Bishoftu, il nuovo gateway africano prende forma nel Rift
Nel panorama delle grandi infrastrutture del XXI secolo, pochi progetti possono vantare l’ambizione dimensionale e strategica del nuovo Bishoftu International Airport, il mega hub aeroportuale che sorgerà circa 40 chilometri a sud di Addis Abeba. Progettato da Zaha Hadid Architects per Ethiopian Airlines Group, il complesso punta a ridefinire il ruolo dell’Etiopia nelle reti globali del trasporto aereo, trasformando il Paese in uno dei principali punti di connessione tra Africa, Medio Oriente e Asia. La posa della prima pietra è avvenuta nel gennaio 2026 e segna l’avvio di quello che viene già definito il più grande progetto aeroportuale mai intrapreso nel continente africano.

L’intervento nasce da una necessità concreta. L’attuale aeroporto internazionale di Bole, principale hub di Ethiopian Airlines, si avvicina infatti ai limiti della propria capacità operativa. Negli ultimi anni la compagnia ha registrato una crescita costante del traffico passeggeri e delle rotte internazionali, consolidando la propria posizione come principale vettore africano. Secondo le previsioni della International Air Transport Association, l’Africa orientale sarà una delle aree con la più rapida crescita del traffico aereo nei prossimi decenni, rendendo indispensabile la realizzazione di nuove infrastrutture su larga scala.
È in questo scenario che si inserisce Bishoftu International Airport. La prima fase del progetto prevede un terminal di circa 660.000 metri quadrati e due piste parallele indipendenti, con una capacità iniziale di 60 milioni di passeggeri all’anno.
Una volta completate tutte le fasi di sviluppo, l’aeroporto potrà gestire fino a 110 milioni di passeggeri annuali, disporrà di quattro piste operative e offrirà spazi per il parcheggio di 270 aeromobili. Numeri che lo collocheranno tra i maggiori hub aeroportuali del mondo e il più grande dell’Africa.
La conclusione della prima fase è prevista per il 2030, data indicata sia da Zaha Hadid Architects sia da Ethiopian Airlines come obiettivo operativo per l’apertura del nuovo scalo. Le successive espansioni porteranno gradualmente l’aeroporto alla capacità definitiva prevista dal masterplan.
Dal punto di vista architettonico, il progetto sviluppato da Zaha Hadid Architects si distingue per una forte attenzione alla fluidità dei percorsi e all’esperienza dei passeggeri in transito. Una caratteristica tutt’altro che marginale, considerando che fino all’80% degli utenti dello scalo sarà costituito da viaggiatori in connessione tra differenti destinazioni internazionali. Per questo motivo il terminal è stato concepito come un organismo unitario attraversato da una grande spina centrale che collega le diverse aree operative e riduce al minimo le distanze di trasferimento.


L’ispirazione formale deriva dal territorio etiope e in particolare dalla Great Rift Valley, il sistema geologico che attraversa l’Africa orientale e che passa nelle vicinanze del sito. La spina centrale del terminal richiama idealmente questa grande frattura naturale, trasformandola in principio organizzativo dell’intero edificio. Da essa si diramano i moli d’imbarco, progettati per garantire orientamento intuitivo e percorsi leggibili anche in una struttura di dimensioni eccezionali.
L’architettura lavora inoltre sulla costruzione di un’identità fortemente legata al contesto nazionale. Secondo il team guidato da Cristiano Ceccato de Sabata, direttore Aviation di Zaha Hadid Architects, ciascun molo presenterà materiali, colori e atmosfere differenti, ispirati alle diverse regioni dell’Etiopia. L’obiettivo è trasformare il terminal in una sorta di racconto spaziale del Paese, offrendo ai viaggiatori internazionali una prima esperienza della sua diversità geografica e culturale.
La tecnologia ambientale rappresenta un altro elemento chiave del progetto. Il terminal è stato sviluppato con l’obiettivo di ottenere la certificazione LEED Gold e integra una serie di strategie passive per la riduzione dei consumi energetici. Ampie schermature solari, ventilazione naturale, spazi semiaperti e aree esterne accessibili ai passeggeri consentono di sfruttare il clima relativamente mite della regione di Oromia. All’interno del masterplan trovano inoltre posto sistemi di raccolta delle acque meteoriche, bioswale, zone umide artificiali e impianti fotovoltaici destinati alla produzione di energia rinnovabile.
Particolarmente interessante è anche la scelta costruttiva. Una parte significativa dell’infrastruttura sarà realizzata attraverso componenti modulari prefabbricati, una soluzione che consente maggiore flessibilità e controllo dei costi durante le varie fasi di sviluppo. Zaha Hadid Architects sottolinea inoltre l’intenzione di privilegiare materiali prodotti localmente o derivanti da processi di riciclo, contribuendo così alla filiera economica del territorio.
L’intervento non riguarda soltanto l’aeroporto. Attorno al terminal sorgerà infatti una vera e propria Airport City, destinata a ospitare attività commerciali, servizi, strutture ricettive e nuove aree urbane. Il masterplan prevede inoltre un collegamento ferroviario ad alta velocità con Addis Abeba e con l’attuale aeroporto di Bole, integrando Bishoftu all’interno di una più ampia rete infrastrutturale regionale. Secondo le stime diffuse dai promotori, il progetto potrebbe contribuire alla creazione di decine di migliaia di posti di lavoro e sostenere una popolazione locale stimata intorno alle 80.000 persone.

Tra gli elementi destinati a caratterizzare l’esperienza dei passeggeri figurano un hotel da 350 camere, spazi commerciali, aree dedicate alla ristorazione, giardini interni e corti paesaggistiche pensate per offrire momenti di pausa durante le connessioni internazionali.
Con un investimento stimato in circa 12,5 miliardi di dollari e una realizzazione prevista per fasi successive, Bishoftu International Airport rappresenta una delle più ambiziose operazioni infrastrutturali attualmente in corso a livello globale. Più che un semplice aeroporto, il progetto firmato da Zaha Hadid Architects si propone come una dichiarazione strategica sul futuro dell’aviazione africana: un’infrastruttura concepita per sostenere la crescita di Ethiopian Airlines e consolidare il ruolo dell’Etiopia come crocevia internazionale tra continenti.








