- INFO POINT
- Di Nunzio Manfredi
- Stato: Edificio concluso
Terra e legno: architettura naturale per crescere insieme
Edilizia ScolasticaNel paesaggio aperto del Parc des Loges, a est di Parigi, il nuovo centro per l’infanzia e lo sport progettato da HEMAA Architectes si presenta come un’architettura che sembra emergere direttamente dal terreno. Non si tratta di una metafora: il progetto fa della materia stessa del sito il proprio fondamento, costruendo un sistema edilizio che integra terra, legno e paesaggio in un unico organismo coerente.
Il complesso accoglie scuola primaria, asilo nido, spazi per l’infanzia e strutture sportive, riuniti in un unico dispositivo architettonico capace di favorire l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta dello spazio e della natura.
L’intervento si inserisce in un contesto urbano segnato dall’eredità delle “villes nouvelles” francesi, spesso caratterizzate da un uso massiccio del calcestruzzo. In questo scenario, HEMAA sceglie consapevolmente una direzione opposta: un’architettura materica, porosa, capace di ristabilire un legame tra costruito e ambiente naturale.
Più che un edificio, il progetto si configura come un ecosistema educativo e urbano, dove materiali, forma e uso convergono per costruire uno spazio inclusivo, sostenibile e profondamente radicato nel territorio.
Un impianto che segue la topografia e il paesaggio
Il disegno planimetrico del centro non impone una geometria astratta, ma si sviluppa seguendo la morfologia naturale del terreno. I volumi si distribuiscono lungo il sito adattandosi alla pendenza esistente, evitando movimenti di terra invasivi e costruendo una relazione diretta con il paesaggio.
Questa scelta genera una sequenza di padiglioni a un piano, disposti in modo irregolare lungo i margini nord ed est del lotto, lasciando al centro uno spazio aperto che funge da cuore del complesso.
Il cortile centrale, concepito come una radura, diventa il fulcro delle attività educative e ricreative. Qui la vegetazione — querce, frassini, aceri e olmi — contribuisce a definire un ambiente immersivo che favorisce l’apprendimento attraverso il gioco e il contatto diretto con la natura.
Il progetto si ispira esplicitamente ai principi del “forest kindergarten”, dove il movimento, la scoperta sensoriale e l’interazione con l’ambiente naturale diventano strumenti fondamentali del processo educativo.
Questa integrazione tra architettura e paesaggio non è solo formale, ma strutturale: percorsi, viste e spazi aperti costruiscono un sistema continuo tra interno ed esterno, trasformando il complesso in un dispositivo pedagogico diffuso.
Terra cruda portante: tecnologia e memoria costruttiva
l cuore tecnologico del progetto risiede nell’uso della murature realizzate in terra cruda, adottata come materiale principale per le facciate e per le strutture verticali.
Le pareti, spesse circa 50 cm, sono realizzate mediante compattazione di strati successivi di terra, lasciando visibili le stratificazioni e le variazioni cromatiche che raccontano il processo costruttivo.
Dal punto di vista strutturale, lo spessore minimo necessario sarebbe inferiore, ma viene aumentato per garantire durabilità e resistenza all’erosione nel tempo.
Un aspetto rilevante è il riuso dei materiali: parte della terra utilizzata proviene dagli scavi della rete metropolitana del Grand Paris, trasformando un sottoprodotto infrastrutturale in risorsa edilizia.
Le pareti sono integrate con inserti di calce per migliorarne la resistenza e con isolamenti in lana di canapa, mantenendo la traspirabilità dell’involucro e garantendo prestazioni termo-igrometriche equilibrate.
In un contesto dominato per decenni dal calcestruzzo, la scelta della terra cruda assume anche un valore culturale: recupera una tradizione costruttiva antica reinterpretandola in chiave contemporanea.
Struttura in legno e sistemi costruttivi integrati
Accanto alla terra, il secondo materiale chiave del progetto è il legno, utilizzato per la struttura delle coperture e per gli elementi portanti orizzontali.
Le travi lignee, inserite in appositi alloggiamenti nelle murature in terra, sono irrigidite con controventature per limitare le sollecitazioni torsionali e garantire stabilità al sistema.
Le coperture presentano un profilo concavo che si solleva verso gli alberi circostanti, contribuendo a integrare visivamente l’edificio nel paesaggio e a migliorare la captazione della luce naturale.
Dal punto di vista costruttivo, il progetto combina tecniche tradizionali e innovazioni contemporanee: fondazioni e parcheggi interrati sono realizzati in calcestruzzo a basse emissioni, con ridotto contenuto di cemento grazie all’uso di loppa d’altoforno.
Questa ibridazione consente di coniugare durabilità e sostenibilità, utilizzando il calcestruzzo solo dove necessario e affidando agli elementi naturali il ruolo principale nella costruzione dell’architettura.
Spazi interni e qualità ambientale
All’interno, il progetto privilegia ambienti luminosi, caldi e accoglienti. Il legno a vista, le superfici materiche della terra e l’illuminazione naturale contribuiscono a creare una percezione di comfort e sicurezza.
Grandi superfici vetrate e lucernari garantiscono un’illuminazione diffusa, mentre le aperture verso il cortile centrale rafforzano la continuità visiva con l’esterno.
Gli spazi sono organizzati per favorire la flessibilità d’uso: aule, aree gioco e ambienti collettivi possono adattarsi a diverse attività, rispondendo alle esigenze di un’utenza eterogenea.
Strategie Passive per il Comfort Interno
Il progetto considera anche il benessere acustico e termico: la massa delle pareti in terra contribuisce alla regolazione delle temperature interne, mentre i materiali naturali migliorano la qualità dell’aria e il comfort sensoriale.
Sostenibilità, energia e ciclo dei materiali
Il centro rappresenta un esempio avanzato di architettura a basso impatto ambientale, basata su strategie passive e sull’uso di materiali naturali.
Le coperture verdi migliorano l’isolamento termico e favoriscono la gestione delle acque meteoriche, mentre le sporgenze e i sistemi di schermatura regolano l’irraggiamento solare.
La ventilazione naturale è integrata nella progettazione dell’involucro, permettendo il raffrescamento estivo senza ricorrere a sistemi meccanici energivori.
L’intero ciclo dei materiali è pensato in ottica circolare: dalla terra riutilizzata agli isolanti naturali, fino alla riduzione delle emissioni grazie all’impiego di calcestruzzi a basso contenuto di carbonio.
Il risultato è un edificio che non solo riduce il proprio impatto ambientale, ma diventa esso stesso strumento educativo, dimostrando concretamente i principi della sostenibilità.
Un’infrastruttura educativa e sociale per il quartiere
Oltre alla funzione educativa, il centro svolge un ruolo fondamentale come infrastruttura urbana e sociale. L’integrazione con il vicino complesso sportivo e la presenza di tribune in terra per circa 300 spettatori rafforzano il carattere pubblico dell’intervento.
Gli spazi sono pensati per essere condivisi da diverse fasce d’età, promuovendo un uso intergenerazionale e favorendo la coesione sociale del quartiere.
In un contesto urbano spesso frammentato, il progetto introduce un modello di architettura inclusiva, capace di generare relazioni e opportunità di incontro.
Il centro per l’infanzia e lo sport di Évry-Courcouronnes rappresenta una sintesi efficace tra innovazione e tradizione. Attraverso l’uso della terra cruda e del legno, HEMAA propone un’alternativa concreta ai modelli costruttivi dominanti, dimostrando come sia possibile costruire in modo sostenibile senza rinunciare alla qualità architettonica.
L’edificio diventa così un manifesto: un’architettura che non si limita a occupare uno spazio, ma lo interpreta, lo valorizza e lo restituisce alla comunità in una forma nuova, più equilibrata e consapevole.
















