Shanghai, una scuola fluida tra sport e apprendimento
Nel distretto storico di Hongqiao, a Shanghai, il nuovo Anna Pao Sohmen Centre della YK Pao, progettato da Scenic Architecture Office e completato nel 2025, il nuovo Anna Pao Sohmen Centre della YK Pao School di Shanghai interpreta il campus scolastico non come insieme di funzioni separate, ma come organismo tridimensionale capace di mettere continuamente in dialogo sport, insegnamento, creatività e vita collettiva.
Lo studio guidato dall’architetto Zhu Xiaofeng sviluppa il progetto a partire da un concetto chiave: “Interface Architecture”. L’idea dell’interfaccia diventa infatti il dispositivo teorico e spaziale che organizza l’intero edificio, permettendo di costruire connessioni fisiche e percettive tra ambienti differenti senza annullarne le specificità.


Il nuovo centro multifunzionale nasce all’interno di un contesto estremamente complesso. Il campus della YK Pao School, fondato nel 2007 e dedicato a un modello educativo bilingue tra cultura cinese e approccio internazionale, si trova infatti circondato da edifici storici e istituzioni consolidate come l’Hongqiao State Guest House, il Shanghai Zoo e diversi complessi diplomatici e residenziali. Il nuovo intervento doveva quindi inserirsi in modo discreto all’interno di un tessuto urbano sensibile, preservando allo stesso tempo la piena operatività della scuola durante i lavori.
Le limitazioni del sito hanno inciso profondamente sulla strategia progettuale. L’unica area disponibile per la nuova costruzione coincideva infatti con il campo sportivo esistente. Scenic Architecture Office ha quindi scelto di ridurre la pista atletica da 250 a 200 metri — il minimo consentito dai regolamenti scolastici locali — liberando spazio sufficiente per il nuovo edificio nel margine nord del lotto.
Da questa condizione nasce uno degli elementi più interessanti del progetto: il rapporto di reciproca compenetrazione tra architettura e infrastruttura sportiva. Gran parte dell’edificio viene infatti sollevata su pilotis e strutture a grandi luci, permettendo alla pista e agli spazi aperti di attraversare fisicamente il volume costruito. Il risultato è un sistema spaziale continuo dove interno ed esterno si fondono attraverso rampe, passerelle, cortili, vuoti verticali e superfici trasparenti.
Con una superficie complessiva di circa 8.000 metri quadrati, il centro ospita piscina semi-ipogea, palestra multifunzionale, sale per il ping-pong, laboratori STEAM, aule specialistiche dedicate a musica, robotica, fashion design e falegnameria, oltre a un teacher training center e a spazi collettivi utilizzabili anche come auditorium.
Più che semplice contenitore funzionale, l’edificio diventa una piattaforma educativa multidisciplinare. Scenic Architecture Office lavora infatti sulla possibilità di generare incontri casuali, sovrapposizioni visive e contaminazioni tra attività differenti. Dalla hall principale è possibile osservare simultaneamente il campo sportivo e la piscina; i corridoi si trasformano in gallerie espositive; le aule si aprono verso cortili interni e serre illuminate naturalmente.
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda proprio la costruzione della trasparenza spaziale. Il grande atrio a doppia altezza che attraversa il complesso collega verticalmente pista, spazi comuni e copertura, permettendo alla luce naturale di penetrare in profondità all’interno dell’edificio. Le aperture calibrate e le sequenze prospettiche costruiscono così un’esperienza dinamica, dove sport, apprendimento e paesaggio si percepiscono simultaneamente.


Anche il sistema strutturale contribuisce a rafforzare questa idea di flessibilità e continuità. Il progetto utilizza una griglia modulare in cemento armato basata su multipli di 1,1 metri, capace di adattarsi alle diverse esigenze dimensionali di palestra, piscina, laboratori e spazi collettivi. Dove necessario, la struttura viene modificata attraverso travi reticolari, pilastri inclinati e grandi luci che consentono di liberare gli spazi sottostanti e aumentare la permeabilità visiva.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla tecnologia delle facciate. L’involucro alterna pannelli in fibrocemento scuro, superfici beige e ampie pareti vetrate schermate da frangisole verticali in alluminio effetto legno. La densità delle lamelle varia in relazione alle aperture retrostanti, migliorando controllo solare, ventilazione e qualità della luce interna. Sul fronte ovest, i sistemi schermanti integrano fioriere irrigate automaticamente che permettono alla vegetazione rampicante di colonizzare progressivamente la facciata, trasformandola in un’interfaccia verde tra edificio e paesaggio.
La scelta dell’alluminio effetto legno nasce da un lungo processo sperimentale. Il progetto prevedeva inizialmente schermature in bambù lamellare, successivamente sostituite dopo test in scala reale che hanno evidenziato migliori prestazioni di durabilità, stabilità cromatica e manutenzione per il sistema metallico.
Anche gli interni utilizzano materiali differenti per caratterizzare le varie funzioni. Pannelli riflettenti in alluminio diffondono il verde del campo sportivo all’interno della hall; superfici lignee e dettagli ispirati al mondo navale evocano invece la figura di Yue-Kong Pao, storico imprenditore marittimo cui la scuola è dedicata.
Il processo di realizzazione, iniziato nel 2020 e concluso nel 2025, ha attraversato pandemia, incrementi dei costi dei materiali e modifiche strutturali in corso d’opera. Nonostante questo, Scenic Architecture Office sottolinea di aver mantenuto intatta la logica spaziale originaria del progetto, adattando il sistema costruttivo senza alterare l’impianto concettuale.

Intitolato nel 2025 ad Anna Pao Sohmen, cofondatrice e presidente della YK Pao School, il nuovo centro multifunzionale rappresenta oggi uno dei più interessanti esempi asiatici di architettura educativa contemporanea. Un edificio dove lo spazio scolastico smette di essere semplice infrastruttura didattica e diventa esperienza fluida, collettiva e profondamente relazionale.










