La casa che si divide
Su un lotto d’angolo nel quartiere residenziale BSD di South Tangerang, in Indonesia, la Split Mass Residence trasforma una condizione potenzialmente problematica — l’esposizione simultanea verso due strade — nel principio ordinatore dell’intero progetto.
Completata nel 2026 da K-Thengono Design Studio, la casa sviluppa 712 m² e nasce da una strategia di scomposizione volumetrica che evita la tradizionale contrapposizione tra facciata pubblica e retro privato. Il margine viene invece ispessito attraverso volumi, corti, schermature e percorsi, costruendo una sequenza di spazi intermedi capace di mettere in relazione luce, ventilazione e riservatezza domestica.


Al piano terreno un corpo a L segue i due fronti del lotto e contiene gli ambienti più collettivi della casa. La disposizione protegge una zona aperta più raccolta sul retro, che diventa il principale riferimento visivo degli interni. Sopra questa base si appoggia un volume più ampio destinato agli spazi privati: non un semplice secondo piano, ma una massa che viene tagliata, abbassata e sollevata per trasformare la circolazione in parte dell’esperienza architettonica. Sul fronte l’edificio scende fino a creare un collegamento verticale con il livello inferiore; verso il giardino, invece, si apre verso il cielo e prolunga il percorso domestico all’esterno.
È proprio il movimento a definire la casa. Al secondo livello il percorso distributivo assume la forma inconsueta di un piccolo cinema interno e conduce alla piscina sul tetto; da qui un’ulteriore risalita raggiunge uno spazio aperto per lo yoga, mentre una copertura completamente piantumata conclude la sequenza.
Gli spostamenti non avvengono quindi tra stanze isolate, ma all’interno di una serie di anelli che attraversano quote, terrazze e paesaggio. La sezione diventa così più importante della facciata: la residenza si lascia comprendere percorrendola, attraverso continue variazioni del rapporto tra interno ed esterno.
Questa complessità distributiva svolge anche un ruolo ambientale. Le zone di passaggio che avvolgono l’edificio sono protette da pannelli mobili intrecciati in rattan di PET riciclato. Le schermature lasciano attraversare l’aria, filtrano la luce e possono essere regolate durante la giornata, modulando contemporaneamente privacy e luminosità.


L’organizzazione aperta delle percorrenze favorisce inoltre la ventilazione trasversale e permette alla luce naturale di penetrare in profondità. In un clima tropicale caldo e umido, la pelle dell’edificio non viene quindi pensata come barriera ermetica, ma come un sistema poroso e modificabile.
Anche la materia partecipa alla costruzione di questa ambiguità tra protezione e apertura. Il basamento utilizza calcestruzzo con una texture che richiama il bambù, introducendo sulla superficie minerale la memoria tattile di un materiale vegetale.
Agli spigoli netti si sostituiscono inoltre angoli arrotondati che rispondono alla geometria del lotto e accompagnano il movimento attorno ai volumi. Il risultato non cerca la leggerezza attraverso la smaterializzazione: alterna piuttosto masse compatte, superfici ruvide, vegetazione e diaframmi permeabili, affidando alle differenze tra questi elementi la profondità dell’involucro.
La Split Mass Residence appartiene così a una ricerca residenziale nella quale la casa tropicale non coincide più semplicemente con grandi aperture verso il giardino. Per K-Thengono Design Studio l’apertura viene dosata, deviata e talvolta negata; il paesaggio entra per frammenti e la privacy nasce dalla sovrapposizione dei percorsi più che dalla chiusura delle pareti. Persino il tetto smette di essere una superficie conclusiva e diventa piscina, giardino e luogo da abitare.
La scomposizione evocata dal nome del progetto non produce dunque frammentazione. Al contrario, permette a programmi differenti, clima e vita quotidiana di sovrapporsi senza coincidere. La casa si divide per poter mettere in relazione: strada e giardino, esposizione e intimità, massa e aria, architettura e movimento.













