Maglie, un anello verde ridisegna la piazza urbana
Firmato da DKA – Diele Kerciku Architetture insieme a SIT&A, Marco Antonini Architects, Studio Matera e Studio Scalera, il progetto vincitore per la riqualificazione della nuova piazza urbana di Maglie (nel Salento) propone un modello di piazza contemporanea dove infrastruttura ecologica e vita collettiva diventano parte di un unico sistema spaziale.
L’elemento centrale del progetto è il cosiddetto “anello della biodiversità”: una struttura verde continua che attraversa e organizza l’intero spazio pubblico senza assumere il ruolo tradizionale di margine o barriera. Al contrario, l’anello viene concepito come dispositivo relazionale capace di connettere differenti ambiti urbani e paesaggistici, costruendo una transizione graduale tra superfici minerali, percorsi pedonali, aree ombreggiate e sistemi vegetali.


Il progetto nasce da una riflessione precisa sulle trasformazioni climatiche che interessano il Sud Italia e in particolare il territorio pugliese, sempre più esposto a fenomeni di surriscaldamento urbano, riduzione delle superfici permeabili e impoverimento ecologico. In questo scenario, la piazza non viene più interpretata soltanto come luogo civico rappresentativo, ma come infrastruttura ambientale attiva capace di migliorare comfort microclimatico, drenaggio delle acque meteoriche e qualità ecologica dello spazio urbano.
Secondo il gruppo progettuale, la nuova configurazione lavora sulla costruzione di un ecosistema urbano articolato in tre principali componenti: una piazza polifunzionale aperta agli eventi pubblici, un percorso immersivo dedicato all’attraversamento lento e una microforesta ad alta densità vegetale pensata come nucleo climatico e ambientale del progetto.
Proprio la microforesta rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’intervento. Il progetto adotta infatti strategie derivate dai modelli di forestazione urbana ad alta densità, utilizzando specie vegetali selezionate per adattabilità climatica, capacità di ombreggiamento e incremento della biodiversità locale. L’obiettivo non è semplicemente introdurre nuovo verde decorativo, ma costruire un dispositivo ecologico in grado di incidere concretamente sulle condizioni ambientali dello spazio pubblico.
La vegetazione viene così utilizzata come materiale urbano primario. Alberature, superfici permeabili e sistemi vegetali organizzano infatti la struttura spaziale della piazza più delle tradizionali gerarchie compositive basate su assi monumentali o pavimentazioni rigide. In questo senso il progetto si inserisce nel crescente dibattito europeo sulla necessità di ripensare gli spazi pubblici mediterranei come infrastrutture climatiche adattive.


Anche il disegno dei percorsi riflette questa impostazione. L’anello verde non definisce un semplice camminamento perimetrale, ma genera una sequenza di attraversamenti, soste e spazi intermedi che favoriscono differenti modalità di utilizzo della piazza. Zone ombreggiate, aree per eventi temporanei e percorsi immersi nella vegetazione costruiscono una spazialità fluida, pensata per adattarsi sia alle condizioni stagionali sia alle diverse intensità d’uso quotidiano.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla gestione delle superfici e delle acque meteoriche. Il progetto privilegia infatti pavimentazioni drenanti e sistemi capaci di aumentare permeabilità e assorbimento naturale, riducendo il rischio di accumuli superficiali durante eventi climatici estremi. La strategia ambientale si integra così direttamente nel linguaggio architettonico della piazza, evitando la separazione tradizionale tra infrastruttura tecnica e spazio collettivo.
L’intervento propone inoltre una nuova idea di rapporto tra città e paesaggio salentino. Più che introdurre un’immagine artificiale o iconica, il progetto lavora sulla reinterpretazione delle caratteristiche ambientali locali: la vegetazione mediterranea, la resistenza climatica delle specie autoctone, il tema dell’ombra e la costruzione di spazi pubblici capaci di rispondere alle condizioni climatiche estreme tipiche del territorio.
La dimensione ecologica non viene quindi trattata come semplice aggiunta sostenibile, ma come struttura portante dell’intero impianto urbano. Una posizione sempre più centrale nel dibattito contemporaneo sull’architettura dello spazio pubblico, soprattutto nei contesti mediterranei dove le piazze storiche stanno progressivamente affrontando problemi legati a isole di calore, impermeabilizzazione e perdita di comfort ambientale.

Nel progetto per Maglie, DKA – Diele Kerciku Architetture e il team multidisciplinare coinvolto scelgono di rispondere a queste criticità attraverso un approccio che integra paesaggio, architettura e biodiversità in un unico sistema adattivo. Il risultato è una piazza che smette di essere semplice superficie urbana e diventa organismo ambientale capace di produrre ombra, rallentare il clima urbano e generare nuove forme di relazione collettiva.









