- INFO POINT
- Di Aurelio Coppi
- Stato: Edificio concluso
Piero Angela, la scuola senza confini
Edilizia ScolasticaFirmata da Atelier(s) Alfonso Femia , la Scuola Piero Angela di Mantova interpreta in chiave contemporanea il concetto originario di “skholé”, inteso come tempo e spazio dedicati alla conoscenza, alla relazione e alla crescita individuale. Non più un semplice edificio funzionale, ma un dispositivo spaziale complesso, capace di accogliere forme diverse di didattica e di favorire nuove modalità di interazione tra studenti, docenti e comunità.
Inserita nel quartiere Borgochiesanuova, la scuola assume un ruolo strategico nella rigenerazione urbana, trasformandosi in un luogo civico aperto e inclusivo. Il progetto costruisce un equilibrio tra dimensione educativa e dimensione pubblica, dando forma a un’architettura che non si limita a contenere attività, ma le stimola e le amplifica, diventando parte attiva del processo pedagogico.
Un polo educativo come infrastruttura urbana contemporanea
La nuova scuola nasce con l’obiettivo di accorpare più istituti esistenti, configurandosi come un polo educativo capace di rispondere alle esigenze di un quartiere in trasformazione. In questo senso, l’intervento supera la scala dell’edificio per assumere un ruolo urbano, diventando un punto di riferimento per la comunità locale. L’architettura è pensata come un’infrastruttura aperta, in grado di ospitare non solo attività scolastiche, ma anche eventi, incontri e funzioni condivise.
Il progetto lavora sulla permeabilità e sull’accessibilità, costruendo una relazione diretta tra spazio interno ed esterno. Gli ingressi, le connessioni e le aree comuni sono concepiti come dispositivi di relazione, capaci di favorire l’incontro e la socialità. La scuola diventa così un luogo vissuto anche oltre l’orario scolastico, contribuendo alla costruzione di una nuova centralità urbana.
Questa visione si traduce in un impianto architettonico che integra spazi educativi e spazi pubblici, superando la tradizionale separazione tra scuola e città. L’edificio si apre al quartiere, invitando la comunità a partecipare e a riconoscersi in un luogo condiviso.
La corte centrale: cuore spaziale e pedagogico
Elemento fondativo del progetto è la grande corte centrale, attorno alla quale si organizza l’intero impianto distributivo. Questo spazio aperto non è soltanto un vuoto architettonico, ma il vero cuore della scuola, un luogo di relazione, di incontro e di apprendimento informale.
La corte consente di portare luce naturale all’interno dell’edificio e di stabilire una connessione visiva costante tra i diversi ambienti. Le aule e gli spazi comuni si affacciano su questo vuoto centrale, creando una continuità spaziale che favorisce la percezione di un ambiente unitario e condiviso.
Dal punto di vista pedagogico, la corte rappresenta un’estensione dello spazio didattico, un luogo in cui si possono svolgere attività all’aperto, momenti collettivi e esperienze educative non convenzionali. La sua presenza contribuisce a superare la rigidità dell’aula tradizionale, introducendo una dimensione più fluida e dinamica dell’apprendimento.
Spazi flessibili e nuove modalità di apprendimento
Il progetto della Scuola Piero Angela si distingue per la capacità di offrire spazi flessibili, in grado di adattarsi a diverse modalità didattiche. Le aule sono progettate con dimensioni generose e configurazioni che permettono di riconfigurare facilmente gli ambienti, favorendo il passaggio tra attività individuali, lavoro di gruppo e momenti collettivi.
Accanto agli spazi didattici tradizionali, il progetto introduce una serie di ambienti ibridi: corridoi ampliati, aree informali, spazi di connessione che diventano luoghi di apprendimento diffuso. Questi spazi non sono semplici elementi di distribuzione, ma veri e propri ambienti educativi, capaci di stimolare l’interazione e la collaborazione.
La flessibilità spaziale è uno degli elementi chiave del progetto, in quanto consente di rispondere alle esigenze di una didattica in continua evoluzione. L’architettura diventa così uno strumento capace di supportare nuovi modelli pedagogici, offrendo un ambiente adattabile e inclusivo.
Natura, luce e benessere ambientale
Un altro aspetto centrale del progetto è il rapporto con la natura. La scuola è concepita come un sistema aperto, in cui spazi interni ed esterni si integrano in modo continuo. Giardini, orti e aree verdi diventano parte integrante del progetto, offrendo opportunità di apprendimento all’aperto e contribuendo al benessere degli utenti.
La luce naturale svolge un ruolo fondamentale nella definizione degli spazi. Le ampie superfici vetrate permettono di illuminare gli ambienti in modo diffuso, riducendo la necessità di illuminazione artificiale e migliorando la qualità percettiva degli spazi.
Qualità ambientale e benessere negli spazi educativi
Questa attenzione alla qualità ambientale si traduce in un’architettura capace di rispondere non solo a esigenze funzionali, ma anche al benessere psicofisico di studenti e insegnanti. La scuola diventa così un luogo accogliente, in cui l’ambiente contribuisce attivamente al processo educativo.
Materiali e tecnologie per un edificio sostenibile
Il progetto della Scuola Piero Angela affronta il tema della sostenibilità non come elemento accessorio, ma come parte strutturale dell’idea architettonica. L’approccio di Atelier(s) Alfonso Femia integra scelte costruttive, materiali e strategie impiantistiche all’interno di una visione unitaria, in cui prestazioni ambientali e qualità dello spazio educativo si sovrappongono costantemente. L’obiettivo non è soltanto ridurre l’impatto energetico dell’edificio, ma costruire un ambiente capace di garantire comfort, durabilità e adattabilità nel tempo.
L’involucro edilizio è uno degli elementi centrali di questa strategia. Le superfici opache e trasparenti sono calibrate per ottimizzare il comportamento termico dell’edificio, garantendo un equilibrio tra apporti solari e protezione dal surriscaldamento.
Le grandi superfici vetrate, utilizzate in corrispondenza degli spazi didattici e delle aree comuni, favoriscono l’ingresso della luce naturale, riducendo la necessità di illuminazione artificiale durante le ore diurne. Questo contribuisce non solo al contenimento dei consumi energetici, ma anche alla qualità percettiva degli ambienti interni, elemento particolarmente rilevante in un contesto educativo.
Accanto alle superfici trasparenti, il progetto utilizza materiali selezionati per le loro prestazioni e per la loro capacità di garantire manutenzione ridotta e lunga durata. Elementi in ceramica e policarbonato, insieme a sistemi prefabbricati, contribuiscono a definire un linguaggio costruttivo contemporaneo, caratterizzato da leggerezza e resistenza. La scelta di componenti industrializzati permette inoltre una maggiore precisione in fase di realizzazione e una migliore gestione delle risorse, riducendo sprechi e tempi di cantiere.
Un ruolo significativo è svolto anche dalle strategie impiantistiche integrate. L’edificio è progettato per ospitare sistemi ad alta efficienza energetica, in grado di rispondere alle esigenze climatiche del contesto mantovano. La progettazione impiantistica non è separata dalla forma architettonica, ma si inserisce in modo coordinato all’interno dell’involucro e della struttura, contribuendo a mantenere pulizia formale e coerenza spaziale.
La copertura rappresenta un ulteriore elemento strategico, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello ambientale. Oltre a ospitare gli impianti, essa contribuisce alla gestione energetica complessiva dell’edificio e si configura come superficie attiva, potenzialmente utilizzabile per attività didattiche all’aperto, rafforzando il legame tra architettura e natura.
Sostenibilità come sistema integrato di progetto
Nel complesso, la scuola interpreta la sostenibilità come un sistema integrato di scelte progettuali, in cui materiali, tecnologie e configurazione spaziale lavorano insieme per costruire un edificio efficiente ma anche qualitativamente significativo. L’approccio non si limita a rispondere a normative energetiche, ma punta a definire un modello di architettura educativa in cui il benessere degli utenti, la qualità ambientale e la responsabilità costruttiva diventano elementi inseparabili.
Una scuola come spazio civico e collettivo
La Scuola Piero Angela interpreta in modo esplicito il ruolo pubblico dell’architettura scolastica, trasformando l’edificio in un dispositivo civico oltre che educativo. Il progetto di Atelier(s) Alfonso Femia assume infatti la scuola come infrastruttura aperta, capace di estendere la propria funzione oltre l’orario didattico e oltre la comunità scolastica in senso stretto. L’idea di fondo è quella di un luogo che appartiene alla città e che, proprio per questo, contribuisce alla costruzione di nuove forme di socialità e di partecipazione.
Il piano terra è concepito come un vero e proprio “basamento attivo”, una soglia permeabile tra scuola e quartiere. Qui si concentrano spazi condivisi come ambienti per incontri, attività collettive e funzioni che possono essere utilizzate anche dalla cittadinanza. Questa scelta progettuale rafforza la vocazione pubblica dell’edificio, trasformandolo in un punto di riferimento per il quartiere Borgochiesanuova e in un presidio urbano capace di generare relazione.
La presenza di spazi flessibili e riconfigurabili consente alla scuola di adattarsi a usi differenti nel corso della giornata e dell’anno scolastico. L’architettura non è rigidamente programmata, ma predisposta a scenari d’uso variabili, che vanno dall’attività didattica alle iniziative culturali, fino a eventi aperti alla comunità locale. In questo senso, la scuola diventa un ambiente multifunzionale, in cui la distinzione tra interno ed esterno, tra educativo e pubblico, tende a sfumare.
Elemento fondamentale di questa apertura è la relazione con lo spazio urbano circostante. Gli accessi, i percorsi e le connessioni sono pensati per favorire l’integrazione con il quartiere, rendendo l’edificio facilmente accessibile e riconoscibile. La scuola non si presenta come un recinto chiuso, ma come un sistema di spazi attraversabili, in cui la continuità tra città e architettura diventa parte integrante del progetto.
Questa impostazione restituisce alla scuola un ruolo centrale nella costruzione della vita collettiva. Non più soltanto luogo dell’istruzione, ma spazio civico in cui si intrecciano educazione, cultura e socialità. In questa prospettiva, l’architettura contribuisce a rafforzare il tessuto comunitario, offrendo un ambiente capace di accogliere e generare relazioni. La Scuola Piero Angela diventa così un’infrastruttura urbana aperta, in cui la dimensione educativa si estende fino a coincidere con quella sociale, interpretando in modo contemporaneo il significato stesso di spazio pubblico.





















