Belém ritrova l’acqua con il nuovo Doca Linear Park
Siamo a Belém vera e propria porta urbana dell’Amazzonia brasiliana, dove il progetto del Doca Linear Park, firmato dallo studio brasiliano Natureza Urbana, è un nuovo parco lineare che nasce dalla trasformazione di un canale artificiale degradato in un’infrastruttura ecologica e sociale capace di restituire alla città la memoria della propria relazione con l’acqua.
L’intervento si sviluppa lungo circa 1,2 chilometri nel centro della Avenida Visconde de Sousa Franco, tra i quartieri di Reduto e Umarizal, in un’area storicamente attraversata dall’antico Igarapé das Almas, un ramo fluviale appartenente al bacino idrografico del Reduto. Nel corso dell’urbanizzazione novecentesca il corso d’acqua è stato progressivamente canalizzato, artificializzato e ridotto a semplice infrastruttura tecnica, perdendo gran parte del proprio valore ecologico e identitario.
Il progetto di Natureza Urbana — coordinato dagli architetti paesaggisti Manoela Machado e Pedro Lira — nasce proprio dalla volontà di invertire questo processo, ricostruendo un legame diretto tra città e sistema idrico amazzonico. Più che una semplice riqualificazione urbana, il Doca Linear Park si propone come un dispositivo ambientale capace di integrare paesaggio, mobilità lenta, biodiversità e spazio collettivo all’interno di un unico corridoio verde multifunzionale.

Il progetto ha assunto inoltre un significato strategico nel contesto della COP30, tenutasi a Belém nel 2025; la città brasiliana sta infatti ha fortemente investito in una serie di trasformazioni urbane legate al tema climatico e ambientale, e il Doca Linear Park viene presentato come uno dei principali lasciti pubblici dell’evento internazionale.
La trasformazione del canale parte da una riflessione critica sul modello urbano esistente. Prima dell’intervento, l’asse della Doca era caratterizzato da traffico automobilistico intenso, frammentazione pedonale, assenza di ombreggiamento e scarsità di spazi pubblici di qualità. Natureza Urbana sceglie quindi di ribaltare questa logica infrastrutturale introducendo una nuova continuità ecologica e sociale fondata sulla presenza della vegetazione, sull’accessibilità e sulla riconquista dell’acqua come elemento centrale dell’esperienza urbana.

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda proprio la costruzione di un nuovo paesaggio amazzonico urbano. Il canale viene reinterpretato non come barriera tecnica, ma come infrastruttura ecologica attiva, attraverso l’introduzione di vegetazione autoctona, sistemi di fitodepurazione, superfici permeabili e strategie di drenaggio naturale. Le cosiddette nature-based solutions diventano così parte integrante della composizione architettonica e paesaggistica del parco.
Il progetto lavora infatti sulla capacità del paesaggio di migliorare concretamente le prestazioni ambientali dello spazio urbano. L’incremento delle superfici permeabili contribuisce alla gestione delle acque meteoriche e alla riduzione delle isole di calore, mentre la vegetazione rafforza biodiversità, ombreggiamento e comfort climatico in un contesto tropicale caratterizzato da elevata umidità e forti precipitazioni stagionali.
La strategia ecologica si intreccia con una nuova configurazione dello spazio pubblico. Lungo il parco si sviluppa una sequenza continua di percorsi ciclopedonali, passerelle sopraelevate, giardini contemplativi, piazze ombreggiate, aree sportive e spazi per il tempo libero. Chioschi, playground, dog park, belvedere e sedute diffuse trasformano il corridoio verde in un’infrastruttura quotidiana aperta sia ai residenti sia ai visitatori.
Particolarmente significativa è la presenza della promenade sopraelevata che accompagna il corso del canale. Una struttura leggera e continua che consente di attraversare il paesaggio fluviale da una nuova prospettiva, costruendo una relazione diretta tra pedoni, vegetazione e acqua. Proprio questa leggerezza dell’intervento costituisce uno degli aspetti più riusciti del progetto: invece di imporre una monumentalità artificiale, Natureza Urbana lavora per sottrazione, lasciando che siano il paesaggio e il sistema ecologico a definire il carattere dello spazio pubblico.


Anche il tema della memoria urbana assume un ruolo centrale. Il progetto recupera infatti la presenza storica dell’Igarapé das Almas come elemento strutturante dell’identità territoriale di Belém. La riconnessione con l’acqua non viene trattata soltanto in termini ambientali, ma anche culturali e simbolici, cercando di restituire ai cittadini la percezione di una città storicamente costruita attorno ai propri corsi d’acqua amazzonici.
Il processo progettuale ha inoltre coinvolto scuole, residenti e organizzazioni locali, con l’obiettivo di costruire uno spazio realmente integrato alle esigenze del territorio. Questo approccio partecipativo viene descritto dagli stessi progettisti come fondamentale per garantire continuità sociale e appropriazione collettiva del nuovo parco urbano.










