Lisbona, il mercato rinasce sotto una grande copertura
Alla periferia di Lisbona, nel quartiere di Padre Cruz, una storica struttura mercatale torna a essere infrastruttura sociale e spazio collettivo grazie a un intervento di rigenerazione che lavora insieme su architettura, inclusione urbana e memoria del luogo. Il progetto del Mercado do Bairro Padre Cruz, firmato da Redo architects e guidato dall’architetto Diogo Figueiredo, affronta infatti il tema del recupero senza ricorrere alla sostituzione dell’esistente, ma costruendo una nuova identità a partire dalle tracce materiali e sociali già presenti nel quartiere.

Situato nel distretto di Carnide, nella parte nord-occidentale della capitale portoghese, Padre Cruz nasce come area agricola per poi trasformarsi, nel corso del Novecento, in uno dei più grandi quartieri di edilizia sociale della penisola iberica. In questo contesto il mercato coperto ha sempre rappresentato molto più di una semplice infrastruttura commerciale: ospitato all’interno di un ex edificio rurale destinato alla produzione lattiero-casearia e convertito in mercato negli anni Sessanta, il complesso è diventato nel tempo uno dei principali luoghi di aggregazione del quartiere.
L’intervento, completato nel 2025, nasce proprio dalla volontà di rafforzare questa dimensione civica. Redo architects sceglie infatti di preservare la struttura originaria e di amplificarne le potenzialità attraverso un sistema di addizioni leggere, nuove connessioni e spazi multifunzionali capaci di estendere l’uso dell’edificio oltre le sole attività commerciali.
Il gesto architettonico più evidente è la nuova copertura che avvolge l’intero complesso. Una grande struttura ibrida in acciaio e legno che non si limita a proteggere il mercato, ma diventa il vero elemento ordinatore dell’intervento. La copertura riprende e prolunga la geometria dell’edificio storico, creando una nuova figura urbana riconoscibile e unificando i diversi spazi del programma sotto un’unica presenza architettonica.
Verso sud, il tetto si estende oltre il volume esistente, generando un grande atrio aperto sulla strada. Questo nuovo spazio intermedio è stato pensato per ospitare mercati temporanei, eventi culturali, attività di quartiere e installazioni artistiche, rafforzando il rapporto tra edificio e spazio pubblico. Invece di funzionare come semplice ingresso, l’atrio diventa una vera soglia urbana capace di attivare nuove forme di socialità.


La trasformazione interna segue la stessa logica di apertura e flessibilità. Il progetto conserva i principali muri portanti in pietra dell’edificio originario, riorganizzando però completamente la distribuzione delle attività commerciali. Gli spazi di vendita vengono ridefiniti e affiancati da nuove funzioni collettive, mentre un livello superiore introduce ambienti polifunzionali, servizi, una terrazza pubblica e un auditorium destinato alle attività della comunità locale.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il processo partecipativo che ha accompagnato la progettazione. Secondo Redo architects, il programma è stato sviluppato attraverso incontri, interviste e confronti con i commercianti già presenti nel mercato, con l’obiettivo di garantire la permanenza delle attività esistenti durante e dopo la trasformazione. Questa fase di ascolto ha influenzato direttamente l’organizzazione degli spazi e la definizione delle nuove funzioni.
La nuova distribuzione è organizzata attorno a un percorso continuo che collega i due livelli dell’edificio. Due scale collocate alle estremità del mercato costruiscono infatti un circuito anulare che consente di attraversare l’intero complesso senza interruzioni. Anche la differenza di quota naturale del terreno viene utilizzata come risorsa progettuale, permettendo di integrare rampe e percorsi accessibili verso la terrazza superiore.
Sul piano architettonico il progetto lavora costantemente sul dialogo tra permanenza e innovazione. Le murature storiche vengono consolidate attraverso interventi strutturali puntuali e rifinite con intonaci minerali e rivestimenti ceramici che richiamano la tradizione costruttiva portoghese. Pavimentazioni e basamenti utilizzano invece la pietra calcarea lioz, materiale fortemente radicato nella cultura edilizia di Lisbona.
La nuova struttura sospesa introduce invece un linguaggio contemporaneo dichiarato. Grandi portali in acciaio verniciato sorreggono la copertura e i nuovi volumi commerciali del piano superiore, mentre arcarecci lignei irrigidiscono l’intero sistema costruttivo. Questa soluzione consente di liberare il piano terra da elementi strutturali invasivi, aumentando la flessibilità d’uso della hall mercatale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla tecnologia delle facciate. Il nuovo involucro utilizza schermature in legno termotrattato che funzionano contemporaneamente come protezione solare e dispositivo identitario. Dietro questa prima pelle si sviluppa una seconda facciata composta da pannelli in policarbonato riutilizzabile che garantiscono protezione climatica, facilità manutentiva e diffusione uniforme della luce naturale.

Questo sistema a doppio strato permette ventilazione naturale continua e filtraggio della radiazione solare, costruendo all’interno un’atmosfera che richiama i principi ambientali delle tradizionali hall mercatali mediterranee. La facciata smette così di essere semplice involucro tecnico e diventa uno strumento climatico capace di migliorare comfort e sostenibilità dell’intero edificio.
Anche la terrazza pubblica introdotta al primo livello contribuisce a ridefinire il ruolo urbano del mercato. Qui trovano spazio aree di sosta, tavoli all’aperto e moduli dedicati all’agricoltura urbana, elementi che rafforzano il rapporto tra produzione alimentare, commercio locale e vita quotidiana del quartiere.
Con una superficie complessiva di circa 1.500 metri quadrati, il nuovo Mercado do Bairro Padre Cruz è stato selezionato tra i progetti candidati al Premio dell’Unione Europea per l’Architettura Contemporanea – Mies van der Rohe Award 2026 e ha contribuito ad accendere l’attenzione internazionale sul lavoro di REDO architects, studio con sede tra Lisbona e Basile.










