La scuola al centro della rigenerazione urbana
Al centro dell’area storica di Kødbyen — il Meatpacking District di Copenhagen famoso come “Den Hvide Kødby” per le sue architetture funzionaliste bianche degli anni ’30 — nasce un progetto che ripensa l’idea di scuola nel contesto urbano contemporaneo: Skolen ved Dybbølsbro, edificio scolastico progettato da NORD Architects in collaborazione con BBP Architects , inaugurato nel 2025 per servire come scuola pubblica primaria orientata all’apprendimento, alla salute e alla comunità.
Questa nuova struttura — commissionata dalla città di Copenhagen e realizzata con il team di Norconsult , BOGL Landscape Architects e BAM Danmark — sorge dove un tempo pulsava la storia industriale di una città che ha saputo reinventarsi. Il progetto dialoga con il tessuto costruito e i valori architettonici del quartiere, reinterpretando la caratteristica funzionalista bianca della zona con materiali moderni e superfici ceramiche profilate, pur mantenendo la continuità storica del luogo.



La scuola copre una superficie di circa 12.500 m² e accoglie studenti dai primi anni alle classi primarie, con un’architettura pensata come paesaggio didattico integrato piuttosto che semplici aule chiuse. La forma dell’edificio a “L” chiude il lato meridionale dell’isolato e si apre verso la città, impostando un forte dialogo tra spazio educativo e spazio pubblico urbano.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è la scuola-cortile verticale: gran parte delle superfici esterne dedicate al gioco, all’attività fisica e all’incontro non si trova a livello terreno, ma sui tetti distribuiti su tre livelli. Qui, terrazze collegate da rampe e scale generano un percorso continuo per attività motorie, giardini didattici e orti urbani, oltre a godere di vari elementi ludici come trampolini, percorsi di arrampicata e piste agili per i più giovani.

Questa configurazione, oltre a massimizzare lo spazio disponibile, interpreta la scuola come micro-paesaggio urbano, un ambiente di scoperta che sostiene movimento, gioco e apprendimento all’aperto. Il progetto risponde anche alle esigenze climatiche del Nord Europa: la disposizione delle terrazze e la vegetazione aumentano il comfort visivo e termico, mentre grandi aperture e percorsi trasparenti mettono in relazione spazi interni ed esterni.
Al centro del progetto c’è una forte attenzione a nutrizione e attività fisica: l’atrio centrale diventa luogo di intersezione organizzativo e sociale, con accesso diretto alla sala mensa e a due cucine — una professionale e una didattica — dove i ragazzi non solo consumano pasti salutari, ma imparano attivamente a conoscere e preparare il cibo. Questa scelta riflette un approccio pedagogico in cui la “cittadinanza alimentare” diventa parte integrante del curriculum scolastico, con orti didattici e spazi di coltivazione sul tetto come strumenti concreti di apprendimento.



All’interno, l’edificio ospita anche un’ampia palestra di 1.250 m² a tripla altezza, suddivisibile in sale più piccole per varie attività sportive e disponibile per l’uso comunitario al di fuori dell’orario scolastico. Le aule e gli spazi comuni sono concepiti per essere flessibili e interattivi, con collegamenti visuali tra livelli, slide interne per favorire movimento spontaneo e ampie superfici vetrate che portano luce naturale profonda negli ambienti di apprendimento.
Dal punto di vista costruttivo, la scuola utilizza materiali solidi ma eleganti, come facciate ceramiche bianche ispirate all’identità storica del Meatpacking District e ampie vetrate che modulano la luce e garantiscono visibilità verso l’esterno. La scelta progettuale non si limita alla sola estetica: la gestione dei percorsi esterni, delle terrazze di gioco e degli spazi didattici mira a costruire un ecosistema educativo coerente e sostenibile, dove la scuola è percepita non solo come luogo di istruzione, ma come infrastruttura civica attiva.

Il progetto si inserisce in un più ampio movimento di rigenerazione urbana della zona di Kødbyen, un distretto che ha trasformato i suoi spazi industriali in luoghi creativi, culturali e sociali pur conservando tracce della sua storia industriale. La Skolen ved Dybbølsbro non è dunque un edificio isolato, ma un nodo urbano che intreccia educazione, comunità e identità locale, offrendo un modello replicabile per il futuro dell’architettura scolastica nelle città europee.




