Industria che diventa architettura
Il nuovo Leganés Auto Center, nell’area metropolitana di Madrid, progettato da Joaquín Millán Villamuelas e dallo studio OOIIO Arquitectura introduce una lettura radicalmente diversa dell’architettura industriale contemporanea. Più che un semplice edificio per la vendita e la manutenzione automobilistica, il progetto si configura come una macchina urbana complessa, dove funzione, immagine e sostenibilità si intrecciano in un unico organismo costruito.
Il progetto nasce dalla trasformazione di un edificio industriale esistente, una ex fabbrica dismessa, che viene riutilizzata invece di essere demolita. Questa scelta diventa il primo gesto progettuale significativo: non cancellare, ma riscrivere. L’architettura si innesta quindi su una struttura preesistente, adattandola a un programma estremamente articolato che comprende showroom, officine, aree di stoccaggio per veicoli, uffici e grandi flussi di circolazione interna.


Il sistema funzionale è organizzato in modo chiaro e stratificato. Il piano terra ospita le aree pubbliche e operative, con showroom e officine, mentre i livelli superiori sono dedicati allo stoccaggio delle automobili. La logica distributiva è governata da grandi rampe laterali che attraversano l’edificio e rendono possibile il continuo movimento dei veicoli, elemento centrale dell’identità del progetto.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la strategia energetica. Il progetto riduce il consumo concentrando le esigenze di climatizzazione solo nelle aree realmente occupate da persone, mentre i piani destinati ai veicoli restano naturalmente ventilati e non condizionati. A questo si aggiunge un sistema di coperture con pergole fotovoltaiche in grado di produrre energia per l’edificio e contribuire al contesto circostante.
La dimensione ambientale non è separata dalla forma architettonica, ma ne diventa parte costitutiva. Il progetto integra inoltre strategie di raccolta dell’acqua piovana, utilizzata per il lavaggio dei veicoli, e sistemi di ventilazione naturale incrociata che migliorano le prestazioni passive dell’involucro.
L’elemento più riconoscibile del Leganés Auto Center è però la sua facciata, concepita come un dispositivo dinamico. Una sequenza di lamelle metalliche bianche, disposte in modo variabile e montate su una sottostruttura colorata, avvolge l’intero volume e ne ridefinisce la percezione urbana. Questa pelle non è solo estetica: regola l’irraggiamento solare, filtra la luce e contribuisce al raffrescamento passivo dell’edificio.


La facciata integra anche elementi tecnici come ventilazioni, camini e impianti, trasformandoli da componenti nascosti a parte esplicita del linguaggio architettonico. Il risultato è un edificio che non nasconde la propria natura industriale, ma la rende leggibile e quasi iconica all’interno del paesaggio uniforme del poligono industriale.
Questa scelta linguistica si lega direttamente alla filosofia di OOIIO Arquitectura, che interpreta l’architettura come strumento capace di generare emozione anche in contesti apparentemente marginali. L’auto center diventa così un dispositivo di identità urbana, capace di trasformare un programma funzionale in un’architettura riconoscibile, dove la dimensione tecnica e quella espressiva non sono in opposizione ma in continuo dialogo.








