- INFO POINT
- Di Nunzio Manfredi
- Stato: Edificio concluso
Tra gli alberi della conoscenza
Edilizia Scolastica- Un piccolo villaggio nel bosco del campus
- Il legno come struttura, atmosfera e linguaggio
- La pelle in acciaio che protegge senza separare
- Spazi che educano attraverso libertà e relazione
- Tecnologia, sostenibilità e dati di progetto
- L'architettura come primo strumento educativo
- Un modello europeo per le scuole del futuro
Nel cuore del campus della Technische Universität München, dove la ricerca scientifica incontra ogni giorno l'innovazione tecnologica, esiste un edificio che racconta una storia La Kinderoase, il nuovo asilo nido e scuola dell'infanzia progettato da Kéré Architecture insieme a HK Architekten e Hermann Kaufmann + Partner ZT sorge a Monaco nel campus della Technische Universität München. La struttura è stata completata nel 2024 dimostra come l'architettura possa contribuire concretamente alla formazione delle nuove generazioni.
L'edificio nasce per accogliere i figli di studenti, ricercatori e dipendenti dell'università, ma il suo valore supera ampiamente la funzione educativa. È un manifesto costruito sull'idea che gli spazi possano diventare strumenti pedagogici, capaci di insegnare attraverso la luce, i materiali, il rapporto con il paesaggio e la percezione del tempo.
In un momento in cui la sostenibilità rischia spesso di ridursi a un insieme di certificazioni o di slogan, Kinderoase sceglie una strada diversa: dimostrare che un edificio sostenibile è prima di tutto un luogo in cui vivere meglio. Il progetto mette al centro il benessere dei bambini, interpretando ogni scelta costruttiva come parte di un ecosistema complesso fatto di comfort, sicurezza, durabilità e qualità ambientale.
Non è un caso che a guidare il progetto sia stato Francis Kéré, architetto premio Pritzker 2022, da anni impegnato nella ricerca di un'architettura capace di costruire comunità prima ancora che edifici. A Monaco questa filosofia trova una declinazione europea, dove le competenze maturate nell'uso del legno strutturale e nelle tecnologie costruttive contemporanee si fondono con una profonda sensibilità verso il paesaggio e l'infanzia.
Un piccolo villaggio nel bosco del campus
L'inserimento urbano rappresenta uno degli aspetti più interessanti del progetto. La Kinderoase occupa un'area verde all'interno del campus universitario, caratterizzata dalla presenza di alberature mature che i progettisti hanno scelto di preservare integralmente. Piuttosto che imporre una geometria rigida, l'edificio sembra adattarsi alla vegetazione esistente, assumendo una configurazione articolata che ricorda un piccolo villaggio immerso nel bosco.
Il volume si sviluppa su due livelli con una composizione dinamica, evitando l'immagine tradizionale dell'edificio scolastico compatto. Le diverse ali seguono l'andamento del lotto e definiscono una successione di spazi aperti protetti, cortili, aree gioco e percorsi che consentono ai bambini di vivere continuamente il rapporto tra interno ed esterno.
Questa scelta non risponde soltanto a esigenze paesaggistiche. Numerosi studi nel campo della pedagogia ambientale dimostrano come la presenza costante della natura favorisca concentrazione, sviluppo cognitivo e benessere psicofisico nei bambini. Il progetto traduce tali principi in architettura, offrendo spazi che cambiano con le stagioni, con la luce e con il clima.
Un linguaggio architettonico familiare
L'edificio evita quindi qualsiasi monumentalità. Le coperture sfalsate, le grandi superfici vetrate e la scansione delle facciate costruiscono un linguaggio domestico, facilmente riconoscibile dai più piccoli. L'asilo non appare come un'istituzione, ma come un luogo familiare, accogliente e rassicurante, capace di instaurare immediatamente un senso di appartenenza.
La relazione con il campus universitario produce inoltre un interessante dialogo tra generazioni: mentre gli adulti sviluppano ricerca e innovazione, a pochi metri di distanza i bambini sperimentano quotidianamente uno spazio progettato per alimentare curiosità e autonomia, quasi a suggerire che il processo educativo inizi molto prima dell'università.
Il legno come struttura, atmosfera e linguaggio
La scelta del legno costituisce il cuore tecnologico e culturale dell'intervento. Fin dalle prime fasi progettuali il team ha individuato nella costruzione lignea la soluzione più coerente con gli obiettivi ambientali, prestazionali e pedagogici dell'opera.
La struttura portante è realizzata prevalentemente in elementi prefabbricati di legno ingegnerizzato, una soluzione che ha consentito di ridurre sensibilmente i tempi di costruzione, limitare le lavorazioni in cantiere e diminuire l'impatto ambientale complessivo dell'intervento. L'impiego di sistemi prefabbricati ha inoltre garantito un elevato livello di precisione costruttiva, fondamentale per edifici destinati all'infanzia, dove comfort e qualità degli spazi risultano determinanti.
All'interno il legno rimane volutamente visibile. Pareti, soffitti e numerosi elementi d'arredo contribuiscono a costruire un ambiente caldo, naturale e facilmente percepibile dai bambini. Le superfici lignee favoriscono un comfort visivo molto diverso rispetto ai materiali tradizionali, attenuando la sensazione di artificialità tipica di molte strutture scolastiche contemporanee.
Per gli ambienti interni sono stati utilizzati prevalentemente abete e frassino, essenze capaci di coniugare durabilità, qualità estetica e ottime prestazioni meccaniche. Il legno svolge anche un'importante funzione acustica, contribuendo a ridurre il riverbero negli spazi collettivi, un aspetto essenziale nei luoghi frequentati quotidianamente da bambini piccoli.
Dal punto di vista climatico il materiale offre ulteriori vantaggi. La sua capacità di regolare naturalmente l'umidità contribuisce a mantenere condizioni interne più stabili durante l'anno, migliorando il comfort percepito senza ricorrere esclusivamente agli impianti tecnologici.
La struttura diventa così parte integrante dell'esperienza educativa: i bambini crescono circondati da materiali autentici, riconoscibili al tatto, all'olfatto e alla vista, imparando inconsapevolmente che costruire in modo sostenibile significa anche instaurare un rapporto più diretto con la materia e con l'ambiente.
La pelle in acciaio che protegge senza separare
Uno degli elementi più riconoscibili della Kinderoase è la facciata, che interpreta in maniera originale il tema della protezione. L'edificio è infatti avvolto da una seconda pelle composta da lamelle verticali in acciaio Corten, un materiale scelto non solo per le sue qualità estetiche, ma anche per le prestazioni in termini di durabilità e manutenzione.
L'acciaio autopatinabile sviluppa nel tempo il caratteristico strato superficiale di ossidazione che protegge il metallo dalla corrosione, eliminando la necessità di verniciature periodiche. Una scelta coerente con la filosofia del progetto, orientata a ridurre il ciclo di manutenzione e ad aumentare la vita utile dell'edificio.
La trama delle lamelle svolge molteplici funzioni. Innanzitutto filtra la radiazione solare, contribuendo a limitare il surriscaldamento estivo degli ambienti interni senza compromettere l'apporto di luce naturale. Allo stesso tempo garantisce un adeguato livello di privacy verso il campus, mantenendo tuttavia un costante dialogo visivo con il paesaggio circostante.
Il disegno della facciata produce inoltre un continuo gioco di luci e ombre che cambia durante la giornata. Per i bambini il trascorrere delle ore diventa così un fenomeno percepibile anche attraverso l'architettura, trasformando la luce naturale in uno strumento educativo capace di scandire il tempo e di rafforzare la relazione con i cicli della natura.
Il contrasto cromatico tra il calore del legno e le tonalità brunite del Corten conferisce all'edificio una forte identità senza ricorrere a colori accesi o forme iconiche. È una bellezza discreta, affidata alla sincerità dei materiali e alla loro evoluzione nel tempo. Anche questo aspetto riflette il pensiero progettuale di Francis Kéré, da sempre orientato verso architetture che acquistano carattere con l'uso e con gli anni, piuttosto che attraverso effetti scenografici immediati.
Spazi che educano attraverso libertà e relazione
L'organizzazione interna della Kinderoase nasce da un principio semplice: favorire autonomia, socializzazione e scoperta. Gli ambienti non sono concepiti come una sequenza di aule chiuse, ma come un sistema continuo di spazi che incoraggiano il movimento e l'interazione.
Le sezioni dedicate ai diversi gruppi di età sono distribuite sui due livelli dell'edificio e dispongono di aree per il gioco, il riposo, le attività creative e il pranzo. Ciascun ambiente beneficia di un intenso rapporto con l'esterno grazie alle ampie superfici vetrate e agli accessi diretti verso terrazze, giardini e aree gioco.
La luce naturale rappresenta uno dei principali materiali del progetto. Le aperture sono calibrate per garantire un'illuminazione uniforme, evitando fenomeni di abbagliamento e assicurando un costante contatto visivo con la vegetazione circostante. Numerose ricerche dimostrano come la qualità della luce influenzi positivamente concentrazione, ritmo circadiano e benessere psicofisico, soprattutto nei primi anni di vita.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla qualità acustica. I materiali lignei a vista, i rivestimenti fonoassorbenti e la configurazione degli spazi contribuiscono a limitare il riverbero e il rumore di fondo, condizioni fondamentali in una struttura che ospita quotidianamente decine di bambini.
Il valore degli spazi comuni
Gli spazi comuni assumono un ruolo centrale nella vita dell'edificio. Corridoi, aree di incontro e luoghi di distribuzione non sono semplici ambienti di passaggio, ma diventano estensioni delle attività educative, favorendo incontri spontanei tra bambini, educatori e famiglie. L'architettura costruisce così occasioni di relazione, trasformando ogni percorso in un'esperienza.
Tecnologia, sostenibilità e dati di progetto
Dietro l'apparente semplicità della Kinderoase si cela un notevole livello di integrazione progettuale. Il progetto è stato sviluppato da Kéré Architecture in collaborazione con HK Architekten e Hermann Kaufmann + Partner ZT, studio austriaco riconosciuto a livello internazionale per la ricerca sulle costruzioni in legno.
La superficie lorda dell'intervento è di circa 2.300 metri quadrati, organizzati su due piani. La struttura portante è realizzata prevalentemente in legno ingegnerizzato prefabbricato, mentre il sistema di involucro combina elementi lignei, grandi superfici vetrate e schermature esterne in acciaio Corten.
L'approccio sostenibile non si limita alla scelta dei materiali. La prefabbricazione ha consentito una significativa riduzione dei tempi di cantiere e delle emissioni associate alla costruzione, mentre il largo impiego del legno permette di immagazzinare carbonio all'interno della struttura per tutta la vita utile dell'edificio.
Le strategie bioclimatiche comprendono la schermatura solare passiva, l'ottimizzazione dell'illuminazione naturale, un involucro altamente performante e sistemi impiantistici progettati per ridurre i consumi energetici. La ventilazione naturale viene favorita dalla configurazione delle aperture e dall'organizzazione distributiva, contribuendo al comfort interno durante buona parte dell'anno.
Il progetto testimonia come la sostenibilità possa essere affrontata in maniera sistemica, integrando architettura, ingegneria, paesaggio e pedagogia in un unico processo progettuale.
L'architettura come primo strumento educativo
Esiste un aspetto della Kinderoase che va oltre la qualità del progetto e persino oltre il tema della sostenibilità: la convinzione che lo spazio costruito possa diventare un protagonista silenzioso del processo educativo. È una visione che attraversa tutta l'opera di Francis Kéré e che, nel campus della Technische Universität München, trova una declinazione particolarmente matura.
Ogni scelta progettuale sembra rispondere a una domanda fondamentale: che cosa può imparare un bambino dall'edificio che abita ogni giorno? La risposta non si trova in elementi didattici espliciti, ma nell'esperienza quotidiana dello spazio. Attraversare ambienti inondati di luce naturale, toccare superfici in legno, osservare le stagioni cambiare dalle grandi vetrate, percepire il mutare delle ombre sulla facciata significa sviluppare una familiarità spontanea con i fenomeni naturali e con i materiali che li rendono possibili.
L'architettura diventa così un linguaggio prima ancora che un contenitore. I bambini imparano a orientarsi in uno spazio leggibile, privo di gerarchie oppressive, dove la dimensione domestica prevale su quella istituzionale. Gli educatori possono utilizzare gli ambienti con grande flessibilità, adattandoli alle diverse attività senza che la configurazione dell'edificio imponga modalità rigide di utilizzo.
Questa capacità di lasciare spazio all'appropriazione è uno degli aspetti più contemporanei del progetto. In un'epoca in cui molti edifici scolastici sono concepiti come sistemi altamente specializzati, la Kinderoase preferisce offrire ambienti aperti all'interpretazione, destinati a trasformarsi insieme alle esigenze educative e alle persone che li abitano.
Anche la scelta di preservare gli alberi esistenti assume un valore simbolico. L'edificio non sostituisce il paesaggio, ma si inserisce al suo interno con discrezione, riconoscendo che il contatto con la natura costituisce una parte essenziale della crescita. L'architettura non domina il luogo: lo rende più accessibile, più leggibile e più ricco di possibilità.
Un modello europeo per le scuole del futuro
La Kinderoase rappresenta molto più di un nuovo edificio per l'infanzia. È il risultato di una collaborazione tra competenze architettoniche, ingegneristiche e pedagogiche che dimostra come la qualità dello spazio possa incidere concretamente sul benessere delle persone e sulla sostenibilità delle città.
Il progetto evita ogni spettacolarizzazione. Non cerca l'effetto iconico né l'eccezionalità formale. La sua forza risiede piuttosto nella coerenza con cui ogni elemento – dalla struttura lignea alla facciata in Corten, dall'organizzazione distributiva alla relazione con il verde – contribuisce a costruire un ambiente equilibrato, durevole e capace di adattarsi nel tempo.
È un approccio che si inserisce nel dibattito europeo sull'architettura scolastica, sempre più orientato verso edifici a basse emissioni, costruzioni in legno, riduzione dell'impronta di carbonio e centralità del benessere psicofisico degli utenti. In questo senso la Kinderoase non rappresenta un episodio isolato, ma una sintesi particolarmente riuscita delle migliori pratiche oggi disponibili.
L'opera conferma inoltre la straordinaria capacità di Francis Kéré di interpretare contesti profondamente diversi senza rinunciare ai principi che caratterizzano il suo lavoro: uso responsabile delle risorse, valorizzazione dei materiali, attenzione alla comunità e ricerca di un'architettura capace di generare relazioni.
Per chi osserva il progetto dall'esterno, la prima impressione è quella di un edificio elegante e perfettamente inserito nel paesaggio. Per chi lo vive ogni giorno, invece, la vera qualità emerge nella normalità delle esperienze quotidiane: la luce che accompagna il gioco, il calore del legno, il silenzio degli ambienti, la presenza costante degli alberi. Sono dettagli che raramente finiscono sulle copertine delle riviste, ma che determinano la qualità della vita di chi abita questi spazi.
In fondo è proprio questa la lezione più importante della Kinderoase: l'architettura migliore non è quella che chiede di essere ammirata, ma quella che rende migliori le giornate delle persone. E quando i destinatari sono i bambini, costruire bene significa anche contribuire, con discrezione ma in modo duraturo, alla formazione della società di domani.






















