Verticalità con grazia (MVRDV a Shenzhen)
Con il Bihailou Art Village di Shenzhen lo studio olandese MVRDV torna a sviluppare il concetto di Vertical Village, trasformandolo in un centro culturale e commerciale che ambisce a restituire la complessità e la vitalità di un villaggio tradizionale all'interno di un edificio compatto. Il progetto sorgerà nel quartiere di Shatoujiao, storico punto di contatto tra la Cina continentale e Hong Kong, su un'area destinata a diventare un nuovo polo per la vita culturale del distretto.

L'intervento, attualmente in fase di sviluppo, occupa una superficie di circa 6.500 metri quadrati e raccoglie in un unico organismo architettonico spazi espositivi, attività commerciali, ristoranti, un auditorium multifunzionale, aree pubbliche e terrazze panoramiche. MVRDV immagina una piccola città tridimensionale, composta da volumi autonomi sovrapposti, ognuno riconoscibile per forma, colore e materiale. Una composizione volutamente frammentata che dialoga con la scala minuta degli edifici circostanti, evitando la monumentalità tipica dei grandi complessi commerciali asiatici.
L'idea del Vertical Village non nasce con questo progetto. MVRDV e il laboratorio di ricerca The Why Factory la svilupparono già nel 2011 come risposta alla crescente omogeneizzazione delle città ad alta densità. La ricerca proponeva un modello alternativo in cui ogni funzione conservasse una propria identità, pur partecipando a un sistema collettivo.
Nel caso di Bihailou Art Village, quel principio viene reinterpretato attraverso una sequenza di "case" sovrapposte, ciascuna dedicata a una funzione specifica e dotata di un proprio ingresso indipendente. Teatro, negozi, ristoranti e persino il futuro Fish Lantern Museum, dedicato alla tradizione culturale locale, potranno così funzionare con orari differenti senza compromettere la fruibilità degli spazi comuni.
L'elemento che tiene insieme questo mosaico architettonico è il sistema della circolazione pubblica. Scale, rampe, passerelle, scale mobili e terrazze collegano i diversi volumi creando un percorso continuo che attraversa l'edificio anche quando alcune attività sono chiuse. In questo modo la struttura smette di comportarsi come un centro commerciale tradizionale e si trasforma in un paesaggio urbano tridimensionale, attraversabile liberamente durante tutto l'arco della giornata. Salendo di livello in livello, il visitatore incontra nuovi punti di osservazione sul quartiere, sulle montagne retrostanti e sulla baia che separa Shenzhen da Hong Kong, trasformando il percorso stesso in parte integrante dell'esperienza architettonica.


Anche il linguaggio materico contribuisce a rafforzare questa idea di "villaggio". Ogni volume possiede infatti una propria identità, definita attraverso differenti rivestimenti, cromie e geometrie. MVRDV trae ispirazione sia dagli edifici storici di Shatoujiao sia dall'antico ristorante Bihailou, che occupava il sito prima della demolizione. Il risultato è una composizione apparentemente spontanea, nella quale l'eterogeneità diventa valore progettuale anziché elemento di disordine. Da lontano il complesso appare come una pila di volumi colorati; avvicinandosi, ciascun blocco rivela una propria scala e una propria atmosfera, restituendo quella sensazione di prossimità che spesso si perde nelle grandi architetture multifunzionali.
Tra gli spazi più significativi figura il teatro multifunzionale, ospitato in un volume a doppia altezza e dotato di tribune retrattili, una soluzione che permette di trasformare rapidamente l'ambiente in sala espositiva, spazio performativo o luogo per eventi pubblici. Una grande facciata completamente vetrata mette direttamente in relazione il teatro con la piazza adiacente, eliminando il tradizionale confine tra spettacolo e spazio urbano. La vita culturale dell'edificio diventa così parte integrante del quartiere, visibile anche dall'esterno e capace di animare l'intero complesso.
“La gioia di questo progetto sta nelle sue contraddizioni”, ha dichiarato Winy Maas, cofondatore di MVRDV. “Da lontano appare spettacolare, ma da vicino ogni spazio conserva una dimensione intima”. È una sintesi efficace di un'architettura che cerca di conciliare due esigenze solo apparentemente inconciliabili: la densità della metropoli contemporanea e la qualità relazionale del villaggio.
In una Shenzhen che continua a sperimentare nuovi modelli di sviluppo urbano, Bihailou Art Village rappresenta un'ulteriore riflessione sul futuro della città asiatica. MVRDV prova a ricostruire un modo di abitare lo spazio collettivo, dimostrando che anche nelle città più dense possono sopravvivere varietà, prossimità e identità. Perché forse la vera innovazione non consiste nel costruire sempre più in alto, ma nel ritrovare, anche in verticale, il senso della comunità.










