La scuola diventa laboratorio
Un edificio scolastico nel quale l'architettura diventa essa stessa espressione del processo creativo. A Strathfield, nell'area metropolitana di Sydney, lo studio australiano Architectus ha progettato il nuovo Design and Creative Arts Building (DaCA) della Meriden Senior School, un organismo di 2.850 m² che riunisce laboratori artistici, ambienti per la progettazione e spazi espositivi all'interno di una struttura scultorea immersa nella vegetazione del campus.
Un progetto che interpreta la scuola non soltanto come luogo di trasmissione delle conoscenze, ma come ambiente capace di stimolare sperimentazione, collaborazione e produzione culturale.


La principale difficoltà progettuale era rappresentata dalla scarsità di spazio disponibile. La Meriden School occupa un campus consolidato, caratterizzato dalla presenza di edifici storici, strutture contemporanee e alberature mature. Inserire una nuova attrezzatura senza compromettere la qualità degli spazi esterni richiedeva quindi un'organizzazione particolarmente attenta dell'impronta a terra.
Architectus ha risposto attraverso un volume sollevato rispetto al terreno, che libera una fascia protetta lungo il perimetro e mantiene una relazione continua tra gli ambienti interni e il paesaggio. L'edificio si colloca sul margine occidentale della scuola, dietro le alberature di Redmyre Road, affacciandosi verso il quartiere residenziale di Strathfield e le chiome degli alberi circostanti.
La forma architettonica richiama direttamente le discipline ospitate. Ceramica, scultura e lavorazione dei metalli diventano riferimenti per la composizione delle superfici esterne, costruite attraverso una sequenza di elementi verticali che conferiscono alla facciata un andamento plastico e mutevole.
Le tonalità calde e terrose instaurano un rapporto con i mattoni degli edifici esistenti, mentre le grandi aperture vetrate introducono trasparenza e permettono alla luce naturale di raggiungere gli spazi di lavoro. La massa costruita appare così come un oggetto modellato, nel quale le variazioni di profondità e le ombre prodotte dai rivestimenti ricordano il carattere materiale delle attività artistiche.


Il disegno dell'involucro nasce anche da un confronto tra intenzione formale e realizzabilità costruttiva. Durante lo sviluppo esecutivo, gli elementi verticali di facciata, inizialmente previsti in calcestruzzo fibrorinforzato con fibre di vetro (GRC), sono stati riprogettati con un sistema leggero in alluminio. La soluzione, sviluppata dall'impresa Buildcorp insieme ai consulenti, ha consentito di semplificare la costruzione, contenere i costi e conservare il linguaggio scultoreo previsto dagli architetti. È un passaggio significativo: la complessità visiva del prospetto non deriva necessariamente dall'impiego di componenti pesanti, ma dalla precisione con cui elementi industrializzati possono essere assemblati per produrre profondità e variazione.
L'edificio si sviluppa su tre livelli fuori terra e due interrati, questi ultimi destinati prevalentemente al parcheggio e ai servizi connessi. Un nuovo ponte strutturale in acciaio collega il complesso al vicino Wallis Building, integrando le attività didattiche nella rete di percorsi esistenti. La connessione non rappresenta soltanto una soluzione distributiva: consente di considerare il nuovo edificio come parte del campus anziché come una struttura specialistica indipendente. L'intervento costituisce infatti la prima fase del masterplan scolastico elaborato da Architectus nel 2021.
All'interno, gli spazi sono organizzati come una successione di atelier e laboratori, accompagnati da superfici per l'esposizione dei lavori delle studentesse. La visibilità dei processi creativi diventa così parte dell'esperienza quotidiana. Le attività non si concludono necessariamente all'interno dei singoli ambienti: elaborati, prototipi e sperimentazioni possono essere presentati lungo i percorsi e negli spazi condivisi, trasformando la circolazione in un'occasione di confronto.


Il programma comprende ambienti dedicati alle arti visive, al design e alla tecnologia, all'ingegneria e alle attività gastronomiche, oltre a spazi per iniziative extracurriculari come FabLab, Art Club e Tech Club. Questa combinazione permette di accostare discipline tradizionalmente considerate distinte, dalla produzione artistica manuale alla progettazione digitale, favorendo una concezione dell'apprendimento fondata sull'interazione tra strumenti, materiali e conoscenze.
La flessibilità degli ambienti costituisce uno dei principi fondamentali dell'intervento. Le grandi superfici di lavoro consentono di passare da attività individuali a esercitazioni collettive, mentre la connessione con l'esterno amplia le possibilità di utilizzo. Architectus ha sviluppato il progetto attraverso strategie ambientali passive, privilegiando l'ingresso della luce naturale e il rapporto visivo con la vegetazione. La fascia protetta lungo il perimetro introduce spazi intermedi che possono accogliere attività all'aperto e contribuiscono a ridurre la separazione tra l'architettura e il campus.
Il valore pedagogico di questa impostazione è stato sottolineato anche dalla dirigente scolastica Lisa Brown, secondo la quale “la creatività e il pensiero rigoroso non sono forze opposte, ma competenze complementari che costituiscono il fondamento del pensiero progettuale”. Una dichiarazione che sintetizza l'ambizione del nuovo edificio: superare la tradizionale separazione tra formazione artistica e tecnico-scientifica, riconoscendo alla sperimentazione un ruolo centrale nell'apprendimento.
La realizzazione ha comportato inoltre una complessa organizzazione del cantiere. I lavori sono stati condotti mentre la scuola rimaneva operativa, richiedendo la separazione dei percorsi di costruzione da quelli delle studentesse, la programmazione delle attività più invasive durante le vacanze e il controllo delle interferenze con le infrastrutture sotterranee. Particolarmente delicata è stata la protezione di un'importante condotta fognaria vicina allo scavo dei livelli interrati, risolta attraverso una metodologia specifica di sostegno e protezione prima delle operazioni principali.
Il risultato dimostra come un'architettura educativa possa rendere visibile il proprio programma senza trasformarlo in un'immagine puramente decorativa. La facciata interpreta i processi artistici attraverso la materia, gli spazi interni espongono ciò che viene prodotto e le aperture stabiliscono una relazione con il paesaggio. La scuola diventa contemporaneamente laboratorio, galleria e luogo di incontro, riconoscendo che la creatività nasce spesso proprio dal contatto tra attività differenti.








