e continuo.
Il cortile come dispositivo sociale
Uno degli elementi centrali del progetto è la nuova corte interna, costruita attraverso l’inserimento di piccoli volumi e di una galleria continua al piano terra. Questo spazio riprende alcuni principi tipici dell’architettura hakka tradizionale, basata sulla relazione tra un perimetro costruito e uno spazio collettivo centrale.
Nel progetto di Xutian, il cortile non assume però una funzione puramente simbolica o tipologica. Diventa invece un dispositivo climatico e sociale. Attorno a questo spazio si organizzano percorsi, soste, attraversamenti e attività quotidiane. L’albero esistente, mantenuto come fulcro della composizione, contribuisce a trasformare la corte in una vera camera climatica all’aperto, capace di produrre ombra, ventilazione e continuità percettiva tra architettura e paesaggio.
La nuova galleria coperta lavora come elemento di mediazione tra interno ed esterno. Non è semplicemente un corridoio distributivo, ma una soglia abitabile che consente al complesso di funzionare come spazio pubblico continuo. Il limite tra edificio e spazio aperto si dissolve progressivamente: le persone possono attraversare il centro senza necessariamente entrarvi, sostare sotto le coperture o utilizzare gli spazi collettivi come estensione della vita del villaggio.
Questa permeabilità è uno degli aspetti più radicali del progetto. Invece di imporre un nuovo centro civico monumentale, l’architettura costruisce una condizione di apertura permanente, capace di assorbire le attività spontanee della comunità.
Un’architettura per residenti e visitatori
Il progetto nasce all’interno di una strategia più ampia di sviluppo rurale e turistico dell’area del Monte Luofu. Per questo motivo, il centro comunitario deve rispondere contemporaneamente alle esigenze dei residenti e a quelle dei visitatori.
line+ studio definisce questa impostazione come modello di “coesistenza tra host e guest”: una struttura pubblica in cui funzioni quotidiane e attività legate al turismo convivono senza annullarsi reciprocamente.
Gli spazi dedicati alla comunità includono sale civiche, aree per anziani, spazi per bambini, sale lettura e ambienti per attività collettive. Parallelamente, il complesso integra funzioni rivolte ai visitatori, come aree informative, spazi ricettivi e ambienti dedicati all’accoglienza turistica.
La distribuzione funzionale avviene anche verticalmente. Gli spazi comunitari occupano prevalentemente le aree più accessibili e aperte, mentre le funzioni ricettive vengono collocate nei livelli superiori e nei volumi più riservati. Questa separazione permette di mantenere un equilibrio tra vita quotidiana del villaggio e presenza turistica.
Il progetto evita così uno dei rischi più frequenti nei processi di rigenerazione rurale contemporanea: la trasformazione dei villaggi in scenografie esclusivamente turistiche. A Xutian, l’architettura cerca invece di costruire un’infrastruttura condivisa, capace di sostenere sia le necessità ordinarie della comunità sia le nuove economie locali.
La strategia del riuso come infrastruttura ecologica
Uno degli aspetti più significativi del progetto è la scelta di lavorare attraverso il riuso adattivo piuttosto che attraverso demolizione e ricostruzione integrale. La struttura in cemento armato della vecchia scuola viene mantenuta e reinterpretata come supporto per i nuovi spazi.
Secondo i dati pubblicati dal team di progetto, il mantenimento del telaio strutturale e di parte delle murature esistenti ha consentito di ridurre significativamente l’impronta carbonica complessiva dell’intervento. Le strutture conservate rappresentano circa il 20% del carbonio incorporato totale del progetto, evitando l’enorme costo energetico di una ricostruzione completa.
Anche i materiali seguono una logica di continuità con il contesto rurale: mattoni grigi, legno e tegole recuperate vengono integrati con nuovi elementi in acciaio e vetro. La distinzione tra nuovo ed esistente non viene cancellata, ma resa leggibile attraverso una sovrapposizione calibrata di linguaggi.
Il nuovo tetto inclinato leggero, inserito sopra la struttura originaria in calcestruzzo, è forse l’elemento che meglio sintetizza questa strategia. La copertura non cerca di mimetizzarsi, ma introduce una nuova figura riconoscibile nel paesaggio rurale, migliorando allo stesso tempo le prestazioni climatiche dell’edificio.
Il risultato non è né una conservazione nostalgica né un contrasto aggressivo tra vecchio e nuovo. L’architettura lavora piuttosto per continuità trasformativa, mantenendo la memoria materiale del luogo mentre ne ridefinisce completamente l’uso e il significato.
Una nuova idea di ruralità contemporanea
Il valore del progetto di Xutian risiede soprattutto nella sua capacità di proporre una visione alternativa della trasformazione rurale contemporanea in Cina. Invece di utilizzare l’architettura come gesto spettacolare o come strumento di tematizzazione turistica, il progetto costruisce una forma di infrastruttura pubblica lenta, adattiva e profondamente radicata nel contesto sociale.
In una fase storica segnata dall’invecchiamento della popolazione rurale e dall’abbandono di molte strutture collettive, il riuso delle scuole dismesse diventa qui occasione per ridefinire nuove forme di spazio pubblico. Il centro comunitario non sostituisce semplicemente una funzione con un’altra, ma ricostruisce condizioni di incontro, attraversamento e socialità.
È proprio questa attenzione alla dimensione relazionale dello spazio che rende il progetto particolarmente significativo. L’architettura non si limita a ospitare attività: costruisce possibilità di interazione, continuità tra generazioni e nuove forme di appartenenza collettiva.
Sotto questo aspetto, Xutian Village Community Center è un tentativo (piuttosto riuscito) di ridefinire il ruolo dell’architettura nei processi di trasformazione delle aree rurali contemporanee: non come produzione di immagini, ma come costruzione paziente di nuove infrastrutture civiche.


























