- INFO POINT
- Di Ernesto Logatto
- Stato: Edificio concluso
Nieuw Bergen, la montagna urbana che ridisegna Eindhoven
Edilizia ResidenzialePer decenni la densificazione urbana è stata associata quasi automaticamente alla crescita in altezza. Di fronte alla necessità di ospitare popolazioni sempre più numerose senza consumare nuovo suolo, molte città hanno scelto la strada della verticalizzazione, affidando ai grattacieli il compito di concentrare abitazioni, uffici e servizi. Negli ultimi anni, tuttavia, si è affermata una riflessione più articolata. La qualità della vita urbana non dipende soltanto dal numero di metri quadrati costruiti, ma dalla capacità di integrare spazi pubblici, verde, biodiversità, accesso alla luce naturale e relazioni sociali all'interno di contesti ad alta densità.
È proprio all'interno di questo dibattito che si inserisce Nieuw Bergen, il nuovo quartiere progettato da MVRDV, lo studio fondato da Jacob van Rijs , Winy Maas e Nathalie de Vries . Completato nel 2026 dopo un processo progettuale durato quasi dieci anni, l'intervento occupa una posizione strategica nel quartiere storico di De Bergen, uno dei luoghi più riconoscibili e vitali di Eindhoven.
Più che un semplice complesso residenziale, Nieuw Bergen rappresenta un esperimento urbano che prova a ridefinire il rapporto tra densità e qualità ambientale. Al posto di un grande blocco compatto o di una sequenza di torri isolate, MVRDV costruisce un paesaggio artificiale composto da edifici sfaccettati, coperture inclinate, giardini condivisi e percorsi pedonali. Il risultato è un frammento di città che assume la forma di una montagna urbana: un ecosistema abitato nel quale architettura, paesaggio e spazio pubblico diventano parti di uno stesso sistema.
Una montagna nel centro della città olandese
L'idea generatrice del progetto è racchiusa nel suo stesso nome. In olandese la parola "bergen" significa montagne e proprio questa immagine diventa il riferimento concettuale dell'intero intervento. MVRDV immagina infatti il nuovo quartiere come una catena montuosa artificiale inserita nel tessuto urbano esistente.
I sette edifici che compongono il complesso – denominati Indigo, Violet, Bleu, Rouge, Orange, Jaune e Vert – emergono dal lotto con profili differenti, formando una successione di volumi che ricordano una sequenza di rilievi. Non si tratta però di una metafora puramente formale. La costruzione di questa topografia urbana nasce dalla volontà di evitare la rigidità dei tradizionali isolati residenziali e di creare una composizione capace di dialogare con la scala più minuta e articolata del quartiere De Bergen.
L'area interessata dall'intervento era precedentemente occupata da edifici amministrativi comunali e parcheggi. La trasformazione ha permesso di riconnettere una porzione di città che per anni aveva funzionato come un vuoto urbano poco integrato nel contesto circostante. Attraverso la frammentazione del volume costruito, il progetto costruisce invece nuove relazioni visive e funzionali con le strade storiche del quartiere.
La densità come strategia progettuale
L'effetto complessivo è quello di una densità distribuita, che evita la monumentalità di un singolo edificio e preferisce la complessità di un insieme. Questa scelta riflette una delle linee di ricerca più consolidate di MVRDV: utilizzare la forma urbana come strumento per mediare tra esigenze quantitative e qualità spaziale.
La luce naturale come motore della forma architettonica
Uno degli aspetti più innovativi di Nieuw Bergen riguarda il metodo utilizzato per definire la geometria degli edifici. Le coperture inclinate che caratterizzano il progetto non nascono infatti da una ricerca estetica fine a sé stessa, ma da un preciso processo di ottimizzazione ambientale.
MVRDV ha sviluppato il progetto applicando una serie di piani inclinati a 45 gradi che partono dagli edifici circostanti. Questo sistema, definito dallo studio come "sun-cut", consente di modellare i volumi in funzione dell'accesso alla luce naturale. Le parti di edificio che avrebbero potuto generare ombre eccessive sugli spazi pubblici o sugli edifici vicini vengono progressivamente sottratte, dando origine ai caratteristici profili sfaccettati.
La luce diventa così un vero materiale di progetto. Invece di saturare completamente il lotto, gli architetti utilizzano la forma per garantire condizioni ambientali più favorevoli sia all'interno degli appartamenti sia negli spazi aperti. Questo approccio produce benefici multipli: migliora il comfort abitativo, aumenta la qualità degli spazi pubblici e contribuisce alla percezione di apertura dell'intero quartiere.
Le coperture inclinate generano inoltre una grande varietà di terrazze e superfici accessibili. Questi spazi non rappresentano semplicemente un elemento aggiuntivo, ma costituiscono una componente fondamentale della strategia abitativa del progetto. La densità viene così compensata attraverso la creazione di nuove occasioni di relazione con l'esterno.
Tetti verdi, serre e biodiversità urbana
Se la luce rappresenta uno dei temi centrali del progetto, il verde costituisce l'altro grande protagonista. Nieuw Bergen interpreta infatti la sostenibilità non come un insieme di tecnologie invisibili, ma come una componente esplicita dell'architettura.
Le coperture inclinate ospitano estese superfici vegetate e impianti fotovoltaici, trasformandosi in vere infrastrutture ambientali. Questo sistema consente di incrementare la biodiversità urbana, migliorare la gestione delle acque meteoriche e contribuire alla riduzione dell'effetto isola di calore.
Particolarmente significativa è la presenza di serre condivise e orti collettivi distribuiti tra i diversi edifici. Questi spazi sono stati concepiti come luoghi destinati alla coltivazione, ma anche come occasioni di incontro tra residenti. L'idea è quella di costruire forme di socialità legate alla gestione comune delle risorse e alla cura degli spazi verdi.
Il verde assume quindi una doppia funzione. Da un lato migliora le prestazioni ambientali del quartiere; dall'altro contribuisce alla costruzione di una comunità urbana più coesa. Questa dimensione sociale rappresenta uno degli aspetti più interessanti del progetto, perché dimostra come le strategie ecologiche possano generare effetti che vanno oltre la semplice sostenibilità energetica.
In una città come Eindhoven, tradizionalmente associata all'innovazione tecnologica, Nieuw Bergen propone una visione nella quale natura e urbanità non vengono percepite come elementi contrapposti ma come componenti complementari di uno stesso sistema.
Due edifici storici presenti sul sito sono stati recuperati e integrati all'interno del nuovo masterplan. Questa decisione ha permesso di ridurre l'impatto ambientale legato alle demolizioni e alla costruzione ex novo, ma soprattutto di mantenere un legame con la memoria urbana del luogo.
Il riuso contribuisce a costruire una transizione graduale tra il tessuto storico di De Bergen e le nuove architetture. Invece di creare una cesura netta tra passato e presente, il progetto sviluppa una continuità che rende più naturale l'inserimento del nuovo quartiere nel contesto esistente.
Anche la scelta dei materiali segue questa logica. Ceramica smaltata, pietra, legno e calcestruzzo vengono utilizzati per definire identità differenti all'interno di una composizione coerente. Ogni edificio possiede caratteristiche proprie, ma tutti condividono una stessa famiglia linguistica.
Questo approccio permette di evitare l'effetto monotonia che caratterizza molti grandi interventi residenziali contemporanei. Il quartiere appare come un insieme eterogeneo ma armonico, più vicino alla complessità della città storica che alla ripetitività dei tradizionali sviluppi immobiliari.
Un laboratorio per la città europea del futuro
Nieuw Bergen può essere letto come un progetto locale, legato alle esigenze specifiche di Eindhoven. Ma il suo interesse supera ampiamente i confini della città olandese.
Le questioni affrontate da MVRDV – densificazione, sostenibilità, biodiversità, mix sociale, qualità dello spazio pubblico – sono infatti le stesse che molte città europee stanno cercando di risolvere. In questo senso il quartiere assume il valore di un laboratorio urbano capace di suggerire possibili direzioni per il futuro.
Le 237 abitazioni ospitano tipologie differenti, dagli appartamenti più compatti agli alloggi familiari, includendo anche housing sociale. Questa varietà rappresenta un tentativo di costruire una comunità eterogenea e di evitare forme di segregazione economica o generazionale.
Allo stesso tempo, la riduzione della presenza automobilistica e la creazione di una rete di spazi pubblici pedonali rafforzano il carattere collettivo dell'intervento. Le piazze, i percorsi e i pocket park distribuiti tra gli edifici diventano luoghi di relazione quotidiana e contribuiscono a costruire un senso di appartenenza.
Forse è proprio questo l'aspetto più importante del progetto. Nieuw Bergen dimostra che la densità urbana non deve necessariamente coincidere con maggiore compattezza, altezza o monumentalità. Può invece assumere la forma di un paesaggio complesso, nel quale abitazioni, verde, energia, biodiversità e spazio pubblico convivono all'interno di un equilibrio dinamico.


















