- INFO POINT
- Di Aurelio Coppi
- Stato: Cantiere
Lucas Museum: l’architettura del racconto prende vita
Spazi espositivi e musealiCamminando tra i viali di Exposition Park, all’ombra dei grandi alberi secolari, si percepisce già la presenza di qualcosa di nuovo, un edificio che sembra sospeso tra realtà e immaginazione. È qui che sta sorgendo (l’inaugurazione è prevista per il 2026) il Lucas Museum of Narrative Art, progettato da Ma Yansong dello studio MAD Architects, destinato a diventare un punto di riferimento culturale per Los Angeles e per il mondo dell’arte narrativa. Lo spettacolo comincia prima ancora di varcare la soglia: l’edificio si presenta come una scultura sospesa, una forma fluida che sembra fluttuare sopra il terreno, suggerendo la dinamica di una storia pronta a essere raccontata.
Fondato da George Lucas e Mellody Hobson, il museo ospita oltre 40.000 opere che attraversano un secolo di immagini e narrazioni: dai maestri dell’illustrazione come Norman Rockwell e Frida Kahlo, fino alle iconiche collezioni cinematografiche di Lucas. L’edificio non è solo un contenitore di opere, ma un’esperienza immersiva dove architettura, luce e paesaggio dialogano con i visitatori, raccontando storie senza parole.
Con una superficie di circa 28.000 m², il museo si sviluppa su più livelli e integra spazi espositivi, auditorium, laboratori educativi e percorsi aperti al pubblico. La sua progettazione tiene conto tanto delle esigenze funzionali quanto della relazione con il contesto urbano e naturale di Exposition Park, già sede di importanti istituzioni come il California Science Center e il Natural History Museum.
Un’architettura biomorfica che fluttua nel paesaggio urbano
La firma di MAD Architects si riconosce immediatamente nella fluidità dei volumi: la struttura principale del Lucas Museum evita angoli retti e linee ortogonali, trasformando l’edificio in una grande scultura urbana. Le superfici curve evocano il movimento, il flusso narrativo e la leggerezza di una forma sospesa, suggerendo l’idea di un oggetto che cresce organicamente dal paesaggio circostante.
Il volume principale è sollevato da terra, creando un ampio spazio pubblico ombreggiato e favorendo la continuità visiva tra parco e museo. Un arco centrale lungo 56 metri attraversa il corpo dell’edificio, generando una grande “porta urbana” che invita i visitatori a entrare. Questa scelta, oltre a diventare un elemento iconico del museo, risponde a criteri di scala e di accessibilità pedonale, integrando il complesso con il tessuto urbano esistente.
La geometria biomorfica è supportata da un sistema strutturale in acciaio e calcestruzzo armato che consente ampi sbalzi e campate libere, mentre le superfici continue sono rivestite con pannelli FRP (fiberglass-reinforced polymer), scelti per leggerezza, resistenza e possibilità di modellazione digitale avanzata. Il risultato è una pelle architettonica uniforme e liscia, che rafforza la percezione dell’edificio come un unico corpo fluido, quasi una grande scultura pronta a dialogare con il cielo.
Il campus urbano e l’integrazione con il parco
MAD Architects ha concepito il Lucas Museum come parte di un vero e proprio campus culturale. Il masterplan, sviluppato in collaborazione con lo studio di paesaggio Studio MLA, trasforma circa 4,5 ettari di parcheggi in un nuovo parco pubblico, con percorsi pedonali, aree verdi e spazi di aggregazione. Oltre 200 nuovi alberi e una vegetazione resistente alla siccità mitigano l’impatto urbano e creano microclimi più confortevoli.
La piazza principale sotto l’edificio, completamente aperta, diventa un vero e proprio salotto urbano, mentre giardini pensili, fontane e passerelle pedonali offrono continuità tra esterno e interno, permettendo al pubblico di vivere l’architettura anche senza entrare nelle gallerie. Questo dialogo tra museo e città conferisce all’edificio una dimensione civica, coerente con la missione educativa e culturale dell’istituzione.
Spazi espositivi e programmazione culturale
Il programma interno del Lucas Museum è complesso e articolato. Le 35 gallerie principali offrono quasi 10.000 metri quadrati di esposizione permanente, con una sequenza progettata per accompagnare il visitatore in un percorso narrativo tra arte, illustrazione, fumetti, cinema e fotografia. Le collezioni comprendono opere storiche, materiali d’archivio cinematografico, modelli e concept art legati alla filmografia di Lucas.
Oltre agli spazi espositivi, il museo ospita due sale cinematografiche, laboratori educativi, una biblioteca, un ristorante, una caffetteria e spazi per eventi culturali. Tutti gli ambienti interni sono progettati con altezze generose, pavimentazioni in materiali naturali e finiture in legno chiaro per garantire comfort, leggibilità degli spazi e continuità visiva con l’esterno.
Le gallerie sono flessibili e modulari, permettendo l’allestimento di mostre temporanee e di programmi educativi destinati a scuole, famiglie e comunità locali, consolidando il museo come piattaforma culturale attiva durante tutto l’anno.
Materiali, tecnologia e sostenibilità della facciata
La facciata del Lucas Museum of Narrative Art rappresenta uno dei cardini concettuali e tecnologici del progetto, sintetizzando le esigenze di estetica, funzionalità e sostenibilità. Lo studio MAD Architects ha scelto un sistema composito in FRP (fiberglass-reinforced polymer), un materiale leggero, resistente agli agenti atmosferici e particolarmente adatto a superfici tridimensionali complesse. Grazie alla capacità del FRP di essere modellato digitalmente, ogni pannello è stato progettato con geometrie uniche, pensate per seguire le curvature biomorfiche dell’edificio e garantire continuità visiva lungo tutto il volume.
Il processo costruttivo ha previsto una combinazione di modellazione parametrica, fabbricazione robotizzata e finiture manuali, consentendo di ottenere superfici uniformi e senza giunzioni visivamente invasive. La leggerezza dei pannelli (oltre 1.500) ha permesso di ridurre i carichi sulle strutture portanti in acciaio e calcestruzzo armato, agevolando l’inserimento di ampi sbalzi e archi centrali di oltre 50 metri, elementi chiave nella percezione fluida e sospesa dell’edificio.
Dal punto di vista funzionale, i pannelli in FRP contribuiscono anche alla durabilità e manutenzione: resistono alla corrosione, agli sbalzi termici tipici del clima di Los Angeles e all’esposizione UV, riducendo interventi di manutenzione nel tempo. La superficie riflettente dei pannelli consente inoltre di modulare la luce solare incidente, creando giochi di luce naturali sulle curvature e limitando il surriscaldamento delle superfici, pur non essendo un sistema attivo di shading.
Sul fronte della sostenibilità, l’uso del FRP, combinato con una struttura leggera, riduce l’impatto ambientale rispetto a soluzioni tradizionali in calcestruzzo massivo o pietra. L’integrazione con il verde circostante e i giardini pensili contribuisce a mitigare l’“isola di calore” urbana, mentre le superfici permeabili del parco e la gestione vegetazionale riducono il consumo di acqua e migliorano la qualità microclimatica degli spazi aperti.
Il sistema strutturale in acciaio e calcestruzzo armato supporta le curvature della pelle e consente ampi sbalzi, mentre la finitura chiara e riflettente dei pannelli valorizza la scultura architettonica, accentuando la percezione di leggerezza e movimento. La scelta dei materiali riflette inoltre criteri di sostenibilità: leggerezza e durabilità riducono l’impatto ambientale e la manutenzione futura, garantendo performance a lungo termine.
Spazi pubblici e rigenerazione urbana
Il museo diventa una piattaforma civica: la piazza sotto l’edificio, i percorsi pedonali e il giardino pensile offrono spazi di aggregazione quotidiana, mentre il parco urbano consente alla città di riprendersi un’area prima destinata al traffico veicolare. L’intero progetto è stato concepito per favorire l’inclusione, la fruizione pubblica e la partecipazione della comunità locale, trasformando Exposition Park in un vero distretto culturale integrato.
I percorsi esterni sono progettati per creare una sequenza di esperienze visive e tattili, alternando percorsi pavimentati, aree verdi, fontane e spazi di sosta. Gli elementi paesaggistici dialogano con l’architettura fluida del museo, generando un continuum tra natura e costruito che riflette l’approccio distintivo di MAD Architects.
Il Lucas Museum of Narrative Art non è solo un contenitore di opere, ma propone un modello di museo partecipativo. Con apertura prevista per il 22 settembre 2026, il museo segna un passo importante nella storia culturale della città, confermando la visione di George Lucas e Mellody Hobson.
Attraverso la combinazione di forme biomorfiche, materiali innovativi, tecnologie di costruzione avanzate e attenzione alla sostenibilità, il Lucas Museum si propone come un nuovo punto di riferimento per Los Angeles. Come le storie che custodirà, l’architettura è pensata per stimolare immaginazione, curiosità e partecipazione collettiva, trasformando il museo in un’esperienza condivisa, aperta a tutti.



















