- INFO POINT
- Di Aurelio Coppi
- Stato: Progetto
Una lanterna di legno e luce nel cuore delle praterie
Edilizia PubblicaNelle città nordamericane contemporanee la biblioteca pubblica sta progressivamente cambiando natura. Non è più soltanto un luogo dedicato alla conservazione dei libri, ma un’infrastruttura civica complessa, capace di assorbire funzioni culturali, sociali, educative e comunitarie che una volta appartenevano a edifici differenti. La nuova Central Library di Saskatoon nasce esattamente dentro questa trasformazione.
In costruzione nel centro della città canadese del Saskatchewan, il progetto rappresenta uno degli interventi pubblici più significativi realizzati negli ultimi anni nelle praterie nordamericane. Situata lungo 2nd Avenue North, la nuova biblioteca non si limita a sostituire la struttura esistente: ridefinisce il ruolo stesso della biblioteca come spazio civico contemporaneo, capace di intrecciare apprendimento, inclusione sociale, innovazione tecnologica e riconciliazione culturale.
Il progetto nasce da un lungo processo partecipativo che ha coinvolto migliaia di residenti, associazioni, advisory committee e Knowledge Keepers delle comunità indigene. Da questo confronto emerge un’architettura che tenta di tradurre in forma costruita alcuni temi centrali della storia canadese contemporanea: il rapporto con il territorio, il dialogo con le culture First Nations e Métis, la costruzione di spazi realmente accessibili e la necessità di nuovi luoghi pubblici aperti alla complessità sociale delle città.
Più che un edificio iconico, la nuova Saskatoon Central Library si presenta come una grande infrastruttura culturale in legno e vetro capace di trasformare il centro urbano in un luogo di incontro, apprendimento e appartenenza collettiva.
Un edificio che nasce dall’ascolto
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il processo che ha preceduto la definizione della forma architettonica.
Tra il 2021 e il 2022 la Saskatoon Public Library ha sviluppato un articolato percorso di consultazione pubblica che ha coinvolto residenti, organizzazioni sociali, gruppi culturali, professionisti e tredici diversi advisory committee tematici. Le consultazioni hanno affrontato temi che andavano ben oltre la semplice programmazione funzionale della biblioteca: inclusione, povertà, salute pubblica, accessibilità, giovani, innovazione, storia locale e riconciliazione culturale.
Da questo processo emerge una visione precisa: la biblioteca non come contenitore di libri, ma come piattaforma civica aperta, capace di accogliere utenti con esigenze estremamente differenti.
Il progetto architettonico diventa quindi la traduzione spaziale di una pluralità di domande sociali. La flessibilità degli ambienti, la varietà delle configurazioni spaziali e l’attenzione all’accessibilità derivano direttamente da questa impostazione partecipativa.
La forma del tipi e il cielo del Saskatchewan
L’involucro della nuova Saskatoon Central Library rappresenta uno degli elementi più complessi e identitari dell’intero progetto. Se la volumetria generale richiama la forma del tipi — riferimento esplicitamente dichiarato dal team progettuale — è soprattutto attraverso la pelle dell’edificio che questa ispirazione viene tradotta in architettura contemporanea.
Secondo il Final Design Report e la documentazione pubblicata dalla Saskatoon Public Library, la facciata è concepita come un sistema stratificato capace di rispondere simultaneamente a esigenze climatiche, percettive e simboliche. L’obiettivo non è quello di riprodurre formalmente il tipi, ma di reinterpretarne alcuni principi spaziali: leggerezza, relazione con la luce, permeabilità visiva e connessione con il cielo aperto delle praterie.
La facciata principale è costituita da un sistema di pannelli vetrati inclinati che avvolgono il volume dell’edificio generando una superficie continuamente variabile. La geometria sfaccettata produce infatti differenti angoli di riflessione e trasparenza a seconda delle condizioni atmosferiche e della posizione del sole.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda proprio la composizione di questa pelle vetrata. I progettisti hanno sviluppato una facciata che alterna pannelli trasparenti, translucidi e opachi, creando una gradazione visiva che modifica la percezione dell’edificio durante l’arco della giornata.
Nel materiale progettuale viene descritto come uno “shingled glass system”, un sistema di pannelli vetrati sovrapposti che richiama il principio costruttivo delle scandole. Questa configurazione permette alla facciata di acquisire una profondità materica insolita rispetto alle tradizionali curtain wall completamente planari.
La sovrapposizione dei pannelli contribuisce inoltre a generare differenti livelli di trasparenza e riflessione. In alcune condizioni atmosferiche la biblioteca appare quasi come un volume riflettente che assorbe il cielo del Saskatchewan; in altre, soprattutto nelle ore serali, la facciata diventa più trasparente e lascia emergere la struttura lignea interna illuminata.
Questo comportamento ottico è centrale nella concezione dell’edificio. Le vaste praterie canadesi sono caratterizzate da una presenza dominante del cielo, con variazioni luminose estremamente marcate tra stagioni, condizioni meteorologiche e momenti della giornata. La biblioteca tenta di incorporare questa dimensione atmosferica, trasformando l’involucro in una superficie sensibile ai cambiamenti della luce naturale.
Dal punto di vista ambientale, il sistema di pannelli non svolge soltanto una funzione estetica. La configurazione dell’involucro è parte integrante delle strategie passive dell’edificio.
Secondo la documentazione tecnica, i livelli superiori utilizzano una facciata ventilata composta da pannelli vetrati sovrapposti che contribuiscono al controllo solare e alla gestione delle prestazioni termiche dell’edificio.
La stratificazione della pelle permette infatti di modulare l’ingresso della luce naturale, riducendo al tempo stesso il guadagno termico diretto nelle stagioni più calde. Questo aspetto è particolarmente importante in un clima continentale estremo come quello del Saskatchewan, caratterizzato da forti escursioni termiche annuali e da un’elevata esposizione solare.
La facciata lavora inoltre in stretta relazione con la struttura lignea interna. Le colonne glulam inclinate lungo il fronte principale sostengono il sistema vetrato e partecipano alla costruzione della profondità spaziale dell’involucro. La pelle esterna non è quindi concepita come semplice rivestimento applicato, ma come parte di un sistema integrato che connette struttura, luce e percezione.
Particolarmente significativa è anche la trasformazione dell’edificio durante le ore notturne. Grazie all’alternanza tra pannelli trasparenti e translucidi, la luce artificiale proveniente dagli ambienti interni viene diffusa attraverso la facciata, facendo apparire la biblioteca come una grande lanterna urbana.
Questo effetto è esplicitamente richiamato nei materiali di progetto. L’edificio è pensato per diventare un punto di riferimento luminoso nel centro di Saskatoon, visibile da differenti parti della città e capace di esprimere simbolicamente la funzione pubblica della biblioteca.
L’involucro assume quindi una duplice natura. Da un lato è un dispositivo tecnico ad alte prestazioni, progettato per rispondere alle condizioni climatiche locali; dall’altro è una superficie narrativa che mette in relazione il patrimonio culturale delle praterie, il paesaggio atmosferico del Saskatchewan e la dimensione civica dell’istituzione pubblica.
Dal punto di vista concettuale, facciata della Saskatoon Central Library funziona come una membrana ambientale capace di registrare continuamente le variazioni del cielo. La forma ispirata al tipi trova così la propria espressione più sofisticata non tanto nella volumetria generale dell’edificio, quanto nella costruzione di questa pelle sfaccettata e cangiante che trasforma luce, riflessi e trasparenze in materia architettonica.
Il mass timber come struttura culturale
Uno degli aspetti più sofisticati del progetto della nuova Saskatoon Central Library riguarda il modo in cui il sistema strutturale viene trasformato in linguaggio architettonico e dispositivo culturale. Qui il mass timber non rappresenta semplicemente una scelta costruttiva sostenibile, ma diventa parte integrante della narrazione dell’edificio.
Fin dalle prime fasi progettuali, il team guidato da Formline Architecture + Urbanism e Chevalier Morales ha scelto di utilizzare una struttura ibrida composta da calcestruzzo e mass timber, sviluppando una relazione diretta tra organizzazione spaziale, riferimenti culturali e sistema portante.
La struttura viene descritta dagli stessi progettisti come una sorta di albero architettonico. Sul lato posteriore dell’edificio è presente un nucleo strutturale in cemento armato che funziona come “tronco” principale, mentre verso gli spazi pubblici la struttura si apre attraverso una sequenza di elementi lignei che si ramificano verso le facciate e gli ambienti collettivi.
Questa impostazione non nasce soltanto da esigenze statiche. Il riferimento simbolico alla crescita organica dell’albero è coerente con l’intero impianto culturale del progetto, che interpreta la biblioteca come ecosistema civico e luogo di connessione tra comunità, territorio e conoscenza.
Dal punto di vista tecnico, l’edificio utilizza una combinazione di elementi in Cross-Laminated Timber (CLT) e Glue-Laminated Timber (Glulam). Le strutture orizzontali sono costituite principalmente da pannelli CLT, mentre colonne e travi utilizzano elementi glulam ad alte prestazioni.
Il sistema costruttivo permette di coprire luci importanti e di ridurre significativamente la presenza di pareti portanti interne. Questo aspetto è fondamentale per una biblioteca contemporanea, dove la flessibilità degli spazi rappresenta un requisito essenziale. Le grandi aree pubbliche, i vuoti verticali che collegano i diversi livelli e gli ambienti multifunzionali sono resi possibili proprio dalla capacità del sistema misto CLT-glulam di lavorare su campate ampie mantenendo una struttura relativamente leggera.
Uno degli elementi più caratteristici del progetto è la presenza di colonne lignee inclinate lungo la facciata principale su 2nd Avenue North. Questi elementi non hanno soltanto funzione strutturale: contribuiscono a tradurre all’interno dell’edificio la geometria inclinata dell’involucro esterno ispirato al tipi. Le colonne accompagnano il ritmo della facciata vetrata e sostengono il sistema di schermature e superfici trasparenti che caratterizza il prospetto principale.
La relazione tra struttura e involucro è particolarmente sofisticata. Secondo la documentazione progettuale, i livelli dal secondo al quarto piano utilizzano una facciata composta da pannelli vetrati sovrapposti (“shingled glass system”), progettata per favorire ventilazione naturale e controllo ambientale. Le strutture glulam lavorano in continuità con questo sistema, diventando parte della percezione spaziale della facciata stessa.
Dal punto di vista dimensionale, il progetto sviluppa circa 12.600 metri quadrati distribuiti su quattro livelli principali, configurandosi come uno degli edifici pubblici in mass timber più rilevanti oggi in costruzione nelle praterie canadesi.
Anche la filiera costruttiva riflette l’importanza attribuita alla struttura lignea. Il montaggio degli elementi in mass timber è affidato a Kinsol Timber Systems, responsabile della progettazione assistita e dell’installazione di colonne, travi glulam e pannelli CLT. L’ingegneria strutturale è invece sviluppata da Equilibrium Consulting Inc., uno degli studi più attivi in Nord America nel settore delle costruzioni in legno massiccio.
La scelta del mass timber risponde inoltre a precise strategie ambientali. Il legno ingegnerizzato presenta infatti un contenuto di carbonio incorporato significativamente inferiore rispetto a strutture equivalenti in acciaio o calcestruzzo e permette di immagazzinare CO2 per tutta la vita utile dell’edificio. Proprio per questo il progetto individua il legno come uno dei principali strumenti per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità complessiva dell’intervento.
Ma l’aspetto più interessante rimane probabilmente percettivo. Nella maggior parte delle biblioteche contemporanee la struttura tende a essere nascosta dietro controsoffitti, rivestimenti e sistemi impiantistici. A Saskatoon accade l’opposto. Travi, colonne e solai lignei rimangono visibili e partecipano direttamente alla costruzione dell’atmosfera interna. Il sistema portante diventa parte dell’esperienza dell’edificio.
Le immagini di avanzamento lavori pubblicate tra il 2025 e il 2026 mostrano chiaramente questo processo: man mano che il cantiere procede, la grande ossatura lignea emerge come elemento dominante degli spazi pubblici, anticipando quella sensazione di continuità materica che costituirà uno dei caratteri più riconoscibili della biblioteca completata.
Una macchina civica distribuita su quattro livelli
La nuova biblioteca organizza i propri programmi attraverso una sequenza verticale di ambienti fortemente differenziati.
Al piano principale si concentrano gli spazi più pubblici e collettivi: aree lettura, sale programmazione, cucina didattica, teatro da 200 posti e zone dedicate agli eventi. La presenza di una cucina didattica rappresenta uno degli aspetti più interessanti del programma contemporaneo della biblioteca. L’apprendimento non viene più limitato alla lettura o alla consultazione, ma si estende a pratiche sociali, alimentari e collaborative.
Il secondo livello ospita invece le aree dedicate a bambini, ragazzi e innovazione tecnologica. Qui trovano posto gli spazi gioco, il laboratorio digitale, le sale produzione audio-video, le postazioni per stampa 3D, strumenti di digitalizzazione e ambienti dedicati alla formazione informatica. La biblioteca si configura così come infrastruttura di produzione culturale oltre che di accesso alla conoscenza.
Il terzo piano è caratterizzato da una dimensione più silenziosa e concentrata, con ambienti dedicati allo studio individuale e alla ricerca.
Il quarto livello assume invece una valenza quasi simbolica: galleria espositiva, archivi di storia locale, dal di lettura e Storytelling Circle costruiscono uno spazio dedicato alla memoria, alla narrazione e alla produzione culturale.
Tra gli ambienti più significativi dell’intero progetto emerge appunto lo Storytelling Circle.
Progettato in collaborazione con Knowledge Keepers e rappresentanti delle comunità indigene, questo spazio circolare è pensato per ospitare attività legate alla tradizione orale, alla trasmissione culturale e alle pratiche di incontro comunitario.
La presenza di aperture zenitali porta la luce naturale all’interno dello spazio, mentre la configurazione geometrica favorisce una disposizione non gerarchica dei partecipanti.
L’ambiente è inoltre predisposto per accogliere pratiche di smudging (antico rituale sciamanico e di purificazione originario dei Nativi Americani), elemento raramente integrato in modo esplicito all’interno di grandi edifici pubblici contemporanei.
Più che un semplice spazio funzionale, lo Storytelling Circle diventa un segnale architettonico della crescente attenzione che molte istituzioni culturali canadesi stanno dedicando ai processi di riconciliazione con le popolazioni indigene.
Accessibilità come principio progettuale
Un altro tema centrale del progetto riguarda l’accessibilità. La biblioteca è stata sviluppata perseguendo gli standard della Rick Hansen Foundation Accessibility Certification, uno dei sistemi di valutazione più avanzati in Canada.
L’accessibilità non viene trattata come semplice adeguamento normativo ma come criterio generatore della configurazione spaziale.
Distribuzione verticale, sistemi di orientamento, scaffalature, arredi, servizi e percorsi sono stati progettati per accogliere utenti con differenti capacità motorie, sensoriali e cognitive.
Questa impostazione riflette una trasformazione più ampia della biblioteca contemporanea: da edificio specialistico a spazio civico universalmente accessibile.
Un cantiere che sta cambiando il centro di Saskatoon
Secondo gli aggiornamenti più recenti pubblicati dalla Saskatoon Public Library, il progetto ha raggiunto fasi avanzate di costruzione.
Nel corso del 2025 sono stati completati i principali nuclei strutturali in calcestruzzo e sono iniziate le operazioni di montaggio della grande struttura in mass timber. Nel 2026 il volume dell’edificio è ormai chiaramente riconoscibile nello skyline del centro cittadino.
Le immagini di cantiere mostrano la progressiva definizione degli spazi interni e delle grandi campate lignee che caratterizzeranno le aree pubbliche principali.
L’apertura della Saskatoon Central Library, oggi prevista per il 2027 è un tentativo di ridefinire il ruolo della biblioteca nell’epoca contemporanea: non più deposito della conoscenza, ma infrastruttura civica capace di connettere apprendimento, inclusione sociale, innovazione tecnologica e costruzione comunitaria.
L’architettura riflette questa ambizione attraverso una combinazione insolita di riferimenti culturali, materiali naturali, spazi aperti e tecnologie contemporanee.
La forma del tipi, la struttura in mass timber, lo Storytelling Circle, i laboratori di innovazione e la dimensione pubblica del paesaggio convergono in un’unica narrazione: costruire un edificio che non rappresenti soltanto la città, ma che possa diventare uno dei luoghi attraverso cui la città continua a raccontarsi.





































