Il nuovo che dialoga con un mostro sacro (Kahn)

A La Jolla, sulla costa californiana affacciata sull’Oceano Pacifico, il Salk Institute si prepara ad accogliere la sua prima grande espansione architettonica degli ultimi trent’anni. Il nuovo Joan and Irwin Jacobs Science and Technology Center, progettato da HDR in collaborazione con WRNS Studio, rappresenta un passaggio cruciale nella storia del celebre campus fondato da Jonas Salk e progettato da Louis Kahn negli anni Sessanta.
L’intervento, con completamento previsto nel 2026, nasce da una delicata sfida progettuale: costruire un nuovo edificio all’interno di uno dei complessi architettonici più iconici del Novecento senza alterarne il carattere monumentale e contemplativo.
Il progetto vincitore del concorso internazionale è stato sviluppato da HDR con Brian Kowalchuk come Global Design Director, mentre WRNS Studio opera come prime architect e interior designer.
L’obiettivo dichiarato non è quello di replicare il linguaggio di Louis Kahn, ma di reinterpretarne i principi fondamentali: luce naturale, modularità, relazione tra concentrazione individuale e collaborazione collettiva. Il nuovo centro scientifico viene infatti descritto come un’estensione capace di “espandere e modernizzare” il campus originale rispettandone geometrie e proporzioni.
Il Joan and Irwin Jacobs Science and Technology Center occuperà oltre 9mila metri quadrati, e includerà laboratori (wet e dry), aree computazionali, spazi per prototipazione, uffici per ricercatori, ambienti collaborativi e un grande atrio centrale trasparente concepito come luogo di incontro interdisciplinare.


Proprio la collaborazione scientifica costituisce il cuore concettuale dell’intervento. Il Salk Institute intende infatti concentrare nel nuovo edificio alcuni dei principali programmi di ricerca dedicati a invecchiamento, immunologia, neuroscienze, cancro e biologia computazionale. Il centro ospiterà inoltre piattaforme tecnologiche condivise e spazi pensati per favorire l’interazione tra discipline diverse, proseguendo l’idea originaria di Jonas Salk di un “istituto senza muri”.
Dal punto di vista architettonico, il progetto si sviluppa come un volume lineare a due piani attraversato da una grande hall centrale aperta e luminosa. Questo spazio distributivo non viene concepito come semplice corridoio, ma come dispositivo sociale e contemplativo capace di mettere in relazione laboratori, studi privati e aree comuni.
Il rapporto con l’opera di Louis Kahn emerge soprattutto nella costruzione di una nuova monumentalità silenziosa. Come nel campus originario, anche qui l’architettura lavora attraverso sequenze prospettiche, geometrie rigorose e un controllo estremamente preciso della luce naturale. Le facciate alternano pannelli vetrati e inserti in teak, materiale che richiama direttamente il celebre uso del legno nell’edificio storico del Salk Institute.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla tecnologia dell’involucro. Le elevazioni nord e sud integrano pannelli in calcestruzzo e schermature in acciaio Corten nei volumi tecnici, mentre le superfici trasparenti favoriscono continuità visiva e illuminazione naturale degli spazi interni. Il sistema di facciata contribuisce così a costruire un equilibrio tra trasparenza scientifica, controllo climatico e matericità istituzionale.


Il tema della sostenibilità rappresenta un altro elemento centrale del progetto. WRNS Studio dichiara un obiettivo di riduzione del 50% del carbonio incorporato attraverso ottimizzazione strutturale, strategie passive e sistemi energetici integrati. Tra questi figurano ventilazione naturale, pannelli fotovoltaici, coperture verdi e soluzioni per il contenimento dei consumi energetici di un edificio altamente specializzato come un centro di ricerca scientifica.
Anche la flessibilità laboratoriale viene reinterpretata in chiave contemporanea. Gli ambienti di ricerca sono progettati per adattarsi a differenti configurazioni scientifiche nel tempo: dai laboratori biologici ad alta intensità tecnologica fino agli spazi computazionali e interdisciplinari. HDR definisce questa impostazione come una naturale evoluzione dell’approccio modulare sviluppato da Kahn nel campus originale.
Il nuovo centro nasce inoltre all’interno della più ampia “Campaign for the Future” promossa dal Salk Institute, sostenuta dalla storica donazione da 100 milioni di dollari di Joan e Irwin Jacobs annunciata nel 2021.
Il Joan and Irwin Jacobs Science and Technology Center ci appare così come un esercizio di continuità critica: un progetto che cerca di confrontarsi con uno dei grandi miti dell’architettura moderna senza trasformarlo in immagine nostalgica. Un nuovo spazio per la ricerca contemporanea dove infrastruttura scientifica, luce, paesaggio e contemplazione tornano a dialogare secondo la lezione originaria di Jonas Salk e Louis Kahn.









