- INFO POINT
- Di Ernesto Logatto
- Stato: Progetto
Geometrie di luce e terra: architettura nel paesaggio
Edilizia ResidenzialeNell’asprezza luminosa delle Cicladi, l’architettura contemporanea è chiamata a confrontarsi con un equilibrio delicato: intervenire senza imporsi. Sull’isola di Kythnos, un recente progetto residenziale interpreta questa sfida attraverso un linguaggio fatto di volumi bassi, superfici materiche e integrazione topografica.
L’intervento, a firma dello studio greco The Hive Architects si sviluppa lungo un pendio roccioso affacciato sul mare, articolando una serie di unità abitative che non emergono come oggetti isolati, ma si innestano nel terreno seguendone le curve. Il risultato è una composizione che sfuma i confini tra naturale e artificiale, trasformando l’architettura in una prosecuzione del paesaggio.
L’approccio progettuale si basa su un principio chiaro: ridurre l’impatto visivo e ambientale attraverso l’uso di materiali locali, coperture verdi e soluzioni bioclimatiche. In questo modo, il progetto non solo si integra nel contesto, ma ne amplifica le qualità percettive, restituendo un’esperienza abitativa profondamente legata al luogo.
Inserimento topografico e logica insediativa del progetto
Il complesso si sviluppa parallelamente alle curve di livello del terreno, sfruttando la pendenza naturale per garantire a ogni unità una vista libera sul mare. Questa disposizione consente di evitare sovrapposizioni visive e di mantenere una scala orizzontale coerente con la tradizione cicladica.
Le abitazioni sono in gran parte semi-interrate: una scelta che riduce l’impatto volumetrico e migliora le prestazioni termiche, sfruttando l’inerzia del suolo. Le coperture, accessibili e piantumate, funzionano come estensione del terreno naturale, creando una continuità visiva che rende quasi indistinguibile il limite tra architettura e paesaggio.
Un sistema di percorsi pedonali e scale attraversa l’intero lotto, collegando le diverse unità e trasformando i tetti in una sequenza di “piattaforme verdi”. Questi spazi non sono semplici coperture tecniche, ma veri e propri luoghi abitabili, che ampliano l’esperienza dello spazio esterno.
L’impianto generale riflette una strategia di minima invasività: l’architettura si adatta al sito anziché modificarlo, costruendo un dialogo continuo tra costruito e natura.
Materiali locali e cemento pigmentato: una materia calibrata
La palette materica del progetto è costruita su un equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Il cemento, utilizzato come materiale principale, è trattato con pigmentazioni calde che richiamano le tonalità della terra e della ceramica locale, evitando contrasti cromatici con il paesaggio.
Accanto al cemento, la pietra naturale estratta dal sito svolge un ruolo fondamentale: utilizzata per muri di contenimento e rivestimenti, contribuisce a radicare l’architettura nel contesto geologico dell’isola.
Questa combinazione materica genera superfici tattili e stratificate, dove la precisione del getto in calcestruzzo si confronta con l’irregolarità della pietra. Il risultato è un linguaggio architettonico che evita la neutralità, privilegiando una forte identità materica.
All’interno, materiali come cotto e legno introducono una dimensione domestica e sensoriale, creando continuità tra spazi interni ed esterni.
La scelta dei materiali non è solo estetica, ma anche prestazionale: l’uso di risorse locali riduce l’impatto ambientale legato al trasporto e contribuisce alla sostenibilità complessiva del progetto.
Coperture verdi e strategie bioclimatiche integrate
Uno degli elementi più distintivi del progetto è rappresentato dalle coperture verdi, che svolgono una funzione sia paesaggistica sia ambientale. Le superfici vegetate contribuiscono a migliorare l’isolamento termico degli edifici e a ridurre l’effetto isola di calore.
Dal punto di vista tecnico, i tetti verdi sono composti da diversi strati funzionali: membrane impermeabili, sistemi di drenaggio, substrati vegetali e specie autoctone, in grado di adattarsi al clima mediterraneo.
Queste coperture non solo migliorano le prestazioni energetiche, ma favoriscono la biodiversità locale, creando micro-ecosistemi che si integrano con la vegetazione circostante.
Il progetto adotta inoltre strategie passive per il controllo climatico: ventilazione naturale attraverso corti interne, schermature solari e orientamento ottimizzato degli edifici. Questi dispositivi riducono il fabbisogno energetico e migliorano il comfort abitativo senza ricorrere a sistemi meccanici invasivi.
L’insieme di queste soluzioni definisce un approccio bioclimatico coerente, che interpreta le condizioni ambientali come risorsa progettuale.
Spazi abitativi: continuità tra interno ed esterno
Gli spazi interni sono concepiti come estensione del paesaggio, con una forte continuità tra ambienti chiusi e aperti. Grandi aperture e corti private permettono alla luce naturale di penetrare in profondità, creando atmosfere luminose e variabili nel corso della giornata.
Ogni unità abitativa è organizzata attorno a uno spazio esterno privato — giardino o patio — che funge da elemento di mediazione tra interno ed esterno. Questi spazi, talvolta attrezzati con piscine o aree verdi, rafforzano il rapporto con il paesaggio e offrono condizioni di ventilazione naturale.
Le superfici interne alternano intonaci chiari, pietra e materiali naturali, creando un equilibrio tra semplicità e ricchezza materica. L’uso controllato della luce e delle texture contribuisce a definire ambienti intimi e accoglienti, in contrasto con l’apertura degli spazi esterni.
La distribuzione privilegia la fluidità: gli ambienti si susseguono senza interruzioni rigide, permettendo una fruizione flessibile e adattabile alle diverse esigenze abitative.
Il progetto non si limita a inserirsi nel paesaggio, ma lo costruisce attivamente. La vegetazione è utilizzata come elemento strutturante, accompagnando i percorsi e definendo gli spazi aperti.
Le specie selezionate — tipiche della macchia mediterranea — garantiscono adattabilità climatica e ridotto fabbisogno idrico, contribuendo alla sostenibilità del sistema.
I percorsi pedonali sono pensati come esperienze immersive: camminamenti tra piante, corti e terrazze che conducono progressivamente verso il mare. Questo sistema di spazi aperti crea una sequenza narrativa che trasforma l’attraversamento del complesso in un’esperienza sensoriale.
L’architettura, in questo contesto, non è elemento dominante, ma parte di un sistema più ampio in cui natura, costruito e percezione si intrecciano.
Tecnica e identità: un modello per l’architettura mediterranea
Il progetto di Kythnos rappresenta un esempio significativo di come l’architettura contemporanea possa dialogare con contesti sensibili senza rinunciare alla propria identità.
Attraverso l’uso di materiali locali, l’integrazione topografica e l’adozione di strategie bioclimatiche, l’intervento costruisce un modello replicabile per altri contesti mediterranei.
La combinazione di cemento pigmentato, pietra e vegetazione dimostra come sia possibile reinterpretare i linguaggi tradizionali in chiave contemporanea, evitando sia la mimesi sia il contrasto forzato.
In un momento in cui il turismo e la pressione edilizia rischiano di compromettere l’equilibrio delle isole, questo progetto indica una direzione alternativa: un’architettura che non consuma il paesaggio, ma lo valorizza, trasformandolo in parte integrante dell’esperienza abitativa.
Più che un insieme di edifici, il complesso si configura come un sistema ambientale, in cui tecnica e sensibilità progettuale convergono per costruire un nuovo equilibrio tra uomo e natura.











