Dal Corno d’Oro al lusso: l’arsenale ottomano rinasce
Ci sono luoghi in cui la storia sembra sedimentarsi strato dopo strato, lasciando tracce che attraversano secoli di trasformazioni politiche, economiche e urbane. Il Tersane-i Âmire, l’antico arsenale imperiale ottomano affacciato sul Corno d’Oro, è uno di questi. Per oltre quattro secoli rappresentò il cuore della produzione navale dell’Impero Ottomano; oggi, dopo decenni di abbandono, una parte di questo immenso complesso industriale torna a vivere grazie a Beymen Tersane, il nuovo spazio commerciale progettato da OMA – Office for Metropolitan Architecture per il gruppo turco del lusso Beymen.
Il progetto, completato nel giugno 2026, costituisce il primo edificio realizzato da OMA in Turchia e si inserisce all’interno del più ampio programma di rigenerazione urbana di Tersane Istanbul, una delle più vaste operazioni di recupero del patrimonio industriale attualmente in corso nel Paese.


L’intervento interessa infatti una porzione significativa dell’antico arsenale ottomano e mira a restituire alla città un lungo tratto di waterfront storicamente sottratto all’uso pubblico, introducendo nuove funzioni culturali, ricettive, commerciali e ricreative.
La storia del sito è straordinaria. Fondato nel XV secolo e progressivamente ampliato nei secoli successivi, il Tersane-i Âmire fu il principale centro cantieristico dell’Impero Ottomano e uno dei più importanti complessi industriali del Mediterraneo. Situato lungo il Corno d’Oro, costituiva il motore produttivo della flotta imperiale e contribuì in modo decisivo alla potenza marittima di Istanbul. Dopo la dissoluzione dell’Impero e la progressiva perdita delle funzioni originarie, molte delle strutture vennero dismesse, entrando in una lunga fase di degrado e sottoutilizzo.
È proprio all’interno di questo contesto che si colloca il progetto firmato da OMA. Piuttosto che trasformare radicalmente gli edifici esistenti, lo studio guidato da Rem Koolhaas e dai partner Ellen van Loon e Iyad Alsaka ha scelto una strategia di intervento basata sul dialogo tra antico e nuovo. Il progetto occupa una serie di storici capannoni destinati un tempo alla costruzione navale e li converte in uno spazio commerciale di circa 12.000 metri quadrati dedicato ai marchi del lusso e alle attività culturali.
L’aspetto più interessante dell’intervento risiede proprio nel rapporto instaurato con la preesistenza. OMA evita di sovrascrivere l’identità industriale degli edifici e introduce invece una serie di volumi autonomi all’interno delle grandi navate esistenti. Questi elementi contemporanei funzionano come gallerie espositive e spazi commerciali, organizzando il programma senza compromettere la leggibilità delle strutture storiche.


Il visitatore continua così a percepire la monumentalità dell’antico arsenale, mentre le nuove architetture definiscono un sistema flessibile destinato alla vendita, agli eventi e alle installazioni artistiche.
La scelta di sviluppare il programma prevalentemente su un unico livello rappresenta un’altra caratteristica distintiva del progetto. Invece di adottare la tipica organizzazione verticale dei department store contemporanei, Beymen Tersane si configura come un paesaggio orizzontale composto da ambienti differenti per forma, materiali e atmosfera. Ogni galleria possiede una propria identità spaziale, generando un percorso che alterna ambienti più raccolti ad altri più aperti e monumentali.
L’architettura lavora quindi sulla sequenza e sulla scoperta piuttosto che sulla monumentalità del singolo gesto. Questo approccio richiama una delle linee di ricerca più consolidate di OMA: utilizzare il progetto come strumento per costruire nuove relazioni tra programmi differenti e trasformare l’esperienza dello spazio attraverso la sovrapposizione di funzioni. In questo caso il commercio dialoga con il patrimonio storico, mentre il retail si intreccia con installazioni artistiche e percorsi culturali.
Particolarmente significativa è anche la strategia adottata per gli interni. I nuovi volumi inseriti nei capannoni storici assumono geometrie differenti e utilizzano materiali diversi per costruire ambienti riconoscibili, ma mai invasivi. L’intervento contemporaneo non compete con la struttura esistente; al contrario, ne valorizza la scala e la matericità attraverso un sistema di contrasti controllati. Le superfici industriali, le travi storiche e le grandi campate metalliche continuano a costituire il vero sfondo dell’esperienza architettonica.
Anche il tema della luce riveste un ruolo fondamentale. Le ampie dimensioni degli edifici originari e la presenza delle strutture storiche vengono enfatizzate attraverso un progetto illuminotecnico sviluppato per evidenziare sia le nuove architetture sia gli elementi ereditati dal passato. Il risultato è uno spazio in cui la memoria industriale rimane costantemente percepibile nonostante il radicale cambio di destinazione d’uso.

La conclusione dell’intervento è stata ufficializzata da OMA nel giugno 2026, quando lo studio ha annunciato il completamento di Beymen Tersane all’interno dell’ex arsenale imperiale. Il progetto risulta quindi completato e operativo nel corso del 2026, diventando uno dei principali interventi inaugurati nell’ambito della trasformazione del distretto storico.









