Una nuova vetta per Monaco: il campus verticale di Snøhetta
La nuova torre progettata da Snøhetta per il campus di Rohde & Schwarz a Monaco si propone come un manifesto di come gli spazi della ricerca e dell’innovazione possano evolvere oltre il tradizionale modello del campus aziendale. Presentato nel 2026, il progetto segna una nuova fase di sviluppo per il quartier generale della storica azienda tedesca attiva nei settori delle telecomunicazioni, dell’elettronica e delle tecnologie di misura, introducendo un edificio che ambisce a diventare non soltanto un nuovo punto di riferimento architettonico per il distretto di Obersendling, ma anche un tassello significativo nella trasformazione urbana di Monaco di Baviera.

Negli ultimi anni le grandi aziende tecnologiche hanno progressivamente abbandonato l’idea di sedi isolate e autosufficienti per aprirsi a modelli più permeabili e integrati con il tessuto urbano. È all’interno di questa tendenza che si inserisce la proposta dello studio norvegese, chiamato a immaginare un intervento capace di coniugare densità edilizia, sostenibilità ambientale e qualità dello spazio pubblico. La nuova torre rappresenta infatti il fulcro di un più ampio programma di evoluzione del campus Rohde & Schwarz, sviluppato nel corso del tempo attraverso l’introduzione di edifici dedicati alla ricerca, allo sviluppo e alle attività amministrative.
L’obiettivo dichiarato non è quello di creare un semplice edificio per uffici, ma di concentrare le funzioni aziendali in una struttura efficiente dal punto di vista spaziale e ambientale, riducendo l’occupazione del suolo e liberando superfici da destinare a spazi aperti e infrastrutture verdi.
In una città che continua a confrontarsi con la crescente domanda di spazi per l’innovazione e con la necessità di limitare l’espansione urbana, la verticalizzazione diventa così uno strumento per aumentare la densità senza compromettere la qualità ambientale.
Secondo Snøhetta, la torre dovrà dialogare con gli edifici esistenti del campus e contribuire alla costruzione di un sistema unitario. Il progetto non è concepito come un oggetto iconico isolato, ma come parte di una composizione più articolata in cui percorsi pedonali, spazi condivisi e aree pubbliche svolgono un ruolo determinante. Questa impostazione rispecchia una delle caratteristiche più riconoscibili dell’approccio progettuale dello studio, che da anni lavora sul rapporto tra architettura, paesaggio e dimensione civica.

Uno degli aspetti più interessanti della proposta riguarda infatti l’integrazione della natura all’interno dell’edificio. La torre è stata concepita come una struttura in grado di ospitare una significativa presenza di vegetazione distribuita lungo le facciate e sulle coperture. Non si tratta di un semplice gesto estetico, ma di una strategia ambientale che punta a trasformare il verde in una vera infrastruttura ecologica. Terrazze piantumate e superfici vegetate sono pensate per contribuire al miglioramento del microclima locale, alla gestione delle acque meteoriche e all’incremento della biodiversità urbana, introducendo nuove relazioni tra ambiente costruito e sistema naturale.

La presenza del verde modifica anche la percezione stessa dell’edificio. Piuttosto che apparire come un volume monolitico e impermeabile, la torre si configura come una struttura porosa e articolata, capace di instaurare connessioni visive con il contesto circostante e di offrire agli utenti spazi esterni accessibili. In questa visione il paesaggio non rappresenta uno sfondo dell’architettura, ma una componente attiva del progetto, in grado di influenzarne il funzionamento e l’esperienza quotidiana.
L’attenzione alla sostenibilità si estende anche agli aspetti tecnologici e prestazionali dell’edificio. Le prime informazioni diffuse da Snøhetta e Rohde & Schwarz indicano la volontà di sviluppare il progetto secondo elevati standard ambientali, attraverso soluzioni finalizzate alla riduzione delle emissioni operative e all’ottimizzazione delle prestazioni energetiche. Il disegno dell’involucro edilizio, il controllo dell’irraggiamento solare e l’integrazione della vegetazione fanno parte di una strategia complessiva orientata a migliorare il comfort interno e a contenere il fabbisogno energetico.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla qualità degli ambienti di lavoro, tema sempre più centrale nella progettazione delle sedi aziendali contemporanee. Gli spazi interni sono concepiti per favorire collaborazione, flessibilità e benessere, superando il tradizionale modello dell’ufficio compartimentato. La presenza di aree comuni, terrazze accessibili e ampie connessioni visive con l’esterno contribuisce a costruire un ambiente capace di rispondere alle esigenze di una realtà fortemente orientata all’innovazione e alla ricerca. In questo contesto, la luce naturale assume un ruolo fondamentale: la configurazione dei piani e delle facciate è studiata per massimizzarne l’ingresso e garantire condizioni ambientali più confortevoli durante l’intera giornata lavorativa.
Affidare questo compito a Snøhetta appare una scelta coerente con il percorso dello studio, che negli ultimi decenni ha costruito la propria reputazione internazionale attraverso progetti capaci di integrare architettura, paesaggio e interesse collettivo. Nel nuovo campus Rohde & Schwarz questa filosofia trova una nuova applicazione, dando forma a un edificio che vuole essere contemporaneamente luogo di lavoro, infrastruttura ambientale e segnale urbano.
Se realizzato secondo le linee presentate, il nuovo campus verticale potrebbe diventare uno dei casi più interessanti nel panorama europeo dell’architettura per l’innovazione. Non soltanto un nuovo grattacielo aziendale, ma una riflessione concreta sul ruolo che gli edifici della conoscenza possono assumere nella costruzione di città più sostenibili, più aperte e maggiormente connesse con il proprio contesto urbano e ambientale.






