Cornice rossa sul Caspio
Nel Mazandaran, nel nord dell’Iran, un lotto d’angolo apparentemente penalizzante diventa il principio generatore di una casa. Corner Villa, completata nel 2025 da Super Void Space e supervisionata da Nima Mirza Mohamadi, occupa 450 m² all’interno di un complesso residenziale e parte da una figura quasi elementare: un volume allungato in direzione est-ovest, chiuso da una copertura a due falde. La semplicità iniziale viene però progressivamente incisa, scavata e aperta fino a trasformarsi in una piccola macchina ottica capace di selezionare paesaggi differenti.
Verso il complesso residenziale la villa mantiene un carattere relativamente introverso. Le aperture sono poche e il taglio ricavato nell’angolo costruisce un ingresso coperto che trasforma proprio la posizione marginale del lotto nel segno più riconoscibile dell’edificio. Sul lato meridionale accade l’opposto: vetrate continue e terrazze aprono gli ambienti domestici verso le colline boscose e la linea irregolare dei rilievi. La casa non cerca quindi un rapporto uniforme con il contesto, ma costruisce una gerarchia precisa tra ciò da cui proteggersi e ciò che merita di essere inquadrato.

Il dispositivo decisivo è un grande vuoto ricavato sul margine sud del volume. Qui una scala sospesa attraversa lo spazio e collega gli ambienti del sottotetto con le due porzioni abitabili della copertura, realizzando la richiesta della committenza di poter utilizzare il tetto come parte effettiva della casa. Il percorso mette in sequenza tre orizzonti: in basso la piscina e il cortile, davanti le pendici coperte di vegetazione, più in alto il cielo. Sul versante settentrionale un secondo scavo intercetta invece una presenza più distante e quasi intermittente: il Mar Caspio.

La sezione diventa così più importante della facciata. Salire non significa semplicemente raggiungere un piano superiore, ma cambiare continuamente quota, luce e punto di vista. Il tetto inclinato smette di essere la conclusione dell’edificio e diventa terreno abitabile; il vuoto centrale non è uno spazio residuo ma il luogo attraverso cui interno, terrazze e paesaggio vengono messi in relazione.
È una strategia coerente con altre ricerche di Super Void Space, dove sottrazione, sequenza spaziale e reinterpretazione di elementi dell’architettura iraniana vengono utilizzate per costruire nuovi rapporti tra memoria e contemporaneità.
A rendere immediatamente leggibili queste incisioni interviene il colore. All’esterno domina il bianco, scelto per staccare con nettezza il volume dal verde della vegetazione; tutte le superfici generate dagli scavi vengono invece saturate da un rosso intenso che gli architetti definiscono “Persian Red”. Non è una decorazione applicata successivamente, ma quasi la radiografia delle operazioni compiute sulla massa: il rosso segnala l’ingresso, accompagna il vuoto, invade la scala, incornicia aperture e terrazze e rende visibile dall’esterno la complessità interna della sezione. Come spiegano i progettisti, «rompe il silenzio bianco della villa e ne anima il cuore».
Anche la scelta del mattone per il rivestimento partecipa a questa ricerca. Lo studio dichiara di voler continuare a esplorare le possibilità contemporanee di un materiale profondamente radicato nell’architettura iraniana, sottraendolo alla semplice citazione storica. Qui il mattone viene assorbito dalla monocromia bianca dell’involucro e lavora soprattutto attraverso trama, luce e ombra, mentre all’interno alcuni verdi della suite principale riportano simbolicamente nella casa i colori della vegetazione circostante. È una continuità con una ricerca che Super Void Space aveva già sviluppato nel progetto Dehkadeh Iwan House, dove il mattone diventava strumento per reinterpretare, senza copiarla, la tradizione costruttiva iraniana.

Corner Villa è quindi meno interessata alla spettacolarità dell’oggetto che alla costruzione di relazioni selettive. Un lotto d’angolo diventa ingresso, una copertura inclinata diventa spazio da abitare, un vuoto diventa percorso e il colore rende visibili le sottrazioni. Tra il bianco della casa e il rosso dei suoi tagli, Super Void Space costruisce un’architettura che sembra trovare la propria forma non aggiungendo, ma togliendo materia finché piscina, montagna, mare e cielo entrano nella vita domestica.













