- INFO POINT
- Di Nunzio Manfredi
- Stato: Edificio concluso
Una nuova porta urbana tra arte e sostenibilità
Edilizia ScolasticaNel paesaggio urbano di Amburgo, lungo la trafficata Bramfelder Chaussee, si è affacciato un nuovo oggetto architettonico che ridefinisce il concetto di "porta" urbana. Il Empfangspavillon (letteralmente padiglione di accoglienza) della Hamburger Energienetze di Amburgo, completato nel 2025 grazie alla collaborazione tra Busch & Takasaki Architekten e gmp Architekten, si configura come un segno distintivo di identità - uno spazio che accoglie, orienta e rappresenta i valori del cliente, la Hamburger Energienetze GmbH, all'ingresso del suo campus operativo.
Con una superficie di circa 300 m2, il padiglione si presenta come una struttura verticale, scultorea e visivamente riconoscibile in un contesto urbano dinamico e di forte movimento.
La sua forma emerge intenzionalmente dalle masse circostanti per guidare lo sguardo e l'esperienza del visitatore verso l'ingresso di un complesso che — pur essendo funzionale — necessitava di una nuova "carta d'identità" architettonica.
Dalla strada, la presenza del padiglione si fa sentire con una nitida geometria e materiali che dialogano con il cielo nordico e la luce mutevole della città anseatica. Qui si fondono trasparenza e matericità, accoglienza e simbolismo, funzione e narrazione spaziale. La collaborazione tra architetti e paesaggisti ha portato alla realizzazione di un oggetto che non solo introduce al campus, ma agisce come landmark urbano e luogo di incontro, riflettendo al tempo stesso l'identità aziendale e una visione contemporanea dell'architettura pubblica.
Origine e contesto urbano della commissione
Il nuovo Empfangspavillon nasce da un'esigenza molto concreta: conferire al campus delle Hamburger Energienetze GmbH un'identità architettonica forte e riconoscibile. Fino alla sua realizzazione, l'area lungo Bramfelder Chaussee, una strada urbana caratterizzata da un traffico intenso e da edifici dall'aspetto funzionale, mancava di un vero e proprio elemento di riferimento visivo — uno spazio che fungesse da porta e da punto di orientamento per visitatori, collaboratori e cittadini.
Il progetto si è sviluppato a seguito di un concorso vinto nel 2020, che ha messo in competizione diverse proposte progettuali. La visione di Busch & Takasaki Architekten, congiuntamente a gmp Architekten, è stata premiata per la capacità di tradurre esigenze funzionali, spaziali e identitarie in un oggetto architettonico coerente e contemporaneo.
Il sito, collocato in una zona mista tra aree residenziali, commerciali e spazi per servizi pubblici, richiedeva un progetto che potesse essere immediato nella lettura e nell'uso, ma al tempo stesso significativo nella sua presenza urbana. Il luogo d'ingresso di un campus aziendale non è solo un punto di passaggio, ma — nei termini della cultura progettuale contemporanea — un spazio di relazione, capace di costruire connessioni tra interno ed esterno, tra utente e istituzione.
In questo senso, la scelta di una forma verticale, quasi come una piccola torre o lanterna urbana, va oltre la pura funzione: diventa un simbolo e un segno di orientamento lungo una strada larga e dinamica, permettendo al padiglione di farsi notare da lontano e di orientare l'utente verso il cuore del campus. La visione progettuale non guarda soltanto al quadro immediato, ma al contesto più ampio: un ambiente cittadino dove l'architettura diventa misura di identità e partecipazione collettiva.
Linguaggio formale e materiali come espressione di identità
Un elemento che immediatamente cattura l'attenzione nel Empfangspavillon di Amburgo è il suo linguaggio formale: una composizione verticale e scultorea che si staglia in contrasto con gli edifici più bassi e lineari del contesto urbano. La geometria dialoga con la luce, creando ombre dinamiche e variazioni visive che cambiano nel corso della giornata.
La facciata esterna diventa protagonista di questa narrazione architettonica grazie all'uso del rame, un materiale che si presta a riflettere la luce naturale e a sviluppare patine nel tempo, offrendo un'identità visiva mutevole e profondamente legata al contesto atmosferico di Amburgo. Questa pelle in rame conferisce al padiglione una presenza forte, mentre la sua plasticità e texture naturale instaurano un dialogo con l'ambiente circostante, rendendo l'edificio familiare e allo stesso tempo riconoscibile.
All'interno, il contrasto tra la facciata metallica e la struttura interna in legno crea una qualità spaziale che coniuga calore e modernità. Il legno, impiegato come elemento strutturale visibile con una griglia di travi e pilastri, definisce una spazialità interna che invita all'accoglienza: gli spazi non appaiono rigidi o freddi, ma sensibili e accoglienti, enfatizzati dalla luce naturale che filtra attraverso ampie vetrate.
Il piano terra, perfettamente trasparente grazie alla vetrata continua, collega visivamente l'interno con il piazzale antistante, favorendo la relazione tra spazio pubblico e privato. Qui si svolgono attività di accoglienza, esposizione e incontro, e la trasparenza dell'involucro architettonico diventa un gesto di apertura, inclusione e comunicazione visiva con l'esterno.
Le zone superiori, leggermente ritratte rispetto al piano terra e caratterizzate da leggere auskragungen (sbuffi ed estrusioni leggere), creano profondità visiva e modulano i volumi, suggerendo molteplici prospettive e dinamiche spaziali. È proprio questa alternanza di pieni e vuoti, materiali e aperture che conferisce al padiglione una qualità plastica e tattile, trasformando l'edificio in una vera e propria scultura urbana.
Funzione, spazio interno e relazione con il paesaggio
Nonostante le sue dimensioni relativamente contenute — circa 300 m2 - il padiglione si sviluppa su più livelli che ospitano diverse funzioni. Il livello terra, come sottolineato, completamente trasparente e aperto verso l'esterno, è concepito come spazio di accoglienza, esposizione e incontro. Qui visitatori, lavoratori e partner possono essere ricevuti e orientati, connessi visivamente al piazzale esterno grazie alle vetrate continue che cancellano la frontiera tra interno e urbano.
Salendo all'interno dell'edificio, si trovano spazi di sosta e di pausa, organizzati con attenzione alla qualità ambientale interna: illuminazione naturale diffusa, legno a vista e aperture strategiche che favoriscono una percezione spaziale fluida e continua. Le strutture interne non sono semplici supporti, ma elementi architettonici veri, che modellano lo spazio e definiscono percorsi, vista e direzione.
Inoltre, la collocazione e l'orientamento dell'edificio sono studiati in relazione al paesaggio urbano circostante e alla rete di percorsi pedonali che conducono attraverso il campus.
Questo progetto non si limita a offrire un luogo di transizione, ma diventa un nodo di interazione tra spazio pubblico, aziendale e paesaggio progettato. La collaborazione con i paesaggisti di gm013 Landschaftsarchitektur ha permesso alle aree esterne di integrarsi con la struttura architettonica, creando spazi di sosta, pavimentazioni accessibili e un rapporto visivo con il verde urbano che accompagna i percorsi verso l'ingresso.
Questo intreccio tra forma, funzione e ambiente circostante mostra come il pavillon non sia solo un edificio di transizione, ma un luogo di esperienza, in cui l'utente non si limita a passare, ma può sostare, guardare, comprendere e sentirsi parte dello spazio che lo accoglie.
Sostenibilità, progetto tecnico e impatto urbano
Un elemento centrale del progetto è la sua strategia di sostenibilità, che permea sia la scelta dei materiali sia le soluzioni tecnologiche adottate. La combinazione di legno — un materiale rinnovabile con bassa impronta di carbonio — e di rame, riciclabile e duraturo, non è casuale: essa riflette una visione progettuale che considera l'impatto ambientale lungo l'intero ciclo di vita dell'edificio.
Il padiglione è stato concepito con l'intento di massimizzare l'efficienza energetica senza ricorrere a sistemi complessi o ad alta intensità energetica. Ad esempio, la progettazione tiene conto di ventilazione naturale e della gestione termica passiva, riducendo la necessità di raffrescamento attivo — una scelta che rispecchia l'attenzione contemporanea verso l'efficienza e il comfort sostenibile.
In termini di tecnologie impiantistiche, l'edificio è dotato di soluzioni pensate per ridurre consumi e impatto: sistemi di recupero del calore, impianti di ventilazione efficienti e materiali non inquinanti che rispettano elevati standard di qualità dell'aria interna. Anche la pavimentazione e le finiture interne sono scelte con criteri di sostenibilità, privilegiando componenti che favoriscono il benessere delle persone e la durabilità nel tempo.
Dal punto di vista urbano, l'introduzione di questa struttura modella e valorizza lo spazio pubblico lungo una strada molto frequentata. Invece di essere un semplice edificio di servizio, il padiglione funge da attrattore di sguardi e relazioni, innestandosi in maniera coerente nel sistema urbano di Amburgo e contribuendo alla qualità ambientale dell'area.
Con la sua forma, materiali e performance ambientali, il progetto mostra come sia possibile allineare architettura di qualità con obiettivi di sostenibilità e rigenerazione urbana, offrendo un paradigma che potrebbe essere adottato anche in altri contesti simili, dove la sfida è conciliare funzione, identità e responsabilità ecologica.
Un nuovo segno nell'architettura urbana
Il Empfangspavillon di Amburgo nasce come padiglione di ingresso a un complesso misto pubblico-privato, ma si sviluppa come un punto di riferimento visivo e spaziale in una città vivace e in continuo movimento. La sua presenza dinamica, combinata con un linguaggio formale chiaro e materie prime ricercate, crea un equilibrio tra funzionalità e simbolismo.
Attraverso scelte progettuali attente alla sostenibilità, alla qualità spaziale e alla relazione con il contesto urbano, Busch & Takasaki, insieme ai partner di progetto, dimostrano come anche un edificio di piccole dimensioni possa avere un impatto significativo sul paesaggio costruito.
In un'epoca in cui le città cercano nuove strategie per coniugare identità, funzionalità e sostenibilità, il pavillon rappresenta una risposta architettonica concreta e ispiratrice - un progetto che apre la strada a un approccio più umano, più riflessivo e più connesso alle esigenze contemporanee dell'ambiente urbano.




























